Viano (ANIASA) a #FORUMAutoMotive: “Si metta seriamente mano alla fiscalità del settore”

Viano (ANIASA) a #FORUMAutoMotive

La terza Automotive Eurotribuna politica promossa da #FORUMAutoMotive ha messo a confronto gli europarlamentari dei due schieramenti con i rappresentanti della filiera della mobilità.

Alberto Viano, Presidente di ANIASA, ha portato il punto di vista del settore del noleggio e della mobilita pay-per-use: “Come noleggiatori assecondiamo le preferenze dei nostri clienti, agevolando l’adozione delle tecnologie più innovative. Più che incentivi, chiediamo solo una fiscalità che sia prevedibile e di lungo termine. Servirebbe sicuramente più stabilità. È difficile pianificare con una normativa fiscale non lineare e poco stabile”. Nel video potete ascoltare l’intervista integrale.

Norme e follie UE: fare squadra o tra due anni addio industria dell’auto. E su Stellantis…

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse

di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

(dal Tavolo “Stellantis” del 14 novembre 2024)
 
L’industria automobilistica europea è al collasso. Dobbiamo intervenire subito, subito, subito, come dice anche Mario Draghi nel suo report sulla competitività. È il momento delle scelte, altrimenti nei prossimi mesi, senza un cambio di rotta in Europa, dopo gli agricoltori anche gli operai bloccheranno le Capitali europee e imporranno un cambio di rotta.

Il problema non è Trump e non è nemmeno la Cina. Biden ha alzato i dazi alle auto cinesi al 100%. E la Cina ha investito sul Green deal europeo. Il problema è l’Europa. Noi non possiamo decidere sulle scelte degli USA, quello spetta agli elettori americani. Noi possiamo decidere sulle scelte dell’Europa e siamo obbligati a farlo, tenendo conto della realtà.

Dobbiamo cambiare da subito la politica industriale nel settore delle auto in Europa. Non possiamo aspettare la revisione prevista alla fine del 2026. Tra due anni non avremo più un’industria automobilistica. Dobbiamo farlo subito, nei primi 100 giorni della nuova Commissione. Per questo abbiamo predisposto con il governo della Repubblica Ceca un “non paper” sull’auto che sarà discusso nel Consiglio Competitività del 28 novembre.

 
Giorno dopo giorno aumentano le adesioni. Sarò a Parigi, alla trilaterale ITA-FRA-GER delle associazioni nazionali di impresa, e affronterò il tema anche con il ministro e vicecancelliere tedesco Habeck e il nuovo ministro dell’industria francese Ferracci. Mi appello ai sindacati italiani, a Confindustria e all’ANFIA affinché facciate fronte comune con le vostre associazioni europee. È il momento delle scelte. Dobbiamo fare squadra.

Dobbiamo rimuovere la follia delle euromulte, che scatteranno dal 1 gennaio prossimo. 15-17 miliardi di euro di sanzioni sulle Case automobilistiche. È questo il motivo principale che sta portando alla chiusura degli stabilimenti. Per sfuggire alla tagliola delle multe, le Case hanno tre vie, tutte suicide per l’industria: ridurre la produzione di auto endotermiche per scendere sotto la proporzione fissata tra auto elettriche vendute e auto endotermiche; aumentare la vendita di auto elettriche nella propria rete, come sta facendo Stellantis, certificando e vendendo le auto del proprio socio Leapmotors importate dalla Cina; o, in ultima istanza, comprando le quote di crediti Co2 da Tesla. In ogni caso si accelera la crisi della produzione europea. Si condannano l’auto e il lavoro europeo. Una follia che dobbiamo subito scongiurare.

Il regolamento sui veicoli leggeri prevede, per il 2025, che i costruttori debbano ridurre le emissioni medie di anidride carbonica dai 116 g/km del 2024 a poco meno di 94 grammi. A tal fine dovranno aumentare in modo significativo il peso delle elettriche per evitare le relative sanzioni. Tali valori diventeranno sempre più stringenti con il passare degli anni. Gli obiettivi possono essere raggiunti attraverso: incremento vendite di veicoli elettrici; decremento vendite di veicoli a combustione ad elevate emissioni; acquisto crediti CO2 dal pooling dei costruttori più virtuosi, come per esempio Tesla.

