Lancia e le donne: insieme per proteggere

Lancia e le donne: insieme per proteggere
Un evento per sensibilizzare sulla violenza di genere: il magazine “Grazia”, Lancia e Differenza Donna, hanno animato un dibattito presso Villa Necchi Campiglio, luogo simbolo di indipendenza e modernità femminile.
Il talk è stato moderato da Silvia Grilli, direttrice di “Grazia”, con relatori Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, Luca Napolitano, CEO di Lancia, Roberta Di Mario, pianista e compositrice e la partecipazione attiva dell’attrice Cristiana Capotondi.
L’evento ha permesso di scoprire la nuova campagna di sensibilizzazione realizzata da Lancia – declinata sui canali digital e OOH -per far conoscere il numero 1522 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Luca Napolitano, CEO di Lancia, ha sottolineato l’impegno del brand nella lotta contro la violenza di genere, ribadendo che la protezione e il sostegno alle donne devono tradursi in azioni concrete e non solo in parole.
All’evento seguiranno altre iniziative di Lancia e Differenza Donna, che coinvolgeranno i 160 esclusivi showroom Case Lancia in Italia, amplificando così il messaggio di sensibilizzazione contro la violenza di genere.

Ok il Governo sui tagli: l’agitazione di alcune associazioni rileva solo la loro agitazione

Autotrasporto: solo ora le associazioni si accorgono della crisi
di Cinzia Franchini presidente di Ruote Libere
Totale insoddisfazione per l’esito dell’incontro al ministero dei Trasporti”, “riunione con forti momenti di tensione”, “nessuna risposta concreta alle problematiche già discusse”. Sono dichiarazioni barricadiere quelle rilasciate da UNATRAS, (il coordinamento unitario che raggruppa CNA-Fita, Conftrasporto-FAI, Confartigianato Trasporti) all’indomani dell’incontro tenutosi al MIT sui nodi irrisolti dell’autotrasporto. Dichiarazioni che, a una prima lettura, lasciano intendere un improvviso e inaspettato risveglio delle vecchie associazioni della rappresentanza del settore, sinora sempre così benevole col Governo.
Eppure a una lettura più approfondita risulta chiaro il motivo di tanta vis polemica: la conferma del taglio dei 12 milioni rispetto alle risorse, pari a circa 240 milioni, stanziate ogni anno dall’Esecutivo per l’autotrasporto. Tutto qua: le associazioni protestano perché il Governo tocca i privilegi di cui indirettamente anche loro beneficiano.
Lo ribadiamo, bene ha fatto il Governo a tagliare quei fondi destinati agli sconti sui pedaggi autostradali e in parte alla formazione; risorse a cui possono attingere gli operatori del settore attraverso meccanismi dei quali beneficiano parecchio di enti di rappresentanza e molto meno le migliaia di medie e piccole imprese del settore.
 
Occorre avere il coraggio di scardinare l’assurdo sistema che ancora oggi porta lo Stato a pagare, con risorse pubbliche, gli sconti autostradali dovuti agli autotrasportatori attraverso i Consorzi di servizi, molti dei quali sono di emanazione o fanno diretto riferimento alle stesse associazioni che attualmente protestano; occorre procedere sulla strada dei tagli, in questo caso virtuosi e sacrosanti.
 
Le tecnologie già in uso da tempo consentono di fare arrivare gli sconti sui pedaggi direttamente agli utilizzatori senza alcuna costosa intermediazione. Sanare questa stortura significherebbe mettere in campo una rivoluzione copernicana che consentirebbe di liberare risorse per i problemi veri del settore e non a quelli legati alla sopravvivenza delle associazioni.
Penso al tema della deprofessionalizzazione, a quello della concorrenza selvaggia, ai problemi della rete infrastrutturale e al radicamento mafioso. Su questi macro temi, ben noti a chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane, non ricordiamo prese di posizione giacobine da parte delle associazioni impegnate oggi a indire stati di agitazione che rivelano solamente l’agitazione di chi vede traballare il proprio recinto di potere.

