Vehicle Valley Piemonte: nuovi soci e piano iniziative

Vehicle Valley Piemonte: nuovi soci e piano iniziative

Foto: Monica Mailander, Presidente di Vehicle Valley Piemonte

 

Il distretto della mobilità piemontese si consolida. Vehicle Valley Piemonte, l’associazione nata per raccogliere l’eccezionale know-how regionale nel settore della mobilità e promuoverlo a livello globale attraverso la collaborazione tra aziende, istituzioni, scuole di design e centri di ricerca, registra l’ingresso dei primi soci, di cui sedici ordinari e uno sostenitore.

 

I nuovi associati, provenienti da diverse aree del territorio, ben rappresentano le sue molteplici anime nel campo della mobilità, dal design all’ingegneria, dalla componentistica ai servizi, fino all’heritage: 2A, Amet, ANFIA, B Cube, CSI spa, Dottor Gallina srl, Easyrain, Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, Fondazione Marazzato, Marelli Europe spa, Model 5 srl, PRAXI, SAMEC, Silatech spa, Step srl, Webasto. A questi primi soci ordinari, si aggiunge Blue Engineering che ha scelto di sposare appieno il progetto di Vehicle Valley Piemonte, diventando socio sostenitore. Approvato ufficialmente dall’Assemblea, questo primo ampliamento dell’ecosistema testimonia il crescente interesse per l’Associazione, che si propone come hub strategico per l’innovazione e la competitività.

 

Proprio per questo, la Presidente di Vehicle Valley Piemonte, Monica Mailander, ha presentato ai soci il programma di iniziative che animerà la seconda parte dell’anno. Il piano è articolato su più fronti: alcune attività saranno specificamente rivolte agli associati, come un workshop dedicato alle strategie per investire e operare nel complesso mercato statunitense. Altre iniziative saranno indirizzate alle imprese del territorio, con l’obiettivo di far conoscere il valore aggiunto e le opportunità offerte dall’adesione a Vehicle Valley Piemonte. Un pilastro fondamentale del programma è poi la promozione del brand VVP sul territorio, con l’intento di renderlo ben visibile in tutte le principali iniziative e su tutti i materiali di comunicazione che verranno diffusi in Piemonte e a livello internazionale.

 

“L’ incremento di rappresentatività della filiera dato dall’ingresso degli associati e questo programma conferiscono concretezza alla nostra associazione, dandole lo slancio necessario a svolgere la sua missione – spiega la Presidente Monica Mailander-. Da ora in avanti, è cruciale che ogni socio si faccia ambasciatore del marchio Vehicle Valley Piemonte. Questo brand, che incarna il patrimonio e l’innovazione della mobilità piemontese, deve diventare un simbolo distintivo per gli eventi sul territorio e un potente strumento di promozione internazionale, posizionando il Piemonte come hub strategico globale. Anche in quest’ottica, dopo l’estate, intendiamo avviare un tavolo di lavoro dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico della mobilità, in un percorso che unisca cultura e design in chiave turistica”.

 

Un ecosistema che si sta costituendo con sempre maggior forza, come testimonia l’alto numero di aziende che stanno manifestando interesse verso Vehicle Valley Piemonte e portando avanti il processo per associarsi. In attesa della prossima assemblea, che valuterà queste ulteriori candidature, questo crescente entusiasmo è già un segnale importante per la costituzione di un attore sempre più forte e coeso, capace di promuovere il Piemonte come distretto in cui si plasma il futuro della mobilità.

 

Foto da ufficio stampa

Nuova Mazda CX-5: dimensioni maggiori, più hi-tech e motore mild-hybrid

Nuova Mazda CX-5: dimensioni maggiori, più hi-tech e motore mild-hybrid

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline.it)

La Mazda CX-5 si rinnova con il debutto della terza generazione del modello, che si presenta con un’evoluzione a tutto tondo: affina il look di esterni e interni, accresce tecnologie e dotazioni dedicate a comfort, sicurezza e assistenza alla guida. La nuova Mazda CX-5 cresce nelle dimensioni, arrivando a misurare 4,70 metri in lunghezza (12 cm in più rispetto a prima), con un passo che si allunga a 2,82 metri, garantendo maggiore spazio e comfort a bordo.