Gli ecobonus svenano gli Stati, ma non risolvono il problema. È come svuotare un oceano con dei secchielli. Quest’anno abbiamo investito un miliardo di euro di intesa con Stellantis, che aveva sostenuto che la misura avrebbe aumentato la produzione in Italia. È accaduto esattamente il contrario e quindi, come preannunciato, non la riproporremo più. Destineremo tutte le risorse del fondo, che pensiamo di aumentare nel corso della manovra, sul fronte dell’offerta, a sostegno delle imprese, soprattutto degli investimenti della filiera dell’automotive. E proponiamo nel nostro “non paper” un piano automotive UE con incentivi alla domanda, stabili e duraturi nel tempo, con risorse comuni destinate ai consumatori europei.

A Stellantis oggi chiediamo che si assuma la responsabilità sociale del rilancio dell’auto italiana. Gianni Agnelli disse: “Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo tutto al diritto di proprietà e al diritto di successione, io vi ho aggiunto il dovere della responsabilità”. Chiediamo un vero, significativo e chiaro piano industriale, che entri nel dettaglio di ogni stabilimento in Italia e che preveda un significativo aumento degli investimenti nel nostro Paese. È questa la posizione del Sistema Italia non solo del Governo.

 
Come dimostrano le mozioni parlamentari approvate alla Camera e lo stesso sciopero dei sindacati, vi è una condivisione generale, una piena unità di intenti, dal Parlamento ai sindacati, dalle Regioni alla filiera della componentistica, tutti chiediamo insieme che Stellantis si impegni concretamente per il rilancio dell’industria dell’auto e per la salvaguardia dei posti di lavoro. Il Sistema Italia, non questo governo o questo ministro, chiede a Stellantis con forza di scommettere sul nostro Paese. Di dare all’Italia quello che l’Italia ha dato alla Fiat. Se il piano industriale risponderà a queste esigenze noi ci siamo, daremo il massimo sostegno.

Servono indicazioni e dati precisi, impegni sulle risorse e sui nuovi modelli, investimenti sulla ricerca e sulla formazione, sulle nuove piattaforme produttive e quindi sulla componentistica. Serve un piano Italia, chiaro e strategico. Noi siamo disposti a mettere in campo ciò che è necessario per sostenere questo sforzo, con politiche nazionali appropriate, anche per quanto riguarda l’energia, e con politiche europee adeguate. Abbiamo cambiato il regolamento Euro 7, ora abbiamo più forza per cambiare il percorso del green deal. Ma dobbiamo sapere subito se Stellantis crede nell’Italia e scommette davvero sull’Italia. Basta polemiche, ma anche basta elusioni.

Milano AutoClassica 2024: passione senza tempo per le quattro ruote

Milano AutoClassica 2024

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Dopo EICMA i padiglioni della Fiera di Milano-Rho tornano ad animarsi per la quattordicesima edizione di Milano AutoClassica, l’evento espositivo dedicato alle auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo unendo il passato e la tradizione delle quattro ruote con l’attualità del mondo auto, che si terrà dal 15 al 17 novembre.

I visitatori avranno la possibilità di vedere da vicino iconiche e rare auto d’epoca, instant classic e sportive moderne, senza dimenticare le aree dedicate alle mostre mercato e quelle riservate a modelli, manualistica, ricambi e accessori di vario genere.

Tanti brand presenti

Oltre a nuovi modelli in anteprima, come nel caso delle nuove Bentley Continental GT e GTC che hanno scelto la kermesse milanese per mostrarsi per la prima volta al pubblico italiano, a Milano AutoClassica 2024 è prevista una folta rappresentanza di marchi automobilisti trai quali Aston Martin, DR Automobiles, Alfa Romeo, la divisione Heritage di Stellantis, Lotus, McLaren, MG Motor, i brand Caterham, Moke e Morgan rappresentati da Romeo Ferraris, Kimera  Automobili, il dipartimento Ferrari Classiche, i Musei Ferrari, O.S.C.A e Tesla con un Cybertruck.

Anniversari da festeggiare

In occasione della tre giorni di Milano AutoClassica 2024 verranno celebrati alcune prestigiose ricorrenze. Tra queste i 40 anni della Ferrari Testarossa, alla quale è dedicato un grande raduno organizzato per sabato 16 novembre, e i  70 anni della Mercedes 300 SL “Ali di Gabbiano” e dell’Alfa Romeo Giulietta, con quest’ultima che festeggerà l’anniversario con la presenza di una rara Sprint pre-serie del 1955 e un raduno ad essa dedicato.

Il salone di Milano AutoClassica sarà aperto nelle giornate del 15, 16 e 17 novembre, con orario dalle 9:30 alle 19. I biglietti sono disponibili online sul sito della manifestazione e nelle biglietterie in fiera, con ingresso gratuito per i bambini fino a 12 anni.

 

Foto dalla pagina Facebook ufficiale del salone