Banca Ifis e SACE: focus su export e transizione green

Banca Ifis e SACE: focus su export e transizione green

Foto: Andrea Berna, responsabile Commercial Banking di Banca Ifis

Banca Ifis ha siglato con SACE due nuove convenzioni per ampliare la gamma di strumenti a sostegno delle imprese italiane. In particolare, l’accordo riguarda la “Garanzia Green”, soluzione pensata per sostenere il finanziamento di progetti per la transizione ambientale e la “Garanzia Futuro”, destinata al sostegno di operazioni di rilevanza strategica per l’internazionalizzazione delle imprese, l’innovazione tecnologica e digitale, lo sviluppo delle filiere strategiche del Paese e gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno.

 

Nel dettaglio, attraverso la “Garanzia Futuro” di SACE, Banca Ifis rafforza il proprio sostegno alle imprese italiane che intendono investire in innovazione digitale e tecnologica per abbracciare le sfide dei mercati globali. La soluzione si rivolge a finanziamenti, erogati a condizioni di mercato, di importo compreso tra i 50mila e i 50 milioni di euro, con durata minima di 2 anni. Su questi, SACE riconosce una copertura del 70%.

 

Tramite la “Garanzia Green”, invece, Banca Ifis amplia le soluzioni pensate per le imprese in cerca di finanziamenti per progetti volti ad agevolare il passaggio a un’economia a minor impatto ambientale, integrando la tecnologia per ridurre le emissioni nella produzione di beni e servizi. Lo strumento è relativo a finanziamenti di medio-lungo termine e destinato a società con sede in Italia che abbiano un fatturato non superiore ai 500 milioni di euro. Queste possono avere accesso a finanziamenti a condizioni di mercato per importo compreso tra i 50mila euro e i 50 milioni di euro, con durata minima di 2 anni e una copertura di SACE dell’80%.

 

“Questo doppio accordo con SACE amplia la gamma di strumenti a disposizione della nostra rete commerciale per supportare le imprese. Si tratta di soluzioni che rafforzano due pilastri della nostra strategia: la transizione sostenibile e l’innovazione tecnologica. Siamo convinti che questi due prodotti, uniti a quelli già in essere nel campo del sostegno al circolante tramite il factoring e di supporto agli investimenti tramite leasing e noleggio, ci consentiranno di consolidare il nostro ruolo di riferimento per tutte quelle imprese italiane che vogliono mantenersi competitive con investimenti di lungo periodo”, dichiara Andrea Berna, responsabile Commercial Banking di Banca Ifis.

 

“L’adesione di Banca Ifis alle nostre convenzioni Green e Futuro testimonia l’importanza delle partnership con i principali attori del Sistema Paese, grazie ai quali rafforziamo il nostro ruolo di sostegno alla digitalizzazione e alla transizione ecologica delle imprese italiane, soprattutto PMI, pilastro del nostro piano industriale INSIEME 2025”, afferma Daniela Cataudella, Head of Dynamic Business Solutions SACE.

 

 

Autosped G e il biodiesel HVO: 20mila tonnellate di CO2 risparmiate in un anno

Autosped G e il biodiesel HVO: 20mila tonnellate di CO2 risparmiate in un anno

Foto: Luca Giorgi, amministratore delegato del Gruppo Autosped G

IAutosped G, gruppo industriale controllato dalla famiglia Gavio attraverso la Holding Aurelia, attivo nei settori dei trasporti, logistica, costruzione veicoli, industria conserviera, si affida al biodiesel HVO per gli oltre 1.600 mezzi della propria flotta. Consapevole dell’importanza di adottare soluzioni innovative per combattere il cambiamento climatico, il Gruppo ha introdotto nell’ultimo anno l’uso del biocarburante avanzato HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) in tutti i mezzi Diesel di ultima generazione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni.

 

Grazie all’impiego dell’HVO si stima che il Gruppo abbia risparmiato nell’ultimo anno circa 20mila tonnellate di emissioni di CO2. L‘HVO, infatti, ottenuto tramite un processo di idrogenazione di oli vegetali, grassi animali e materiale di scarto di origine vegetale, permette una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 90%.

 

Luca Giorgi, amministratore delegato del Gruppo Autosped G, ha commentato: “Siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo nei confronti dell’ambiente e delle generazioni future. L’utilizzo dell’HVO nella nostra flotta è una dimostrazione tangibile dell’impegno per ridurre le emissioni e adottare pratiche commerciali più sostenibili. Si tratta di un ulteriore passo nel percorso iniziato due anni fa con il primo Rapporto di sostenibilità che rendiconta tutte le politiche adottate dal gruppo Autosped G nel sociale e verso l’ambiente”.

