Auto, pensieri e parole… scritte: innovatori, si chiude

Auto, pensieri e parole... scritte: innovatori, si chiude
di Mario Verna, manager automotive
 
Auto in testacoda tra passato e futuro, in mezzo a un guado complicato da superare: smentirsi è dura da accettare, perseverare è letale. Pronti per la settimana di TAVOLI europei: il gioco sarà rimbalzare le responsabilità e trovare una soluzione drammaticamente urgente.
 

Tesla in tilt, Stellantis si divora i profitti e Audi chiude la fabbrica del futuro. Mettiamo cannoni nei nostri mirafiori, indiscrezioni tra auto e carri.

Del doman non v’è certezza se oggi non si rimedia alle boiate del socialismo ecologista. Altrimenti si ridanno le  carte e almeno la partita si gioca.

Europa: un fallimento le regolamentazioni degli ultimi 20 anni

Europa: un fallimento le regolamentazioni degli ultimi 20 anni

di Luca De Meo, presidente e CEO di Groupe Renault – (dall’intervista a “Auto.it”)

 

Il tema su cui spingiamo è dire: lasciamo agli ingegneri la creatività per poter trovare delle soluzioni. Il nemico non è una tecnologia o l’altra, ma la CO2 e i prodotti inquinanti. E’ difficile che un regolatore sappia più di un ingegnere qual è la soluzione migliore. Lasciamo agli ingegneri la migliore soluzione per poter ridurre l’impatto di CO2. Penso che dobbiamo arrivare a un accordo con la Cina. Come abbiamo approfittato 25 anni fa della crescita del mercato cinese, e in cambio abbiamo dovuto fare investimenti, dobbiamo fare la stessa cosa e dare loro il 10%-15% del mercato, che ha un valore per i cinesi.

L’abbiamo fatto con i giapponesi, con gli americani e con i coreani, che in totale fanno il 25% del mercato europeo. Non vedo perché non farlo con i cinesi. Loro vogliono fare business, però in cambio dobbiamo avere degli investimenti di costruttori cinesi che possono anche aiutare la filiera a trasformarsi, in particolare su tutta la parte della catena del valore della vettura elettrica.

La regolamentazione europea negli ultimi 20 anni ha fallito e ora si vuole trovare la pallottola d’argento che risolve tutto, con la storia dell’elettrico. La regolamentazione è stata spinta dai tedeschi, che hanno voluto rendere le auto più complesse perché faceva comodo a loro, visto che prendono delle macchine premium, ma questo ha avuto un effetto devastante su alcuni Paesi produttori, come Francia e Italia e un po’ la Spagna, dove la gente compra macchine piccole o perché non ha soldi o perché nelle città non ci entra.

Noi dobbiamo tornare a fare vetture piccole, non lo facciamo perché la regolamentazione le rende totalmente non profittevoli. Abbiamo dovuto aggiungere dotazioni di sicurezza per 400 euro a vettura: se le metti su una Twingo sono tanti soldi, su una grossa berlina invece sono pochi.

Di queste disposizioni ne abbiamo 8 nei prossimi anni. Da anni invece dico di prevedere una regolamentazione diversa per le piccole vetture, come si fa in Giappone come le ‘K car’. Una cosa del genere farebbe ripartire l’Italia, la Francia e la Spagna.

 

Foto da ufficio stampa Groupe Renault

Piano automotive: ignorate le esigenze cruciali dei fornitori

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

Foto: Benjamin Krieger, segretario generale del CLEPA

 

Il Piano d’azione per il settore automobilistico europeo, recentemente pubblicato dalla Commissione europea, definisce un quadro per il futuro del settore in un momento critico, in cui il comparto dei fornitori deve affrontare sfide allarmanti, tra cui l’annuncio di 54.000 perdite di posti di lavoro nel solo 2024. Mentre CLEPA (l’Associazione europea dei fornitori automobilistici con sede a Bruxelles) accoglie con favore l’iniziativa della Commissione, restano senza risposta alcune domande chiave e l’urgenza della situazione richiede un’azione rapida e concreta.

CLEPA accoglie con favore il suggerimento del commissario Tzitzikostas, secondo cui la revisione delle normative sulla CO2 inizierà nel 2025, anziché nel 2026 come previsto dalla normativa, e di farlo sulla base di un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico. Tuttavia, il testo del Piano d’azione non contiene impegni concreti.

“Un sollievo limitato sulla conformità è importante. La domanda cruciale rimane: come verrà implementata nella pratica la neutralità tecnologica? Per sostenere la competitività e preservare i posti di lavoro, l’UE deve abbracciare un portafoglio diversificato di tecnologie sostenibili, tra cui ibridi plug-in (PHEV), estensori di autonomia, idrogeno e carburanti rinnovabili. Siamo ansiosi di contribuire ai prossimi passi, con la “piena neutralità tecnologica come principio fondamentale”, come annunciato di recente dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Questi devono includere un ruolo chiaro e duraturo per le tecnologie di mobilità pulita che completino l’elettrificazione fino al 2035 e oltre”, ha affermato il segretario generale del CLEPA, Benjamin Krieger .

