EICMA 2024: le novità 2025 di moto e scooter in scena a Milano

EICMA 2024

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Come ogni anno EICMA, il Salone internazionale dedicato al mondo delle due ruote, si conferma assoluto punto di riferimento per il settore moto e scooter. Anche quest’anno in occasione di EICMA 2024 i padiglioni di Rho Fiera Milano, accogliendo il pubblico dal 7 al 10 novembre, rappresenta il centro nevralgico degli appassionati delle due ruote che qui possono scoprire e vedere da vicino tutte le novità per quanto riguarda moto, scooter, abbigliamento tecnico e accessori del mondo biker.

Girando tra i numerosi stand di EICMA 2024 i visitatori possono scoprire veri e propri pezzi da collezione come ad esempio le esclusive Agusta Superveloce 1000 Serie Ore ed F3 Ottantesimo, la nuova Ducati Panigale V4, le aggiornate moto di BMW Motorrad, tra le quali le superbike S e M 1000 R e RR, la ricca gamma di Benelli con ben 35 motociclette esposte capitanate dalla Benelli Trk 902 Xplorer, le novità di Aprilia con la nuova enduro Tuareg Rally e la naked per i più giovani Tuono 457.

Alla kermesse motociclistica spazio poi anche alle tante novità di Honda con la Casa giapponese che porta a EICMA il nuovo X-Adv, le nuove Cmx Rebel 500 e 1100 e la rinnovata gamma di scooter Forza 125, 350 e 750. Tra le altre novità in anteprima ci sono la Husqvarna Vitpilen 801, la nuova Kawasaki Versys 1100, la KTM 1390 Super Duke GT, la rinnovata Moto Guzzi V7 Sport, l’elettrica Royal Enfield Flying Flea, le nuove Suzuki DR-Z4S e DR-Z4SM, la Triumph Tiger Sport 800, le nuove Yamaha MT-07 e Tracer 9.

Non mancano poi le novità relative alle moto elettriche con la presenza a EICMA della Casa californiana Zero Motorcycles, della Ultraviolette F77 Mach 2 e delle nuove Can-Am Pulse e Origin. Ampia la presenza anche dei nuovi modelli nel segmento scooter tra i quali ci sono il nuovo Yamaha TMAX, la nuova gamma di Sym, il Velocifero Mobster e molto altro ancora per soddisfare al meglio le diverse esigenza di mobilità urbana, e non solo, sulle due ruote.

 

Foto Lorenzo Bellini

Murano (UNEM) a #FORUMAutoMotive: “Includere e non escludere per raggiungere gli obiettivi”

Murano (UNEM) a #FORUMAutoMotive

Green Deal atto secondo: dal “tutto elettrico” alla neutralità tecnologica. Sarà proprio così? Se ne è discusso a #FORUMAutoMotive, durante il secondo talk.

Parola a Gianni Murano, Presidente di UNEM: “L’unica strada per una vera transizione energetica nei trasporti è quella di è aprire a tutte le tecnologie in grado di dare un contributo concreto, valorizzando le nostre infrastrutture strategiche e le eccellenze tecnologiche e umane delle filiere europee oggi in grande difficoltà. Serve un nuovo illuminismo rispetto ai temi dell’energia e l’Europa dovrebbe convincersi che gli obiettivi non si raggiungono escludendo, ma includendo». Nel video potete ascoltare l’intera imntervista.

Cybersecurity nell’industria Automotive: sfide e rimedi

Cybersecurity nell’industria Automotive: sfide e rimedi
L’industria automobilistica italiana è la seconda per numero di aziende nell’Unione Europea ed è al terzo posto per numero di stabilimenti di assemblaggio di automobili, batterie e motori. Queste classifiche evidenziano l’importanza dell’industria per l’economia italiana e sottolineano la necessità per il settore di avere particolare attenzione in termini di sicurezza informatica e rischi associati.
 
Si tratta di una priorità che le aziende stanno abbracciando e che è confermata dalle dimensioni del mercato globale della sicurezza informatica nel settore automobilistico, valutato a 3.090,6 milioni di dollari nel 2022 e che si stima si espanderà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 20,93% tra il 2023 e il 2030.
Incredibilmente, l’interruzione di un solo minuto della produzione automobilistica costa in media 55.000 $, che si traduce in circa 3 milioni di dollari all’ora. In aggiunta, negli ultimi tre anni il settore automobilistico ha registrato un aumento del 225% degli attacchi informatici. I tipi di attacco più comuni includono ransomware, violazioni dei dati e dei sistemi di controllo.
Ad esempio, la produzione di modelli Chrysler, Dodge, Jeep e Ram è stata compromessa dopo che un cyberattacco a un fornitore automobilistico ne ha interrotto le operazioni nel 2023, mentre la Ferrari  è stata presa di mira da un attacco deep fake nel 2024, fortunatamente sventato.  Le aziende del settore automobilistico, non possono quindi permettersi di non prendere sul serio la sicurezza informatica.
Proteggere i processi dell’industria automobilistica
 
L’industria manifatturiera automobilistica fa grande affidamento sulla tecnologia operativa (OT) per raggiungere l’efficienza e ridurre al minimo i tempi di inattività, il tutto nel rispetto di rigorosi standard ingegneristici e di sicurezza. Raggiungere questo delicato equilibrio diventa ancora più impegnativo quando si introduce la minaccia sempre presente dei cyberattacchi.
Le aziende automobilistiche di tutto il mondo dipendono da una catena di approvvigionamento e da processi produttivi sicuri per produrre migliaia di automobili al giorno. Le automobili di oggi sono prodotte con una tecnologia mai vista prima e rispondono a standard specifici. Anche la più piccola deviazione nel processo di produzione può portare a guasti catastrofici e a richiami estesi e costosi una volta che le auto vengono messe in circolazione.
Alla luce di queste realtà, è di fondamentale importanza garantire la sicurezza in tutto il processo delle operazioni industriali, compresi, ma non solo, la catena di fornitura, la produzione automobilistica e il successivo utilizzo da parte dei consumatori, di fondamentale importanza.
 
