Piano Ursula automotive: misure tardive e di portata insufficiente

Veicoli industriali: quadro negativo, possibili impatti sull'occupazione
di Paolo Starace, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE
 
 
Sebbene il mercato mostri a febbraio una leggera crescita, è fondamentale non interpretare questo dato come un segnale di ripresa strutturale. A dimostrarlo è la contrazione del segmento dei trattori stradali, che chiude il mese con una flessione del 7,3%, portando il bilancio annuale a -12,9%. Questa tipologia di mezzi, strettamente legata all’andamento della produzione industriale, rappresenta un indicatore chiave dello stato di salute del comparto manifatturiero e dell’autotrasporto italiano.
Le criticità nazionali si inseriscono in uno scenario geopolitico sempre più complesso, in cui l’Europa, stretta tra i blocchi asiatico e nordamericano, è chiamata a rafforzare la propria autonomia economica e industriale. Questa situazione mette in luce le vulnerabilità del nostro sistema produttivo, particolarmente esposto alle strategie adottate dalle grandi potenze mondiali.
 
In tale contesto, le misure annunciate dalla Commissione Europea con il Piano d’Azione per il settore automotive, pur introducendo elementi positivi – come la proroga dell’esenzione dai pedaggi per i veicoli industriali a zero emissioni prevista dalla Direttiva Eurovignette – risultano tardive e di portata insufficiente per un comparto che appare in secondo piano nelle priorità dell’Esecutivo UE.
 
A nostro avviso sarebbe opportuno garantire anche al trasporto pesante una flessibilità analoga a quella riservata ai veicoli leggeri in termini di
target emissivi. Inoltre, sono fondamentali investimenti più consistenti per sviluppare le necessarie infrastrutture di ricarica, affiancati da risorse dedicate a incentivare l’adozione di veicoli a bassissime o zero emissioni.
 

Innovazione “green”: da Amplia Infrastructure bio GPL nella produzione di asfalto

Innovazione "green"

Amplia Infrastructure, società del Gruppo Autostrade per l’Italia specializzata nella costruzione e manutenzione di infrastrutture stradali, ha avviato una sperimentazione innovativa che prevede l’utilizzo del bio GPL nella produzione di asfalto. Questa iniziativa rappresenta la prima applicazione industriale in Italia di un gas non fossile in sostituzione dell’olio Btz di origine petrolifera, tradizionalmente impiegato nel settore delle costruzioni. 

 

Un passo avanti nella decarbonizzazione delle infrastrutture

La sperimentazione, realizzata in collaborazione con Liquigas, leader nella distribuzione di GPL e GNL in Italia, prevede l’impiego del bio GPL certificato sostenibile secondo lo schema ISCC PLUS (International Sustainability & Carbon Certification). Questo gas propano, prodotto da materie prime biologiche come sottoprodotti della raffinazione di gasolio “bio” HVO, mantiene le stesse caratteristiche chimiche e prestazionali del GPL tradizionale, ma consente una riduzione delle emissioni di CO₂ fino all’80%. 

 

Implementazione nell’impianto di Marcianise

In questa fase pilota, Amplia utilizzerà il bio GPL nel proprio impianto di produzione di asfalto situato a Marcianise, in Campania, precedentemente alimentato a olio Btz. L’introduzione del bio GPL non richiederà modifiche all’infrastruttura esistente, facilitando così la transizione verso soluzioni energetiche più sostenibili.

 

Risultati concreti nella riduzione delle emissioni

Nel 2024, Amplia ha prodotto circa 317.000 tonnellate di conglomerati bituminosi, di cui il 55% realizzato con la tecnica dell’asfalto tiepido. Questa metodologia, che prevede temperature di produzione inferiori rispetto all’asfalto tradizionale, ha permesso un risparmio di circa 15 tonnellate di CO₂, posizionando Amplia come leader in Italia nella produzione di questa tipologia di asfalto.

 

Dichiarazioni dei protagonisti

Paolo Carmona, Consigliere Delegato e Direttore Generale di Amplia, ha sottolineato: “L’impegno per la sostenibilità del Gruppo Autostrade per l’Italia e, in particolare, della sua controllata Amplia, si sviluppa tramite strategie innovative: elettrificazione della flotta, economia circolare per mezzo dell’incremento del fresato reimpiegato, ricerca nel processo produttivo, ad esempio attraverso lo sviluppo di conglomerati bituminosi prodotti a tiepido. La conversione degli impianti per l’utilizzo di combustibili innovativi e a ridotte emissioni è uno dei nostri principali impegni e questa iniziativa testimonia quanto lo sforzo del Gruppo si traduca costantemente in azioni concrete”.

Giuseppe Fiorino, Amministratore Delegato di Liquigas, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di annunciare il nostro primo contratto di fornitura di bio GPL, un’energia innovativa che permette alle aziende di adottare soluzioni più sostenibili, sia da un punto di vista ambientale che di investimento per la transizione energetica. Il nostro impegno è supportare i clienti con soluzioni energetiche all’avanguardia, contribuendo concretamente alla transizione verso un futuro più sostenibile”.

 

Verso un futuro sostenibile nelle infrastrutture stradali

Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso una mobilità più sostenibile e una riduzione dell’impronta carbonica nel settore delle infrastrutture stradali. L’adozione del bio GPL nella produzione di asfalto non solo contribuisce alla diminuzione delle emissioni di gas serra, ma promuove anche l’utilizzo di risorse rinnovabili, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale del Gruppo Autostrade per l’Italia.

 

Foto da ufficio stampa AMPLIA

 

“Piano Ursula” monco: zero riferimenti ai carburanti “carbon neutral”

Trasporto merci: si attendono Ecobonus e misure fiscali
di Luca Sra, delegato ANFIA per il trasporto merci.
 
Il forte rallentamento nelle immatricolazioni di autocarri che si registra a febbraio – in continuità con il mese precedente – conferma ancora una volta la necessità di riformare le politiche vigenti per il settore dell’autotrasporto introducendo misure certe e pluriennali che promuovano la sostituzione del parco circolante con veicoli di ultima generazione a gas naturale compresso e liquefatto o a Diesel, valorizzando la filiera
nazionale dei rispettivi biocarburanti (biometano e HVO).
 
Si esprime pertanto rammarico per l’assenza di un chiaro riferimento al riconoscimento del contributo dei cosiddetti carbon neutral fuel all’interno dell’ “Industrial Action Plan for the European automotive sector” recentemente pubblicato dalla Commissione europea.
Restiamo convinti che, in linea con le flessibilità riconosciute ora alle autovetture e veicoli commerciali leggeri, la Commissione dovrebbe procedere al più presto ad una revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti e, alla luce dello stato delle condizioni abilitanti, definire obiettivi realistici che possano essere raggiunti con tutte le tecnologie a disposizione. Solo con tale approccio si potrà accelerare e rendere sostenibile la transizione del settore dell’autotrasporto.
 
A livello nazionale, si rinnova l’invito al decisore pubblico a rafforzare gli strumenti attualmente vigenti per il rinnovo del parco circolante, dando rapida attuazione ai fondi stanziati per questo triennio nell’ultima legge di bilancio. Allo stesso tempo, si auspica che in occasione del tavolo automotive si valuti la necessità di ripristinare misure di sostegno all’acquisto e al noleggio a lungo termine di veicoli commerciali (Ecobonus) così come l’introduzione di strumenti di supporto fiscale come il credito d’imposta per gli investimenti.