I fornitori del settore automobilistico riconoscono i progressi nella digitalizzazione. Un fattore chiave della continua crescita dei fornitori è l’accesso equo ai dati di bordo, necessari per far progredire l’ingegneria, sbloccare nuovi servizi e promuovere l’innovazione basata sui dati. Dopo oltre otto anni di discussione, il piano d’azione della Commissione si impegna a presentare una proposta legislativa per sbloccare il potenziale dell’economia dei dati e garantire l’accesso a tutti gli attori dell’ecosistema della mobilità. “L’impegno della Commissione per un quadro per la condivisione dei dati dei veicoli è un passo avanti significativo. Tuttavia, i ritardi rischiano di bloccare gli investimenti e rallentare i progressi in un momento in cui la velocità è fondamentale. Se le linee guida si rivelassero insufficienti, saranno essenziali ulteriori regolamentazioni”, ha affermato Benjamin Krieger.

Altrettanto importante per la continua crescita dell’aftermarket automobilistico, CLEPA accoglie con favore i rinnovati sforzi sul regolamento di esenzione per categoria dei veicoli a motore. La Commissione riconosce elementi che minano la concorrenza nel settore automobilistico e la necessità di adattare il regolamento alle attuali sfide dell’ambiente digitale.

La spinta verso un mercato unico per i veicoli autonomi, una richiesta chiave del CLEPA, è un passo avanti significativo, ma è necessaria una maggiore ambizione. Il CLEPA sollecita la rapida adozione di una regolamentazione e una tempistica chiara per l’omologazione di serie illimitate di veicoli completamente autonomi. Un approccio armonizzato è fondamentale per un’implementazione tempestiva, la riduzione dei costi, procedure di collaudo flessibili e lo sviluppo della necessaria infrastruttura digitale.

Garantire il ruolo dell’Europa in tutte le tecnologie automobilistiche critiche senza creare distorsioni nel mercato rimane fondamentale e l’UE deve prendere in considerazione urgentemente misure politiche che salvaguardino la creazione di valore europeo e la competitività complessiva, sia attraverso finanziamenti mirati, incentivi dal lato della domanda o strumenti di difesa commerciale. L’obiettivo dovrebbe essere un campo di gioco equo per la concorrenza, preservando al contempo i vantaggi della produzione su larga scala e una catena di fornitura connessa a livello globale. Oltre 3.000 aziende, molte delle quali piccole e medie imprese, dipendono da questa flessibilità per prosperare in Europa.

Nelle ultime settimane, CLEPA e i suoi membri hanno attivamente interagito con i commissari europei,presentando strategie pratiche e orientate alle soluzioni per guidare il settore verso la ripresa. Con riunioni di work strand programmate fino all’estate, i fornitori continueranno a spingere per un’azione urgente. La posta in gioco è troppo alta: la forza lavoro e il futuro industriale dell’automotive europeo dipendono da politiche audaci e decisive che vadano oltre la retorica e passino all’azione.

 

Foto da ufficio stampa CLEPA

 

Stellantis? No a chiusure di stabilimenti o tagli di marchi

Piano Stellantis: passo avanti, ma servono risposte per tutti i siti

di Ferdinando Uliano, segretario generale FIM CISL

I dati di forte calo annunciati su ricavi e utili per il gruppo Stellantis non ci sorprendono; sono dati che fanno seguito a quelli che avevamo evidenziato già nei primi mesi dell’anno. Nei nostri report trimestrali sulla situazione produttiva dei vari siti del Gruppo, dati che evidenziano un forte calo dei volumi produttivi in tutti i siti. Un calo che ha impattato notevolmente sull’occupazione con un ricorso importante agli ammortizzatori sociali e al fermo produttivo di parecchie giornate negli stabilimenti italiani.

Come FIM insieme alle altre organizzazioni sindacali abbiamo avviato subito un confronto con Stellantis, per noi era ed è importante sviluppare ragionamenti con il Gruppo sulla produzione e sugli investimenti per quanto riguarda la produzione auto che fossero in grado di cogliere un maggior numero di volumi.

Negli ultimi incontri con Stellantis abbiamo avuto in questo senso risposte per quanto riguarda il lancio produttivo di produzioni come quelle previste per lo stabilimento di Mirafiori con la 500 ibrida e l’assegnazione della “piattaforma small” per lo stabilimento diPomigliano e l’assegnazione di motorizzazioni ibride al fianco quelle elettriche in tutti gli stabilimenti per i nuovi modelli.

