Audi A5 ibrida plug-in: versioni con 100 km d’autonomia elettrica

Audi A5 ibrida plug-in: versioni con 100 km d'autonomia elettrica

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Audi A5 allarga la gamma di motorizzazioni disponibili accogliendo le nuove varianti ibride plug-in, disponibili con due livelli di potenza, da 299 e 367 cv, e trazione integrale “quattro”. Le versioni PHEV della nuova Audi A5 saranno ordinabili entro l’estate con prezzi che partono da 64.300 euro per la berlina e da 66.700 euro per la station wagon Avant.

Due livelli di potenza

La nuova Audi A5 PHEV, commercializzata con il suffisso e-hybrid e costruita sulla piattaforma PPC (Premium Platform Combustion) condivisa con le versioni endotermiche, dispone di un powertrain ibrido plug-in di seconda generazione del Gruppo Volkswagen. Il sistema propulsivo mette insieme il motore turbo TFSI 2.0 a benzina da 252 cv abbinato a un’unità elettrica da 143 cv integrata nel cambio S tronic a 7 rapporti. Lo scatto da 0 a 100 km/h viene compiuto in 5,9 secondi dalla versione da 299 cv e 450 Nm di coppia, mentre in 5,1 secondi per quella da 367 cv e 500 Nm. Con la velocità di punta limitata elettronicamente a 250 km/h per entrambe.

Dotata di serie di sterzo progressivo e sospensioni multilink all’anteriore e al posteriore, l’Audi A5 e-hybrid può optare a richiesta per le sospensioni sportive, che riducono l’altezza da terra di 200 mm, e per gli ammortizzatori adattivi.

Fino a 100 km di autonomia in elettrico

La parte elettrica del powertrain ibrido plug-in è alimentata da una batteria da 25,9 kWh lordi (20,7 kWh netti) che consente all’Audi A5 e-hybrid di percorrere oltre 100 km in elettrico. Grazie al nuovo caricatore di serie da 11 kW è possibile ricaricare del tutto la batteria in corrente alternata in 2 ore e mezza. La vettura dispone inoltre di un sistema di frenata rigenerativa migliorato che aumenta l’efficienza.

Disponibile in tre allestimenti, Business, Business Advanced e S line edition, la nuova Audi A5 e-hybrid deve rinunciare a un po’ di spazio nel bagagliaio rispetto alle altre motorizzazioni, con la berlina che offre una capacità di carico di 331 litri, espandibile fino a 1.175 litri, mentre la Avant ne mette a disposizione 361 litri che possono arrivare fino a un massimo di 1.306 litri.

 

 

Foto ufficiale da AUDI

 

 

Crisi, guerre e priorità: da Snam barra dritta sulla decarbonizzazione

Crisi, guerre e priorità: da Snam barra dritta sulla decarbonizzazione
di Claudio Farina, Chief Strategy and Technology Officer di Snam
 
Crisi e guerre cambiano molte priorità, ma Snam tiene la barra dritta su decarbonizzazione, transizione e biodiversità. Dal 2022 emissioni giù del 28%. In Snam la sostenibilità non è solo reporting. È una leva strategica del business. E come l’innovazione è funzionale a centrare gli obiettivi di transizione-
Abbiamo anticipato le novità previste dalla normativa sul reporting e rilanciamo il nostro impegno anche grazie all’AI generativa, utilissima nel confrontare il nostro lavoro di rendicontazione con i bilanci di aziende analoghe alla nostra. Si cresce non soltanto coltivando le proprie specificità ma anche guardandosi attorno.
Dal 2022 a oggi abbiamo ridotto le emissioni dirette di CO2 del 28%, ma siamo al lavoro anche per la tutela attiva della biodiversità, in un’ottica “all round”. Nel Transition Plan, su tutto questo, abbiamo indicato target (e leve operative per conseguirli) di breve, medio e lungo periodo, e alcuni di questi target, come l’incremento di finanza sostenibile necessaria a sostenere i 12,4 miliardi di investimenti previsti entro il 2029, li abbiamo già raggiunti, in anticipo sul previsto
Sappiamo che, per via dell’attuale congiuntura internazionale, alla sostenibilità si affiancano molte altre priorità, non meno strategiche e che alcuni importanti fondi di investimento, di recente, hanno attenuato il loro orientamento verso il mondo ESG. Tuttavia, adottando un approccio pragmatico e science-based, in Snam abbiamo deciso di tenere la barra dritta, confermando gli obiettivi su clima e natura e, soprattutto, cercando di coinvolgere tutti gli stakeholder della nostra catena del valore.
 