 

A partire dal 2023, più del 95% della flotta è in grado di utilizzare il carburante HVO. Dall’inizio del progetto sono stati consumati 9,3 milioni di litri di HVO per circa 31,4 milioni di chilometri percorsi. Considerando una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa il 90%, sono state risparmiate in un anno circa 19.600 tonnellate di emissioni di CO2 (dati a marzo 2024).

 

Leader del settore trasporti e logistica, il Gruppo è da anni impegnato sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale, attraverso molteplici iniziative, tra cui progetti di formazione per i conducenti sulle pratiche di guida eco-sostenibili e l’adozione di software che monitorano lo stile di guida degli autisti al fine di consigliare i miglioramenti necessari per la riduzione dei consumi.

 

Libertà di movimento, Fontana: “Si rischiano scelte assolutamente inaccettabili”

Libertà di movimento, Fontana: "Si rischiano scelte assolutamente inaccettabili"

Tra gli ospiti dell’evento The Urban Mobility Council, organizzato dal gruppo Unipol che si è tenuto lo scorso 8 Luglio presso la Triennale di Milano, presente anche Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia: “Se le nuove regole europee non verranno riviste, non verranno riparametrate al buon senso e alle necessità dei cittadini, si rischia veramente di fare delle scelte che siano assolutamente inaccettabili. Speriamo che la risposta delle urne, ma soprattutto la dimostrazione che i cittadini europei hanno dato nel non voler accettare certe norme eccessivamente stringenti, facciano riflettere chi prenderà il governo dell’Europa». Guarda e ascolta l’intervista completa realizzata da Paolo Artemi.

Verso una nuova UE: l’importanza di una Europa competitiva

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

L’Europa è nel bel mezzo della stagione elettorale e del gioco di potere che segue. Tutti gli occhi sono su ciò che è in serbo per la competitività in ritardo del Continente. Le elezioni sono in pieno svolgimento in tutta Europa. Il primo turno di elezioni in Francia prende il via domenica 30 giugno, innescato direttamente dall’esito del voto del Parlamento europeo.

Gli elettori del Regno Unito si stanno pure dirigendo alle urne. Inoltre, ogni singola riunione dell’UE ad alto livello, come i vertici di giugno, sembra anche portare una nuova svolta alla lotta per posti di lavoro e portafogli chiave. L’incertezza è l’umore “du jour” ed è probabile che rimanga tale per i mesi a venire.

Anche il mondo degli affari sta trattenendo il respiro, valutando se una nuova classe di decisori dell’UE adatterà le regole del gioco alle attuali realtà economiche e geopolitiche e cosa ciò significherà per le decisioni di investimento passate e future.

La domanda è se lo slancio politico si tradurrà in una volontà politica effettiva. L’UE adotterà un approccio più serio alla competitività delle sue industrie, compreso il settore automobilistico, il secondo più grande del blocco? Ci saranno politiche coerenti per abbinare le ambizioni del “Green Deal” con un sostegno tangibile alla transizione del nostro settore verso la mobilità a emissioni zero?

Ciò è urgentemente necessario, sullo sfondo dell’infrastruttura di ricarica pubblica in ritardo, di un mercato per auto e camion elettrici che non sta guadagnando abbastanza velocemente e una feroce concorrenza da parte delle regioni che offrono migliori condizioni di investimento per la tecnologia verde.

Abbiamo visto segnali promettenti con la relazione di Enrico Letta per rafforzare il mercato unico e investire in infrastrutture critiche, e l’approvazione di Ursula von der Leyen della “Dichiarazione di Anversa” per un accordo industriale europeo allo scopo di integrare il “Green Deal” e mantenere posti di lavoro di alta qualità in Europa. Sosteniamo queste dichiarazioni politiche, ma ciò di cui le imprese del nostro settore (e di molti altri) hanno disperatamente bisogno è più di una semplice aspirazione, vogliamo vedere un’azione tangibile e concreta.

Ad esempio, se la Commissione europea è seriamente intenzionata a sostenere la competitività, dovrebbe esserci un nuovo posto di vicepresidente esecutivo per l’accordo sull’industria. Il titolare del ruolo dovrebbe essere responsabile di garantire che le iniziative della Commissione promuovano la competitività e la resilienza dell’industria dell’UE.