Queste le sfide principali che le imprese del settore automobilistico devono affrontare sono numerose e devono essere prese in considerazione quando si parla di cybersecurity.
  1. Crescente superficie di attacco. La produzione automobilistica si basa in larga misura su automazione, robotica e sistemi interconnessi. Questi processi automatizzati creano una superficie di attacco più ampia e la loro protezione è fondamentale per prevenire potenziali interruzioni e compromissioni.
  2. Convergenza dei sistemi IT e OT. Il divario tra i sistemi IT tradizionali e i sistemi OT nei processi produttivi si sta riducendo, sta moderando o eliminando l’air gapping come metodo di protezione. Processi, protocolli e tecnologie diversi sono stati integrati in sistemi più grandi, dove una singola vulnerabilità di sicurezza può comunque generare un attacco. Una volta che l’attacco è riuscito, può spostarsi lateralmente in qualsiasi punto della rete.
  3. Supply chain connesse. Le case automobilistiche hanno supply chain complesse e interconnesse che spesso utilizzano la tecnologia just-in-time. La sicurezza dell’intera supply chain e delle interconnessioni di terze parti richiede controllo e precisione in tempo reale.
  4. Sistemi e apparecchiature obsoleti. Non è raro che gli impianti di produzione automobilistica operino con sistemi ICS e OT legacy, vecchi di decenni e non progettati inizialmente con solide caratteristiche di cybersecurity. L’aggiornamento e la messa in sicurezza di questi vecchi sistemi rappresentano una sfida significativa.
  1. Requisiti di produzione a stretta tolleranza. I veicoli sono sistemi critici per la sicurezza e qualsiasi compromissione dei loro processi produttivi può comportare rischi per la sicurezza dei consumatori. Le normative richiedono soglie di tolleranza esatte nella produzione di automobili, poiché anche una piccola deviazione dalle specifiche può portare a guasti catastrofici, lesioni o morte. Garantire la conformità alle normative e agli standard, aderendo al contempo a solide strutture di cybersecurity, può essere una sfida.
     
  2. Sicurezza degli elementi di prova e sviluppo. La sicurezza degli ambienti in cui si svolgono i test e lo sviluppo dei veicoli è fondamentale. Questi ambienti possono contenere informazioni sensibili sui modelli e sulle tecnologie dei veicoli futuri, oltre a dati che guidano le decisioni chiave per la progettazione di ciascun veicolo.
 
Quali interventi e soluzioni
 
Come in qualsiasi altro ambiente OT, le organizzazioni che operano nel settore automobilistico devono avere una profonda consapevolezza dei loro dispositivi connessi. La natura dinamica dell’ambiente significa che l’inventario può essere già obsoleto nel momento in cui viene completato. Il risultato è un’istantanea imprecisa e isolata nel tempo che non può fornire uno stato in tempo reale. Ciò comporta notevoli problemi di sicurezza.
Armis, la società di asset intelligence per la cybersecurity, offre una potente soluzione di cybersecurity specificamente progettata per vedere, proteggere, gestire e ottimizzare tutti gli asset, i sistemi e i processi OT, IoT e ICS in un ambiente aziendale: Armis Centrix.
Armis Centrix è in grado di fornire alle organizzazioni del settore automobilistico un asset inventory automatizzato e in tempo reale di cosa esattamente si trova nella loro rete, aiutandole a definire le priorità e ad affrontare le vulnerabilità, mantenendo al contempo la pianificazione della capacità e i programmi di manutenzione.
Inoltre, grazie ad Armis Asset Intelligence Engine, un data-lake collettivo di sicurezza alimentato dall’intelligenza artificiale che monitora miliardi di asset in tutto il mondo, Armis aiuta le aziende a identificare i modelli e i comportamenti di rischio informatico e ad assumere un atteggiamento più proattivo nei confronti della cybersecurity, dalla mappatura dei dispositivi alla visualizzazione del traffico, dal rilevamento delle anomalie a quello basato sui segni caratteristici dei dispositivi.  Questa cyber-intelligence azionabile aiuta a rilevare, dare priorità e rimediare alle minacce in tempo reale sull’intera superficie di attacco.
Concentrandosi sugli asset connessi più critici, proteggendo le reti in tutti i settori, e collaborando con partner come Armis, le aziende del settore automobilistico possono avere una visibilità e un controllo completo su tutto il processo produttivo. Inoltre, le organizzazioni possono gestire l’intera superficie di attacco, riducendo l’impatto delle violazioni informatiche e contribuendo a mantenere al minimo le interruzioni, i tempi di inattività e le perdite finanziarie.

Sicurezza stradale: rafforzare la prevenzione anche grazie all’intelligenza artificiale

Sicurezza stradale
di Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro alla Giustizia
(dall’intervento in occasione del Rapporto DEKRA 2024 sulla sicurezza stradale)

Il Governo sta attenzionando costantemente il tema drammatico degli incidenti stradali puntando sul rafforzamento della prevenzione attraverso l’aggiornamento delle norme e la manutenzione delle infrastrutture. In questa prospettiva il nuovo codice della strada è una risposta importante a tutela della sicurezza di tutti. L’educazione stradale a partire dai più piccoli è centrale per favorire una maggiore responsabilizzazione.

Sotto questo profilo, assume un ruolo particolarmente significativo la formazione attraverso la realtà virtuale e le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.
Foto da ufficio stampa DEKRA