Per noi era ed è essenziale iniziare a produrre modelli nuovi, ma che si cogliessero tutte le opportunità che da parte dei consumatori venivano richieste a partire dalle motorizzazioni ibride, che potenzialmente possono recuperare volumi e attutire l’effetto della difficoltà che si sta riscontrando in questa fase di transizione. In questo senso nell’incontro dell’11 marzo prossimo in sede ministeriale ribadiremo con forza e con determinazione la nostra contrarietà a chiusura di stabilimenti o a ridimensionamenti occupazionali unilaterali. Noi pensiamo che bisogna investire di più per rilanciare gli stabilimenti, nuovi modelli e con essi il lavoro. Solo così si esce da una situazione di transizione come quella che stiamo vivendo.

Questo però basta solo in parte, servono interventi importanti sul piano normativo da parte delle istituzioni europee a partire dalla rimodulazione della normativa sulla CO2 oltre che di investimenti importanti per il settore. Per questo abbiamo mobilitato tutto il sindacato europeo lo scorso 5 febbraio a Bruxelles per chiedere alle istituzioni italiane e quelle europee di mettere a disposizione tutte le risorse finanziarie disponibili per aiutare il settore ad affrontare la transizione verso le motorizzazioni più ecologiche e più compatibili dando una sostenibilità dal punto di vista sociale alla transizione.

Ora è fondamentale che nell’incontro dell’11 marzo Stellantis chiarisca le questioni che sono ancora aperte, che per noi riguardano il rilancio del marchio Maserati, che ha sempre rappresentato un elemento importante sia in termini di volumi, ma soprattutto di margini. Come è fondamentale verificare il lancio delle nuove produzioni, in particolare le produzioni marchio DS, Alfa Romeo e Lancia, che oggi sono i marchi più in difficoltà, ma che dovrebbero rappresentare un elemento di messa in sicurezza negli stabilimenti italiani.

Diventa poi importante avere chiarimenti rispetto alle prospettive per quanto riguarda la Gigafactory di batterie ACC del sito diTermoli. A oggi ancora non è chiara la disponibilità a nuovi investimenti in quella direzione, anche perché in prospettiva, quella delle batterie rappresenta una delle produzioni fondamentali per il settore nel nostro Paese.

 

 

Foto da ufficio stampa FIM CISL

Allianz Partners e Chery: accordo per promuovere congiuntamente le soluzioni di mobilità in Europa

Allianz Partners e Chery: accordo per promuovere congiuntamente le soluzioni di mobilità in Europa

Allianz Partners e Chery International hanno siglato un accordo strategico per promuovere soluzioni di mobilità innovative in Europa. Questa collaborazione triennale mira a rafforzare la presenza del produttore automobilistico cinese nel mercato europeo, offrendo servizi assicurativi e di assistenza avanzati.

 

Espansione strategica in Europa

Chery International, leader nell’esportazione di veicoli dalla Cina, ha scelto Allianz Partners come partner preferenziale per sviluppare programmi assicurativi e servizi correlati. L’accordo prevede l’introduzione di prodotti assicurativi e servizi innovativi in mercati chiave come Italia, Polonia e Spagna, dove le due aziende hanno già collaborato nei settori dell’assicurazione auto e dell’assistenza stradale. Inoltre, sono in fase di valutazione ulteriori espansioni in Belgio, Francia, Germania e Paesi Bassi a partire dal 2025.

 

Servizi offerti dalla partnership

La collaborazione tra Allianz Partners e Chery International coprirà una vasta gamma di servizi, tra cui: assicurazione responsabilità civile autoveicoli (RCA), copertura danni al proprio veicolo, assistenza stradale, estensione della garanzia su veicoli nuovi/usati e batterie, servizi accessori per la vendita di veicoli e flotte aziendali:.

Inoltre, le due aziende esploreranno iniziative congiunte nell’ambito dell’ottimizzazione del costo totale di proprietà (TCO), delle iniziative ESG (ambientali, sociali e di governance), della connettività dei dati e di soluzioni innovative come l’assicurazione basata sull’uso, la mobilità come servizio (MaaS) e la protezione informatica.

 

Dichiarazioni dei leader aziendali

Jean-Marc Pailhol, Chief Officer Global Strategic Partnerships e membro del consiglio di Allianz Partners, ha espresso entusiasmo per la partnership, sottolineando l’importanza di supportare Chery nella sua espansione internazionale e di offrire soluzioni integrate che rafforzino la presenza del marchio in Europa.

Charlie Zhang, Vicepresidente Esecutivo di Chery International, ha evidenziato come questa collaborazione migliori significativamente l’esperienza di servizio per gli utenti, creando una solida base per lo sviluppo del marchio Chery nel mercato europeo e testimoniando l’impegno comune verso l’innovazione nei modelli di servizio.

 

 

foto uff stampa Chery