Auto, pensieri e parole… scritte: è forse il momento di dirci la verità?

Auto, pensieri e parole... scritte: è forse il momento di dirci la verità?
di Mario Verna, manager automotive
A forza di proclami e sceneggiate l’industria dell’auto saluta e se ne va. Europa, sveglia!!! Avete analisti in grado di leggere due numeri, possibile che a nessuno venga in mente di aver preso una cantonata epocale?
I crediti CO2 come diamanti! Stellantis e Toyota al bancone di Musk… che sia l’inizio di una nuova storia? L’ACEA, con Luca De Meo, però mette in guardia: “Lo strumento del Pooling indebolisce l’industria europea”…

La produzione italiana come nel 1956,… Eppure…eppure c’è ancora la possibilità di ripartire con forza e coraggio, ecco coraggio, il coraggio di dire la verità, fregandosene delle stupidaggini di burocrati senza patria, con la forza di storie e tradizioni millenarie, con le capacità di un’industria che ha insegnato e innovato, con la democrazia e i diritti di democrazie solide.

Dire la verità è l’atto più rivoluzionario di questo tempo (anche nell’Automotive)
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Norme “green” UE: settore a un bivio pericoloso

Veicoli industriali: quadro negativo, possibili impatti sull'occupazione

di Paolo Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali

 

Con dicembre 2024 si è concluso un anno dai due volti, contraddistinto da un primo semestre in crescita dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2023, seguito da un secondo semestre caratterizzato da una flessione consistente (-14,2%). Questo scenario era stato ampiamente previsto e proprio per questo erano stati sollecitati interventi mirati per scongiurarne gli effetti. Appelli che, nostro malgrado, sono rimasti inascoltati e che ora devono essere prioritariamente posti al centro dell’agenda del Governo, per evitare che tale trend negativo si protragga nel corso dell’intero 2025. Le radici del malessere del settore dei veicoli industriali sono profonde e non possono essere certamente attribuite al processo di transizione green. Infatti, sebbene le immatricolazioni dei veicoli a  zero emissioni siano aumentate del 119,6%, la stragrande maggioranza dei mezzi venduti  continua a essere appannaggio dei motori endotermici (99,3%). Alla luce della prossima scadenza dei target di riduzione delle emissioni di CO2 in capo ai soli Costruttori e delle recentissime dichiarazioni del Commissario UE per il Clima, Hoekstra, emerge il rischio che le aziende costruttrici pongano in essere soluzioni protettive, ma potenzialmente distorsive per il mercato.



Risulta, pertanto, urgente una presa di coscienza sulle possibili ripercussioni di tale scenario, non solo sul costo del trasporto  delle merci, ma anche sull’occupazione, come già evidenziato nel settore auto. È  fondamentale intervenire tempestivamente e porre rimedio attraverso un approccio olistico  che coinvolga tutti gli stakeholder a livello sovranazionale.

Codice della strada: chiesti chiarimenti sul rapporto tra farmaci e guida

Codice della strada: chiesti chiarimenti sul rapporto tra farmaci e guida
In relazione alla recente entrata in vigore della Legge 177, che ha riformato l’art.187 del Codice della Strada, LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia) lo scorso 9 gennaio 2025 ha inviato ai ministeri competenti una richiesta di chiarimenti e di partecipazione ad un tavolo tecnico, per definire in dettaglio quali farmaci, assunti a scopo terapeutico, possano essere utilizzati senza contravvenire al Codice della Strada.
 
La nuova normativa punisce, infatti, chiunque guidi dopo aver assunto sostanze “stupefacenti o psicotrope”, ma non tiene in conto che alcuni farmaci classificabili potenzialmente come tali sono comunemente utilizzati nel trattamento di varie patologie, tra le quali diverse forme di Epilessia.
 
“L’articolo di legge – commenta Carlo Andrea Galimberti, presidente LICE – è stato riformato in modo generico, senza alcuna precisazione soprattutto riguardo cosa si intende per sostanza psicotropa, questo ha generato un comprensibile allarme nella comunità delle persone con
Epilessia, in particolare tra quanti assumono ad esempio barbiturici o benzodiazepine. L’occasione sarebbe, quindi, importante per classificare correttamente i FARMACI ANTICRISI (da qualche anno la comunità scientifica internazionale li definisce così, non più farmaci antiepilettici!), per evitare improprie interpretazioni e confusione con altre categorie di sostanze”.
 
Analoga richiesta al ministero della Salute ed al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata inviata dalla Federazione Italiana Epilessie (FIE). “Nella speranza che i ministeri competenti accolgano le richieste di LICE e delle Associazioni delle persone con Epilessia vorremmo cercare di tranquillizzare tutti coloro che quotidianamente sono costretti ad assumere farmaci pur potendo guidare – in assenza di crisi da almeno un anno – precisando quanto segue.
1. I farmaci anticrisi non sono classificabili come stupefacenti;
2. L’assunzione quotidiana cronica di farmaci anticrisi a scopo terapeutico (e questo vale anche per i barbiturici e le benzodiazepine) non provoca alterazioni psico-fisiche tali da influire sulle capacità di guidare;
3. La legge del 2010 riguardante il rilascio/rinnovo della patente di guida non menziona affatto l’assunzione o meno di farmaci anticrisi: chi non ha crisi da almeno un anno (o ha soltanto crisi che non disturbano lo stato di coscienza e di vigilanza) può guidare anche se assume farmaci idonei al trattamento delle diverse forme di Epilessia”.