Europa e la corsa all’elettrico: fare i sognatori…

Mercato dell'auto: piatto perché forzato

di Mario Verna, manager automotive

Fare i sognatori con il portafoglio altrui è sempre entusiasmante. Ma se a pagare sei tu, beh due conti te li fai. Il paradosso automotive in cui si è incastrata l’Europa della folle corsa alla “modernità” è davvero stretto e con poche possibilità di uscita.

Ripercorriamolo: l’Europa è il continente che ha ridotto di più le emissioni negli decenni; le emissioni del parco auto non pesano pressoché nulla sotto il cielo mondiale; l’Europa non ha materie prime tali da consentire un qualche vantaggio competitivo nella corsa alla transizione energetica; l’Europa non ha alcun know-how nella produzione di componentisticache alimenti la transizione energetica;
l’Europa ha (aveva) un know-how da leader mondiale per la produzione di motori a combustione interna che, nel corso degli anni, hanno ridotto drasticamente le emissioni.

E ancora: l’Europa non ha indipendenza energetica, meno che mai a impatto zero; i principali Paesi europei hanno una significativa porzione di PIL e di occupazione che dipende dall’automotive e dalla sua filiera; e si potrebbero aggiungere ancora elementi di geopolitica, opportunità e competitività.

Stante tutto questo l’Europa è l’unico Continente mondiale a stabilire una data a partire dalla quale si potranno vendere SOLO auto elettriche.

AICA: “Spostare al 2050 il termine per lo stop al motore endotermico”

AICA: “Spostare al 2050 il termine per lo stop al motore endotermico”
Foto: Il presidente di AICA, Mauro Severi
La transizione ecologica continua ad essere oggetto di discussioni e polemiche. Il recente discorso del presidente Emanuele Orsini all’Assemblea di Confindustria 2024 ha evidenziato con chiarezza come la frenata europea della produzione industriale richieda un cambio di passo. Le “politiche ambientali autolesionistiche”, così le definisce Orsini, dell’Europa richiedono cambiamenti immediati. La scadenza del 2035 per lo stop al motore endotermico, con le relative ricadute, va spostata al 2050 per ridare fiato all’economia europea e spazio per approfondire con pragmatismo e in modo razionale come risolvere il problema delle emissioni inquinanti.
“L’elettrico a batteria non è l’unico sistema: dobbiamo approfondire le problematiche della transizione energetica con maggior prospettiva e realismo, con un approccio di neutralità tecnologica”, dice Mauro Severi, presidente Aica (Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature). “Bisogna rivedere l’architettura delle politiche per la transizione energetica. Come ben noto le multe e i divieti dell’Unione Europea hanno prodotto seri danni a tutta la filiera dell’auto continentale, inclusi i produttori di componentistica e quelli di autoattrezzature. Nessuno al mondo ha adottato una politica come quella europea per contenere le emissioni di CO2”.
“La filiera dell’automotive è in grave difficoltà depauperata del proprio futuro”, ha precisato nel suo discorso il presidente di Confindustria. Una strada auspicabile è quella di far collaborare i ricercatori delle università e delle aziende europee all’interno di un organismo che riprenda in mano e coordini ricerche su tutte le soluzioni possibili in materia di mobilità. “Sono i tecnici, gli specialisti che devono essere coinvolti per trovare strade percorribili”, continua Severi. “Non abbiamo fatto tutto il possibile e ci siamo rassegnati a adottare soluzioni dettate da altri. La motor valley, le nostre aziende del comparto possono fare ancora tanto e collaborare a questo lavoro nella costruzione di un futuro più sostenibile. Soluzioni intermedie come i motori ICE utilizzati per alimentare quelli elettrici, lo sviluppo di nuovi combustibili a bassissime emissioni e motori con efficienze mai raggiunte – come quelli recentemente presentati da Nissan e Toyota – possono aiutarci. Ormai ci rendiamo conto che l’elettrico a batteria da solo non può ancora sostituire completamente la funzione dei motori endotermici”.
Non possiamo poi trascurare le conseguenze e le criticità dello smaltimento dei materiali utilizzati per le batterie delle auto elettriche. Dobbiamo quindi cambiare passo, come auspicava il presidente Orsini, riacquistare la fiducia nella capacità europea ed affrontare la transizione ecologica con un’ottica più pragmatica, superando gli attuali dogmatismi normativi.
Foto da ufficio stampa AICA

Frost & Sullivan: veicoli commerciali e opzione elettrica

Frost & Sullivan: veicoli commerciali e opzione elettrica

Report condotto da Frost & Sullivan per WEX sulla transizione dei veicoli commerciali e sulle flotte del futuro. Mentre i veicoli elettrici stanno diventando sempre più un’opzione meno popolare tra i consumatori, anche a causa del cambiamento degli obiettivi governativi e dell’evoluzione degli incentivi, il settore business ha invece una diversa visione di questo scenario.

Secondo il rapporto WEX di Frost & Sullivan, ben l’80% degli operatori di flotte miste è in procinto di adottare veicoli elettrici, con un 42% che prevede di avere flotte elettriche entro il 2030. Questa divergenza solleva importanti interrogativi in merito alle sfide e alle opportunità del mercato dei veicoli elettrici.

 

Foto da sito LULOP

Brembo: nuovo Disco Sport, per chi ama la guida sportiva

Un nuovo prodotto si aggiunge alla gamma di sistemi frenanti che Brembo progetta e produce espressamente per le diverse esigenze degli automobilisti. Il nuovo Disco Sport è ideato per gli appassionati di auto che desiderano vivere sia l’esperienza della guida quotidiana sia quella più sportiva, grazie alle sue elevate prestazioni e alla combinazione tra innovazione tecnologica e affidabilità. Come tutti gli articoli a catalogo, anche questo nuovo disco è frutto della grande esperienza di Brembo nel settore delle competizioni e delle forniture di primo equipaggiamento.

Il nuovo disco Brembo Sport si distingue per il design specifico della baffatura sulla fascia frenante, progettato per  garantire una pulizia costante delle pastiglie dei freni, migliorando così la costanza della frenata e dissipando efficacemente il calore e i gas generati durante l’uso. Questo si traduce in un miglioramento della percezione del grip nelle fasi iniziali della frenata, rendendo la guida più sicura e piacevole.

 

Rispetto a un disco standard, il disco Sport offre una maggiore fluidità del pedale del freno e migliori prestazioni in termini di stabilità e resistenza all’affaticamento nell’uso intenso e prolungato, qualità molto apprezzate dagli amanti della guida sportiva. Questo disco può essere utilizzato in combinazione con le pastiglie Xtra, esaltando le caratteristiche dell’intera gamma contraddistinta dallo stesso nome, che include i dischi Max, Xtra e Sport. L’abbinamento garantisce durata e prestazioni superiori, doti pensate per chi desidera un utilizzo sportivo, ma moderato, anche in pista.

 

Brembo, azienda italiana fondata nel 1961, continua a rappresentare un punto di riferimento mondiale nei settori automobilistico e motociclistico, con un’esperienza consolidata che si riflette nei principali campionati motorsport internazionali. L’azienda, presente in 15 Paesi con oltre 16.000 dipendenti, ha già conquistato oltre 600 titoli mondiali sui circuiti più impegnativi. Guidata dalla visione strategica Turning Energy into Inspiration”, Brembo si impegna a plasmare il futuro della mobilità con soluzioni sempre più digitali e sostenibili.