“Auto, Pensieri e Parole… scritte”: Bruxelles e la transizione senza logica. Germania in crisi

"Auto, Pensieri e Parole... scritte": Bruxelles e la transizione senza logica. Germania in crisi
Nuovo appuntamento, il secondo di questo settembre 2024, con il manager automotive Mario Verna e la sua rassegna stampa online “Auto, Pensieri e Parole… scritte”. I temi sviluppati: una transizione senza logica, che proprio nel “caso automotive” rappresenta un esempio della mancanza di pianificazione da parte dell’Unione europea, che applica una politica climatica senza una politica industriale adeguata.
 
Il caos automotive, tra la storia gloriosa dell’industria europea e la follia ideologica delle nuove regolamentazioni. La filiera piange, la Germania si prepara a rinnegare la sua storia industriale, tra chiusure di stabilimenti e rottura di patti sindacali.

A questo punto, quale futuro? Cosa resterà delle eccellenze che davano al nostro Continente un vantaggio competitivo?

L’auto elettrica crolla? È il mercato a rifiutarla, basta scusanti

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Per giustificare la progressiva e forte frenata delle immatricolazioni di auto elettriche in Europa, diretti interessati e addetti ai lavori (costruttori, analisti, ambientalisti, politici e anche associazioni di categoria) tirano sempre in ballo il problema degli incentivi che non bastano mai, quello della mancanza delle colonnine di ricarica (in Italia, invece, ce ne sono abbastanza rispetto alla quota di queste vetture a sola batteria), i listini eccessivi dei vari modelli, i tempi di ricarica, l’autonomia e i problemi del riscaldamento climatico.

 
A essere sempre tralasciato (di proposito), a mio parere, è invece il fattore chiave: dati alla mano, risulta che questo tipo di vetture non trova la simpatia dei consumatori. In pratica, è il mercato a respingere l’auto elettrica. E non solo in Italia.

 
Ecco i riscontri di agosto a fronte di immatricolazioni generali scese del 18,3% se consideriamo i Paesi dell’Unione europea (-16,5% nel caso dell’Europa Occidentale con in aggiunta EFTA e Regno Unito). Il focus del mese scorso sulle auto elettriche parla chiaro: (-36% il calo complessivo in Europa Occidentale e -43,9% se guardiamo all’UE): –68,8% in Germania, -40,9% in Italia, -33,1% in Francia e -24,8% in Spagna. Il Regno Unito fa registrare una crescita (+10,8%), però “dovuta a forti sconti praticati dai concessionari per smaltire le giacenze di auto elettriche invendute”, come precisa il report del Centro studi Promotor.

A questo punto, vista la situazione, è fondamentale un esame di coscienza complessivo che riguardi certa politica e il mondo automotive. Il mercato è questo, con buona pace di chi, come Carlos Tavares (Stellantis) e qualcun altro, insiste sulla via elettrica. Il rischio reale è di prendere la scossa letale. E le prime avvisaglie tedesche sono già tangibili. Arroccarsi su posizioni che necessitano di una profonda riconsiderazione è un errore, soprattutto se tali atteggiamenti derivano dalla difficoltà di ammettere visioni rivelatesi fallimentari, almeno per come sono state imposte dall’alto e poi programmate dai capi azienda. 

 
Libertà di scelta, dunque, in un contesto di alimentazioni virtuose e rispetto del giudizio che arriva dal mercato. La realtà è questa, senza girarci troppo attorno.

L’auto in Europa: c’è un alto rischio di perdita di competitività

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

In agosto 2024, il mercato europeo dell’auto riporta un calo a doppia cifra (-16,5%). Nel mese, tutti e cinque i major market (incluso UK) riportano immatricolazioni in  ribasso, dal -27,8% della Germania, al -24,3% della Francia e al -13,4% dell’Italia, seguiti  dai cali più contenuti di Spagna (-6,5%) e Regno Unito (-1,3%).
Nell’area UE-EFTA-UK, la quota di penetrazione delle vetture “variamente  elettrificate” – ovvero auto ibride ‘tradizionali’, auto elettriche a batteria (BEV) e auto  ibride plug-in (PHEV) – è pari al 54,9%, mentre quella delle sole auto “alla spina” (BEV e  PHEV) è del 23,6%. In Italia, nel mese, le elettrificate pesano per il 47,6%, mentre la  quota delle sole ricaricabili (BEV e PHEV) è di appena il 7,2%.

