Motor Bike Expo 2025: Verona centro del mondo motociclistico dal 24 al 26 gennaio

Motor Bike Expo 2025

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Il mondo delle moto è pronto a vivere una nuova edizione del Motor Bike Expo, l’appuntamento che apre la stagione motociclistica, in programma dal 24 al 26 gennaio 2025, presso Veronafiere.

Con un’area espositiva ampliata del 20%, il Salone veronese delle due ruote preannuncia di essere il più grande mai realizzato, coprendo un’area complessiva di 120.000 metri quadrati, con un padiglione in più rispetto all’edizione 2024. Sono oltre 700 gli espositori provenienti da più di 20 Paesi che parteciperanno al Motor Bixe Expo 2025 per presentare le ultime novità del mondo motociclistico, attraendo un gran numero di appassionati da tutta Europa e non solo (oltre 170.000 i visitatori attesi).

Settore in crescita

Il Motor Bike Expo 2025 si svolge in un contesto di mercato motociclistico in salute, con il 2024 che ha visto un incremento del 14,5% delle immatricolazioni, come evidenziato dai dati ANCMA. Tra gli oltre 700 espositori presenti, sono già 31 le Case motociclistiche (12 in più rispetto all’edizione dello scorso anno) che saranno protagoniste a Verona, confermando l’evento come un punto di riferimento internazionale.

Nuova layout, aree dinamiche

Gli organizzatori, Francesco Agnoletto e Paola Somma, hanno rinnovato il layout del Motor Bike Expo, ottimizzando la disposizione degli stand per accogliere le richieste di ampliamento delle grandi aziende. Inoltre l’area espositiva si estenderà anche verso le aree esterne, dove si svolgeranno eventi dinamici, show e corsi.

Tante moto in anteprima

Un punto di forza di MBE 2025, dove saranno esposte oltre 3.000 moto, saranno le anteprime mondiali e i nuovi modelli delle Case. Tra i 31 marchi che esporranno i propri veicoli alle kermesse ci saranno nomi di primissimo piano come Aprilia, Ducati, BMW, Harley-Davidson, Kawasaki, Triumph e molti altri.

Tra le novità più attese Aprilia presenterà la nuova Tuareg Rally, fresca vincitrice dell’Africa Eco Race, e la Tuono 457. Benelli invece svelerà novità come la Leoncino Bobber 400 e la Tornado 400. Spazio poi a BMW Motorrad che raddoppia lo spazio espositivo e porta a Verona la nuova R 12 S. Ducati avrà una zona dedicata alla Scrambler, con un concept speciale e dando l’opportunità di incontrare i propri piloti. Ci sarà poi anche Harley-Davidson che presenterà in anteprima mondiale diversi modelli della gamma 2025.

Tra le Case moto presenti a MBE 2025 ci saranno anche Indian Motorcycle, Moto Guzzi, Moto Morini, QJ Motor, Royal Enfield, Triumph, Suzuki, SWM, Yamaha e molte altre.

Spazio al Custom

Anche quest’anno il Motor Bike Expo sarà un punto riferimento assoluto anche per il mondo Custom, accogliendo un gran numero di creazioni inedite degli migliori preparatori d’Europa.

Già disponibili i biglietti per il MBE 2025 che hanno i seguenti prezzi: 21 euri in prevendita online, 24 euro intero alle casse, 16 euro ridotto.

 

Foto credit: motorbikeexpo.it

 

 

S&P Global Ratings: il potenziale impatto del settore automotive sulle banche europee

S&P Global Ratings

Le Case automobilistiche europee devono far fronte alla debolezza della domanda, alla forte concorrenza dei produttori cinesi e alla pressione sulla redditività dovuta alla transizione verso i veicoli elettrici (EV), che mettono a prova i loro modelli di business. Diverse grandi banche dell’UE, tra cui Commerzbank, CaixaBank, Erste Group Bank e UniCredit, hanno una notevole esposizione al settore automobilistico europeo e ai suoi fornitori.

 

S&P si attende che gli utili delle banche possano assorbire agevolmente potenziali perdite di credito aggiuntive derivanti da questo settore. Le potenziali ricadute di un ulteriore deterioramento del settore automobilistico rappresentano un rischio al ribasso per la qualità degli attivi delle banche in Germania, Svezia ed Europa centrale e orientale (CEE), dove l’industria automobilistica contribuisce in modo significativo al PIL e all’occupazione.

Lo sfogo di un produttore: “Consumo moderato di alcol non paragonabile alla droga”

Sandro Bottega, produttore vinicolo e Presidente di Bottega Spa.

 

Le novità introdotte dal nuovo Codice della strada sono entrate in vigore lo scorso 14 dicembre con conseguenze a largo raggio. Tra queste, in particolare, c’è l’inasprimento delle sanzioni in caso di assunzione di alcol anche in quantità limitata. “Così si penalizza il consumo moderato di vino e di altri prodotti a base alcolica. A questo proposito non ci sono evidenze o dati da cui risulti che un consumo moderato sia causa di un aumento degli incidenti stradali. Generalizzare è sempre un grandissimo errore e lo è ancor di più equiparare il vino, assunto con moderazione, alle droghe pesanti o alle anfetamine”, ha commentato Sandro Bottega, produttore vinicolo e Presidente di Bottega Spa.

I cambiamenti del Codice della Strada prevedono ora una sanzione fino a 2.170 euro per chi guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro con una sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Con un valore tra 0,8 e 1,5 grammi per litro la sanzione raddoppierebbe e si correrebbe anche il rischio di arresto fino a 6 mesi.

“In questo modo si rischia di ritirare la patente a chi ha bisogno dell’auto per andare a lavoro e non fa assolutamente abuso di alcolici. Sarebbe stato invece più giusto inasprire ulteriormente multe e ritiri delle patenti per chi oltrepassa il valore di 1 grammo per litro. In conclusione, a rimetterci non sarà chi è abituato a superare i limiti con frequenza (perché tanto a causa della sua incoscienza continuerà a farlo), ma tutti gli altri, compresi i produttori di vino e altri alcolici, che magari hanno bevuto un calice durante una cena di lavoro“, ha concluso Sandro Bottega.

 

Foto da ufficio stampa Bottega S.p.A.

 

 

 

Dossier automotive UE: bene il pressing dei ministro Urso, obiettivo neutralità tecnologica

L'UE e l'auto: occorre la piena neutralità tecnologica
di Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento UE
 
Con il nuovo confronto avuto il 18 gennaio con i rappresentanti di tutti i partiti italiani al Parlamento europeo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato l’impegno dell’Italia a sostegno dell’intera filiera dell’automotive per cambiare rotta sulle politiche UE. Serve confrontarsi con la realtà, dobbiamo essere più pragmatici e meno ideologici.
 
Va dato atto al ministro Urso e al Governo italiano della continua ed efficace attività che è da traino all’intera UE su questo delicato dossier, a partire dal non-paper messo a punto dal Governo nei mesi scorsi e su cui si sta registrando una sempre più ampia convergenza. Il tutto sempre in un’ottica di ampio confronto in ambito nazionale ed europeo, con la prospettiva di poter arrivare a quella neutralità tecnologica che consenta una transizione energetica non focalizzata solo sull’elettrico, ma che preveda la possibilità di accedere alle altre tecnologie per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.
 
Altrimenti il prezzo da pagare sarà salatissimo, anche per l’Italia, a partire dalla desertificazione industriale e a poco o nulla servirà togliere le previste multe alle case automobilistiche se questo non sarà accompagnato da altre azioni molto più efficaci.
Foto da ufficio stampa On. Carlo Fidanza