Design ammodernato

La nuova Mazda CX-5, che sarà ordinabile da metà luglio con arrivo in concessionaria a dicembre, si aggiorna anche nel design, pur mantenendo il classico linguaggio stilistico di Mazda, fatto di linee pulite, fari sottili e griglia anteriore prominente. Il frontale, ora più alto, beneficia di una nuova firma luminosa, mentre il posteriore ha un look tutto nuovo con fanali orizzontali in stile CX-60 e la scritta “Mazda” sul portellone al posto del logo. La versione base è dotata di cerchi da 17 pollici, mentre gli allestimenti superiori montano cerchi da 19 pollici.

Bagagliaio più capiente

La maggiore abitabilità della Mazda CX-5 si ritrova anche nel bagagliaio, che è cresciuto in capacità: 583 litri dichiarati, comprensivi del vano sottostante il piano di carico. Abbattendo i sedili posteriori si arriva fino a 2.019 litri. Ad agevolare le operazioni di carico e scarico dei bagagli c’è anche la soglia di apertura del portellone ribassata, ora a 78 cm da terra.

Più tecnologia a bordo

Upgrade all’insegna della modernità per quanto riguarda gli interni: la Casa giapponese propone sulla nuova CX-5 un grande display touch centrale da 12,9 o 15 pollici che raccoglie al suo interno gran parte delle funzionalità precedentemente demandate a tasti fisici, compresi quelli del climatizzatore. Il sistema di infotainment gira su Android Automotive, integrando la suite di Google (Maps, Gemini, ecc.) e supportando la connettività smartphone con Android Auto e Apple CarPlay (via wireless sugli allestimenti più ricchi). Per quanto riguarda i rivestimenti, sulla versione base troviamo il tessuto nero, mentre nelle versioni Homura è disponibile la vera pelle.

Motore benzina mild-hybrid 2.5 da 141 CV

Sotto il cofano, la Mazda CX-5 presenta un’importante novità: l’addio al precedente motore 2.0 litri mild-hybrid da 165 cv, sostituito da un benzina e-SkyActiv G di 2.5 litri da 141 cv e 238 Nm di coppia. Per il suo SUV, dunque, la Casa giapponese punta su un motore aspirato, di cilindrata maggiore ma con meno cavalli rispetto al modello uscente. Affiancato al cambio automatico a 6 rapporti, il nuovo motore è disponibile con trazione anteriore o integrale. I prezzi della nuova Mazda CX-5 per il mercato italiano partono da 35.900 euro, ovvero oltre 3.000 euro in meno rispetto al modello precedente.

Foto da ufficio stampa Mazda

Greta e il catastrofismo: siamo ancora tutti qua

Presa in giro: ora l'UE si dice pronta a difendere l'industria dalla Cina

di Andrea Taschini, manager e advisor automotive

 
Secondo Greta nel 2023 saremmo bruciati tutti ma in effetti siamo ancora tutti qua. Il Mare mediterraneo non sta per nulla alzando il proprio livello.
Nuovi ghiacciai e più estesi si stanno formando in Antartide e durante i primi 3 secoli DC le temperature erano di 2,5 gradi più alte di oggi e la Pianura padana era esattamente lì dove è ora anzi, Ravenna era sul mare così come Pisa.

Il catastrofismo Greta se lo vada a guardare al cinema, ma non ci prenda in giro. Comunque sia, se la responsabilità dell’ innalzamento delle temperature è delle emissioni di CO2 vada a dirlo ai cinesi, non agli europei che hanno già fatto più del necessario.
Foto da Andrea Taschini

“Le grandi ipocrisie sul clima”: in Senato il libro di Abravanel e D’Agnese

“Le grandi ipocrisie sul clima”: in Senato il libro di Abravanel e D’Agnese

Nella cornice istituzionale della Sala Isma del Senato della Repubblica, è stato presentato il libro “Le grandi ipocrisie sul clima”, firmato dal saggista Roger Abravanel e da Luca D’Agnese, Direttore Advisory e Competence Center di Cassa Depositi e Prestiti. L’opera propone una lettura critica della transizione ecologica, denunciandone le ambiguità, le incoerenze e le derive ideologiche che rischiano di renderla inefficace, costosa e socialmente iniqua.

