Incremento dei prezzi delle auto usate: analisi e prospettive

Incremento dei prezzi delle auto usate: analisi e prospettive

Il mercato delle auto usate in Europa ha registrato un lieve incremento dei prezzi nel mese di febbraio 2025. Secondo l’AUTO1 Group Price Index, l’indice è passato da 135,2 punti di gennaio a 137,0 punti a febbraio, segnando un aumento dell’1,3%. 

 

Confronto con gli anni precedenti

Nonostante l’aumento mensile, i prezzi delle auto usate risultano inferiori del 3% rispetto a febbraio 2024. Tuttavia, confrontando i dati con febbraio 2019, periodo pre-pandemia, si osserva un incremento del 14,6%, quando l’indice era a 119,5 punti.

 

Fattori influenzanti l’andamento dei prezzi

Diversi elementi hanno contribuito alle variazioni dei prezzi nel mercato delle auto usate. Domanda e offerta: la carenza di veicoli nuovi, dovuta a problemi nella catena di approvvigionamento, ha spinto molti consumatori verso l’usato, aumentando la domanda e, di conseguenza, i prezzi.

Inflazione: l’aumento generale dei prezzi ha influito anche sul settore automobilistico, rendendo più costosi sia i veicoli nuovi sia quelli usati.

 

Il futuro

Le previsioni per il mercato delle auto usate nei prossimi mesi rimangono incerte. Se da un lato la stabilizzazione della produzione di veicoli nuovi potrebbe ridurre la pressione sulla domanda di usato, dall’altro l’instabilità economica e le variazioni dei tassi di interesse potrebbero continuare a influenzare negativamente il settore.

 

Conclusione

Il lieve aumento dei prezzi delle auto usate a febbraio 2025 evidenzia la dinamicità e la complessità del mercato automobilistico europeo. Consumatori e operatori del settore devono monitorare attentamente le tendenze emergenti per adattarsi alle nuove condizioni del mercato.

 

Piano d’azione UE: confermata la matrice ideologica dell’era Timmermans

Basta ideologia: spazio a biometano e biocarburanti, stop agli studi di parte

di Maria Rosa Baroni, presidente del Consorzio NGV

Il Piano industriale automotive presentato dalla Commissione UE di positivo ha solo il rinvio delle multe per i costruttori di autovetture, assurdamente dimenticando, non si sa perché, il trasporto pesante, il più sacrificato in quanto, per insormontabili limiti tecnici e di mercato, non è in grado, e non lo sarà per molto tempo, di raggiungere gli obiettivi previsti. Inoltre, il Piano, che apre a una revisione anticipata del regolamento CO2 in termini molto vaghi, non fa il minimo cenno alla neutralità tecnologica come invece, anche se con accenni seppur vaghi, ne aveva accennato la presidente Ursula Von der Leyen.

Malgrado le pressioni dei nostri MEP e del nostro Governo, il Piano industriale presentato non è altro che la conferma della matrice ideologica dell’era Timmermans, che vede nella sola elettrificazione la strada per una mobilità clean. Come dice l’on. Carlo Fidanza “un errore scientifico, industriale, geopolitico imperdonabile che ci auguravamo potesse trovare rimedio già in questo documento, come ampiamente richiesto dai cittadini europei lo scorso giugno. La nostra speranza è che il Parlamento europeo, dando un segnale di pragmatismo, neutralità e di valida risposta alla gravissima crisi che il settore trasporti sta attraversando, la settimana prossima a Strasburgo voti una risoluzione parlamentare forte e coesa per meglio delineare il futuro industriale del settore e salvare aziende e posti di lavoro europei”.

In caso contrario la crisi del trasporto privato e commerciale si riverserebbe e coinvolgerebbe l’intero settore industriale con gravissime ricadute sul sociale. Con i partner dell’Osservatorio saremo a fianco dei nostri rappresentanti a Bruxelles e a Strasburgo per portare la nostra voce a supporto della ragione e della neutralità tecnologica contro le tesi di T&E che come sempre si dimostra figlia di Frans Timmermans.

Foto ufficio stampa NGV
 

Messaggio a Bruxelles: si vada verso una transizione pulita e razionale

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

Il mercato europeo dell’auto apre l’anno in corso in flessione (-2,1% a gennaio), risultando in calo quasi tutti i maggiori mercati. Soltanto la Spagna registra una crescita (+5,3%). In calo, invece, Francia (-6,2%) e Italia (-5,8%), seguite da Germania (-2,8%) e Regno Unito (-2,5%).
Apprezziamo l’avvio dei lavori dell’iniziativa “Strategic Dialogue on the Future of the European Automotive Industry” voluta dalla presidente Ursula von der Leyen e il cui incontro di kick-off si è svolto il 30 gennaio scorso, e chiediamo fortemente che il relativo Piano
d’azione che verrà presentato il prossimo 5 marzo tenga conto anche delle istanze promosse da ANFIA insieme a CLEPA e alle altre associazioni europee del settore.
Per garantire una transizione pulita e razionale è infatti necessario revisionare i regolamenti sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri e pesanti abbracciando il paradigma della neutralità tecnologica e introducendo delle flessibilità che consentano di attribuire il giusto valore al contributo dei carbon neutral fuels; prevedere un piano di incentivazione pluriennale e paneuropeo per la diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni, da applicare nei singoli Paesi UE; introdurre misure a sostegno della competitività delle imprese, ad esempio rendendo più accessibili i costi dell’energia e supportando le attività di ricerca, sviluppo e innovazione sulle nuove tecnologie”.
Foto da ufficio stampa ANFIA