di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
In agosto 2024, il mercato europeo dell’auto riporta un calo a doppia cifra (-16,5%). Nel mese, tutti e cinque i major market (incluso UK) riportano immatricolazioni in ribasso, dal -27,8% della Germania, al -24,3% della Francia e al -13,4% dell’Italia, seguiti dai cali più contenuti di Spagna (-6,5%) e Regno Unito (-1,3%).
Nell’area UE-EFTA-UK, la quota di penetrazione delle vetture “variamente elettrificate” – ovvero auto ibride ‘tradizionali’, auto elettriche a batteria (BEV) e auto ibride plug-in (PHEV) – è pari al 54,9%, mentre quella delle sole auto “alla spina” (BEV e PHEV) è del 23,6%. In Italia, nel mese, le elettrificate pesano per il 47,6%, mentre la quota delle sole ricaricabili (BEV e PHEV) è di appena il 7,2%.
L’incertezza che aleggia intorno al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione della mobilità posti dall’UE – con il trend di elettrificazione dei veicoli venduti al di sotto dei livelli previsti e i conseguenti impatti sui volumi produttivi, il gap di sviluppo delle infrastrutture di ricarica, i timori legati all’ingresso di nuovi player competitivi sul mercato – non aiuta certo a mantenere un buon ritmo di rinnovo del parco auto in questi mesi, generando disorientamento nei consumatori.
Il disallineamento tra politiche climatiche da un lato e politiche industriali e commerciali dall’altro ha portato l’industria automotive dell’UE, in assenza di misure coordinate lungo tutta la catena del valore, a dover fronteggiare un alto rischio di perdita di competitività, che può e deve essere scongiurato, oggi, dando la priorità all’implementazione di una strategia e di un piano di sostegno alla transizione per le imprese.