Un testo che affronta il tema senza concessioni al politicamente corretto, proponendo un modello alternativo: il “triangolo della sostenibilità”, in cui imprese, istituzioni e società civile cooperano con pragmatismo, evitando scorciatoie ideologiche e false soluzioni.

 

Dai dati alla realtà: un confronto ad alta voce

Tra i relatori presenti, nomi di peso del panorama istituzionale e industriale: Alfredo Altavilla (BYD), Renato Mazzoncini (A2A), i senatori Mariastella Gelmini e Pier Ferdinando Casini, con Roberto Sommella, direttore di “Milano Finanza”, in veste di moderatore.

Roger Abravanel, aprendo l’incontro, ha smascherato quello che definisce un “ottimismo green di facciata”: “Il greenwashing è ovunque. Spendiamo miliardi in incentivi senza criteri industriali: l’80% degli incentivi per le auto elettriche è finito all’estero. Intanto, il crollo produttivo in Europa è drammatico: da 18 a 10 milioni di auto vendute”.

Il co-autore Luca D’Agnese ha rafforzato il messaggio: “Parliamo di emergenza climatica, ma l’Europa paga più della Cina per abbattere una tonnellata di CO₂. La transizione è in atto, ma rischia di deragliare per inefficienze normative e visioni parziali”.

 

L’industria chiede un cambio di paradigma

Alfredo Altavilla, oggi Special Advisor di BYD per l’Europa, ha richiamato l’attenzione su una transizione a tre velocità: “Negli USA si vendono ancora SUV. In Cina, una targa per l’elettrico si ottiene in 24 ore. In Europa, invece, il Green Deal ha frenato il mercato e invecchiato il parco auto. Servono incentivi mirati e una rete di ricarica capillare, altrimenti l’elettrificazione fallirà”.

Renato Mazzoncini, CEO di A2A, ha denunciato le criticità economiche del sistema: “In Italia, realizzare un impianto fotovoltaico costa quasi dieci volte il prezzo del pannello. La burocrazia incide per 250.000 euro a megawatt. Serve semplificazione, non ideologia. La transizione è urgente, ma va resa accessibile e competitiva”.

 

Politica e società civile: serve una svolta culturale

Il Senatore Casini ha ribadito che non si può più affrontare la crisi climatica con approcci dogmatici: “Serve pragmatismo. La responsabilità sociale d’impresa è fare innovazione ambientale compatibile con il profitto. La cooperazione con la Cina, seppur complessa, è strategica. Non possiamo permetterci un approccio unilaterale e ideologico».

Mariastella Gelmini, senatrice di lungo corso, ha parlato in favore di un “Green Deal intelligente”: “Molti imprenditori lombardi hanno ragione: il Green Deal ha creato più burocrazia che opportunità. Dobbiamo trasformarlo in uno Smart Deal. Tassare meno chi produce con energia pulita significa essere competitivi, non protezionisti”.

 

Un nuovo patto tra impresa e ambiente

Il messaggio è chiaro: la sfida climatica è reale, ma le soluzioni devono essere concrete, bilanciate e accessibili. Basta greenwashing, basta retorica. Il libro di Abravanel e D’Agnese, come il dibattito emerso durante la presentazione, dimostra che serve una nuova alleanza operativa tra pubblico e privato, in grado di produrre risultati misurabili.

Il confronto ha avuto il merito di spostare il dibattito climatico su un piano più tecnico e realistico, restituendo centralità a una domanda fondamentale: come rendere la transizione ecologica davvero efficace, sostenibile e inclusiva?

 

Foto da ufficio stampa BYD (mohammad-fathollahi-lDNs9gZgtCc-unsplash)