Furti d’auto in crescita: come evitare l’acquisto di una vettura rubata

Furti d’auto in crescita: come evitare l'acquisto di una vettura rubata

In Italia i furti d’auto sono un fenomeno significativo e gli acquirenti di auto usate corrono il rischio di comprare un veicolo rubato senza saperlo. Nel peggiore dei casi, ciò comporterebbe non solo la perdita dell’auto acquistata, ma anche difficoltà a ottenere un risarcimento, causando la perdita del denaro speso.

CarVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, ha analizzato lo scenario dei furti d’auto in Italia e ha condotto una ricerca per verificare all’interno della propria piattaforma quali modelli sono i più gettonati per i ladri di veicoli a quattro ruote.

La percentuale di auto rubate in Italia è tra le più alte d’Europa. Alcuni veicoli rubati vengono venduti ad acquirenti fidati, mentre altri vengono smantellati e venduti per singoli pezzi di ricambio sia nella Penisola sia all’estero.

Se dal 2017 si era evidenziato un calo del numero di veicoli rubati in Italia, i furti hanno ricominciato a crescere nel 2021, anno in cui è iniziata la ripresa dopo il Coronavirus: dopo mesi di quarantena, in cui la maggior parte delle auto è rimasta chiusa in garage, gli italiani sono tornati a bordo dei propri veicoli alimentando l’interesse dei ladri sia per le auto di lusso sia per quelle economiche.

I modelli Alfa Romeo, Land Rover e Fiat i più a rischio

Scoprire se un’auto usata è stata rubata può essere difficile, ma gli acquirenti più attenti limitano il rischio di accaparrarsi un veicolo rubato controllando il suo storico. I servizi di verifica del numero di telaio (VIN) sono diventati infatti sempre più popolari negli ultimi anni, permettendo di conoscere il passato di un’auto.

Visto che i report sullo storico del veicolo raccolgono dati da varie fonti, comprese le forze dell’ordine, possono essere un utile strumento per verificare se un’auto è stata rubata. Secondo carVertical, l’Alfa Romeo Giulietta è stata l’auto più rubata in Italia lo scorso anno, seguita da Range RoverFiat 500Fiat Panda e BMW X5. Questo dato si riferisce ai controlli del VIN effettuati dagli utenti italiani e non riflette necessariamente la situazione generale del Paese, ma può fornire uno scenario relativo alle auto più gettonate tra i ladri automobilistici della Penisola.

I dati dell’azienda rivelano che il numero di auto rubate identificate in Italia per il 2024 è superiore rispetto al 2023 (646 vs. 281). Questo aumento si può spiegare attraverso l’integrazione di ulteriori fonti di dati e l’aumento dell’utilizzo della piattaforma, che si traduce in un costante miglioramento dei report storici evidenziando un problema potenzialmente crescente di furti di auto.

“La collaborazione tra le forze dell’ordine, i fornitori di dati e i marketplace online è essenziale per identificare e rimuovere le inserzioni di veicoli rubati. Il rischio di acquistare inconsapevolmente un’auto rubata rimane una seria preoccupazione per i consumatori italiani e le persone dovrebbero sapere quali misure adottare per evitare perdite finanziarie”, spiega Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical.

 

Buzelis sottolinea anche che l’Italia esporta un importante numero di auto usate in Europa, il che significa che alcune auto ricercate dalle autorità italiane possono essere considerate come delle buone offerte in paesi stranieri.

La storia di Andy Popescu: dall’acquisto di un’auto rubata alla vittoria del processo

Quando si scopre di aver acquistato un’auto rubata, si avvia un processo legale lungo e costoso. Ne è testimone Andy Popescu, uno YouTuber e imprenditore romeno appassionato di automobili che ha raccontato la sua storia a carVertical.