Foto da ufficio stampa SNAM

Stellantis e l’Italia: ancora solo annunci, ci vuole il polo Ferrari-Maserati

Stellantis e l'Italia: ancora solo annunci, ci vuole il polo Ferrari-Maserati
di Rocco Palombella, segretario generale UILM
 
Non abbiamo riscontrato alcuna novità dall’audizione del presidente di Stellantis, John Elkann, alla Camera dei Deputati, rispetto al Piano Italia presentato al MIMIT lo scorso 17 dicembre. Purtroppo i nostri dubbi rimangono sotto ogni punto di vista. I tempi di realizzazione dei nuovi modelli sono troppo lunghi, considerando che non li vedremo prima della fine di quest’anno e nel 2026. A oggi per noi restano solo annunci e non ci fanno presagire un futuro prossimo positivo.
 
I nostri guai non dipendono esclusivamente dalla transizione all’elettrico, ma dall’assenza della produzione di modelli nei nostri stabilimenti. Per un futuro produttivo solido dei siti italiani è necessario riportare nel nostro Paese la produzione di modelli italiani attualmente fatti all’estero, come Lancia, Alfa Romeo e altri.
 
Ci aspettavamo risposte concrete da Elkann sul rilancio del marchio storico di Maserati, che vede la produzione al minimo storico e stabilimenti fermi da mesi come a Modena una soluzione sarebbe la nascita di un polo del lusso Ferrari-Maserati che valorizzerebbe le rispettive caratteristiche qualitative e di mercato, permettendo di salvaguardare tutti i posti di lavoro e un settore strategico per la nostra economia. Ferrari ha tutte le professionalità e gli strumenti per salvare e rilanciare Maserati e porre le basi per un futuro migliore di intere comunità, a partire da Modena, dove i lavoratori stanno subendo inaccettabili umiliazioni.
 
L’indotto, su cui non sono arrivate risposte adeguate è in grande sofferenza e l’internalizzazione delle attività da parte di Stellantis ha già messo a rischio molte aziende e migliaia di lavoratori e questo per noi è inaccettabile.
 
Non possiamo continuare a gestire la situazione con cassa integrazione e contratti di solidarietà. Siamo realisti e gli annunci non risolvono le nostre preoccupazioni sul futuro. Fino a quando le parole non si tradurranno in fatti concreti, con l’avvio delle produzioni e la piena occupazione, continueremo a incalzare Stellantis e il Governo.
Foto da ufficio stampa UILM

 

#FORUMAutoMotive fa 10 anni: Taschini (manager e advisor automotive)

#FORUMAuytoMotive fa 10 anni: Taschini (manager e advisor automotive)
Andrea Taschini, Manager e Advisor Automotive, ha preso la parola a margine dell’evento che ha celebrato i primi dieci anni di vita di #FORUMAutoMotive.
Innovazione, mobilità, elettrificazione sono tre parametri oggi molto usati nella lingua moderna del settore auto, ma sono tre cose completamente diverse. Innanzitutto non è detto che l’elettrificazione sia necessariamente sostenibile, sappiamo benissimo le batterie quali danni ambientali provocano all’ambiente. Abbiamo le cave di nickel in Indonesia, abbiamo le cave di cobalto in Africa, quindi sostanzialmente la sostenibilità non è necessariamente legata alla elettrificazione dell’auto. La mobilità non è assolutamente vero che sia così inquinante, tutte le auto europee emettono al massimo lo 0,9% di tutte le emissioni mondiali di CO2. Quindi vedete che questi tre termini che vengono usati e abusati oggi hanno comunque delle origini e hanno comunque delle formazioni che non sono necessariamente quelle a cui vengono sostanzialmente appellate”.