Ciò che anche le Case automobilistiche vogliono vedere è un vero cambiamento di mentalità per quanto riguarda il quadro normativo dell’UE. Occorre valutare correttamente le nuove proposte prima di sovrapporre più obiettivi e regolamenti. Bisogna utilizzare tutti gli strumenti politici disponibili per semplificare e semplificare gli investimenti nella ricarica e nel rifornimento delle infrastrutture per i veicoli a emissioni zero. Ad esempio, stabilire un principio secondo cui le approvazioni di autorizzazione devono essere automaticamente approvate entro 12 settimane per i progetti di infrastrutture per combustibili alternativi.

Si intraprendano azioni tangibili per migliorare e riqualificare i lavoratori europei, dando la priorità alle competenze più essenziali per la nostra società: produzione di veicoli elettrici, sicurezza informatica, elaborazione dei dati e automazione.

Non stiamo rifuggendo dalla nostra responsabilità. Oltre a guidare circa 250 miliardi di euro di investimenti nella mobilità a emissioni zero entro il 2030, stiamo lavorando su proposte tangibili per un ritmo più ragionevole di attuazione della legislazione, superando i colli di bottiglia dello sviluppo delle infrastrutture e incentivando i consumatori e le imprese a passare a veicoli a emissioni zero.

L’industria automobilistica dell’UE sostiene saldamente l’obiettivo di avere un’economia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Eppure stiamo affrontando una perfetta tempesta di sfide e non c’è una soluzione rapida a questi problemi: abbiamo bisogno di pragmatismo e realismo. L’unica soluzione praticabile per l’Europa è una strategia industriale a lungo termine e ponderata che accompagni e consenta la transizione.

L’Europa potrebbe non essere in grado di eguagliare la Cina o gli Stati Uniti quando si tratta della velocità o della quantità di denaro pubblico e del sostegno statale per le industrie critiche o dei costi energetici più competitivi. Ma possiamo e dobbiamo sfruttare meglio i nostri punti di forza – il mercato unico, la forte cultura di ricerca e sviluppo – e lavorare sulle nostre debolezze, come una regolamentazione onerosa e incoerente nonché un mercato dei capitali frammentato, allo scopo di sviluppare la nostra “proposta di vendita unica” per mantenere competitiva la produzione in Europa.

Questo è il risultato che l’industria dell’UE vuole dalle elezioni.

Mongol Rally: ACI MIlano supporta il team “TiramiTu” nell’impresa

Mongol Rally: ACI MIlano supporta il team "TiramiTu" nell'impresa

I tre soci di ACI MIlano – Carlo Sucameli 33 anni di Muggiò, Andrea Tarantino 34 anni di Milano e Fabio Dell’Acqua 34 anni di Milano – a bordo di una Fiat 127 rossa del 1979 parteciperanno al “Mongol Rally”, una delle più avventurose sfide automobilistiche non competitive.

Paolo Longoni e Paolo Roggero, vicepresidente e direttore di Automobile Club Milano, hanno consegnato ufficialmente ai membri del team “TiramiTu” il Carnet de Passage e gli adesivi ACM Squadra Corse da apporre sulla vettura, affettuosamente chiamata “Vincenzina”.

Sarà un viaggio di circa 13mila chilometri, da Milano a Ulaanbaatar, capitale della Mongolia attraverso 16 paesi, con partenza il 13 luglio dal capoluogo lombardo e arrivo nel Paese asiatico previsto il 25 agosto.

La cerimonia di consegna si è svolta nel salone di ACM, davanti a una meravigliosa Giulietta TI del 1957, che ha partecipato al Rally Pechino-Parigi e ha aggiunto all’evento un tocco di prestigio, richiamando l’importanza delle avventure automobilistiche nel patrimonio storico e culturale di ACM.

Il team “TiramiTu” affronta questa sfida non solo per il gusto dell’avventura, ma anche per raccogliere fondi a favore di “Cool Earth” – un’organizzazione che protegge la Foresta Amazzonica – e “Un Mondo di Amici”, una onlus che aiuta un ospedale pediatrico in Congo.

“Siamo orgogliosi di supportare il team TiramiTu in questa straordinaria avventura. Questa iniziativa non solo mette alla prova l’ingegno e la determinazione dei partecipanti, ma promuove anche iniziative benefiche importanti”, ha dichiarato Paolo Longoni, vicepresidente di ACM.

“Il nostro sostegno al team TiramiTu riflette i valori di ACM: avventura, solidarietà e spirito di comunità. Seguiremo con entusiasmo il loro viaggio e invitiamo tutti a fare altrettanto”, ha  affermato Paolo Roggero, direttore di AC Milano.