Quattro anni fa, Popescu ha acquistato una Mercedes-Benz GLE Coupé da 50.000 €, che ben presto si è purtroppo rivelata essere una brutta sorpresa. Dopo solo 2 settimane, infatti, la polizia locale gli ha ritirato l’auto, spiegando che il veicolo era stato recentemente rubato in Italia.

Popescu ha fatto causa alla persona che gli aveva venduto l’auto e ha vinto il processo dopo aver affrontato 4 anni di battaglie legali. La polizia gli ha poi restituito il veicolo per poterlo finalmente immatricolare. Tuttavia, il valore di quest’auto nel corso degli anni del processo è diminuito notevolmente: oggi vale circa 25.000 €, anche se con soli 30.000 km sul contachilometri.

I consigli di carVertical

Molti veicoli rubati scompaiono nel mercato nero, rendendo difficile tracciare la reale portata del problema. Per questo motivo le aziende che forniscono report sullo storico dei veicoli riescono a mostrare solo una parte di questa situazione: è quindi consigliato prendere ulteriori precauzioni.

“Molto spesso le auto rubate hanno prezzi allettanti e gli acquirenti sono spinti a prendere una decisione di pancia, ma gli acquirenti dovrebbero sempre controllare la storia dell’auto per verificare che non sia stata rubata e ispezionare attentamente i documenti di immatricolazione,” spiega Buzelis.

Quando si acquista un’auto usata, è importante ispezionare anche il sistema di accensione, le serrature e il cruscotto per individuare eventuali segni di effrazione. Inoltre, è bene verificare che la targa corrisponda ai dati di immatricolazione per assicurarsi che non sia stata sostituita.

Altro segno che potrebbe smascherare un venditore che offre un’auto rubata è la modalità di pagamento: se affidabile, dovrebbe essere disposto ad accettare il pagamento tramite bonifico bancario o altri metodi tracciabili.

Buzelis sottolinea inoltre che, quando il prezzo dell’auto sembra troppo bello per essere vero, gli acquirenti dovrebbero essere estremamente cauti. Consiglia di assicurarsi che il numero VIN del veicolo corrisponda a quello riportato nei documenti e di verificare l’identità del venditore. In caso contrario, perdite finanziarie, stress emotivo e cause legali potrebbero diventare inevitabili.

 

 

Foto da ufficio stampa CarVertical

Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta
#FORUMAutoMotive ha dunque celebrato con successo il suo decimo anniversaria con questa constatazione, condivisa con chi ha partecipato al primo appuntamento del 2015: molti dei problemi rilevati allora, si stanno riproponendo, come quello dell’esigenza di svecchiare il parco circolante e quello della razionalizzazione della fiscalità.
 
A tutto questo, complice la lunga pausa causata dalla pandemia, si sono aggiunti seri problemi di carattere ideologico che hanno condizionato importanti scelte politiche in Europa, purtroppo con il colpevole silenzio di buona parte dei costruttori.
 
Noi di #FORUMAutoMotive abbiamo messo subito in guardia sui rischi e sulle pesanti conseguenze che ne sarebbero derivati e che puntualmente si sono manifestati in tutta la loro drammaticità soprattutto occupazionale. Ed eccoci ora a discutere su come rimediare e rilanciare il sistema automobilistico UE anche alla luce delle attuali discutibili volontà di riconvertire la filiera nella produzione di materiale bellico allo scopo di rafforzare militarmente l’Europa.
 
Questi i temi dibattuti nel Tavolo #FORUMAutoMotive del 17 marzo con presenti, oltre a numerosi giornalisti, politici, eurodeputati, sindacati e tutti i rappresentanti delle associazioni del settore.
 
Da sin: Marco Rizzo – Isabella Tovaglieri – David Giudici – Pierluigi Bonora – Umberto Zapelloni – Rocco Palombella – Stefano Boschini – Samuele Lodi