 

L’incertezza che aleggia intorno al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione  della mobilità posti dall’UE – con il trend di elettrificazione dei veicoli venduti al di sotto dei livelli previsti e i conseguenti impatti sui volumi produttivi, il gap di sviluppo delle infrastrutture di ricarica, i timori legati all’ingresso di nuovi player competitivi sul  mercato – non aiuta certo a mantenere un buon ritmo di rinnovo del parco auto in questi  mesi, generando disorientamento nei consumatori.

Il disallineamento tra politiche climatiche da un lato e politiche industriali e  commerciali dall’altro ha portato l’industria automotive dell’UE, in assenza di misure  coordinate lungo tutta la catena del valore, a dover fronteggiare un alto rischio di  perdita di competitività, che può e deve essere scongiurato, oggi, dando la priorità all’implementazione di una strategia e di un piano di sostegno alla transizione per le  imprese.

L’auto in Europa: la crisi dell’elettrico affonda il mercato

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
 
Le immatricolazioni di autovetture in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) hanno fatto registrare in agosto un calo del 16,5% rispetto ad agosto 2023 e un calo del 29,6% rispetto ad agosto 2019, cioè rispetto al livello precedente la crisi innescata dalla pandemia. Ancora peggiore è la situazione se si considera la sola Unione Europea, cioè l’Europa Occidentale senza Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera. Nell’Unione Europea, infatti, il calo di agosto è del 18,3% sull’agosto 2023 e del 32,2% sull’agosto 2019.

La frenata di agosto ridimensiona notevolmente anche il bilancio dei primi otto mesi dell’anno che mantiene soltanto un lievissimo margine rispetto al 2023 (+1,7% per l’Europa Occidentale e +1,4% per l’Unione Europea). Non vi è invece alcun margine rispetto ai livelli ante-crisi perché il consuntivo dei primi otto mesi, rispetto allo stesso periodo del 2019, accusa un calo del 20% per l’Europa Occidentale e del 20,2% per l’Unione Europea.

Tornando alla situazione dell’agosto scorso, risultati particolarmente negativi sono quelli del maggior mercato dell’area, quello della Germania, che su agosto 2023 accusa un calo del 27,8%, seguito da quelli della Francia (-24,3%) e dell’Italia (-13,4%), mentre più contenute sono le contrazioni degli altri due maggior mercati (-1,3% per il Regno Unito e -6,5% per la Spagna).

La causa principale del crollo di agosto è da ricercarsi nella crisi dell’auto elettrica (BEV). In agosto nell’intera Europa Occidentale le immatricolazioni di auto elettriche accusano un calo del 36%, mentre considerando solo l’Unione Europea la contrazione è addirittura del 43,9% con cali del 68,8% in Germania, del 40,9% in Italia, del 33,1% in Francia e del 24,8% in Spagna, mentre il Regno Unito fa registrare una crescita (+10,8%) dovuta a forti sconti praticati dai concessionari per smaltire le giacenze di auto elettriche invendute.

È del tutto evidente che, come da più parti viene richiesto, che è assolutamente urgente che l’Unione Europea riveda la sua politica per la transizione energetica che è una causa tutt’altro che secondaria del fatto che, pur in presenza di un pieno recupero del calo del prodotto interno lordo generato dalla pandemia e dalle altre circostanze negative che l’hanno seguita, il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale e in particolare quello dell’Unione Europea si è attestato intorno all’80% dei livelli ante-crisi con conseguenze fortemente negative per l’industria dell’auto europea, che è, tra l’altro, fortemente insidiata dalla concorrenza cinese che tende a conquistare quote sempre più importanti delle immatricolazioni in Europa.