Il punto su Federauto: ruolo in Italia e attività in Europa

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

Foto – Massimo Artusi, dallo scorso marzo presidente di Federauto

Federauto rappresenta le imprese concessionarie di vendita e assistenza di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, operanti in Italia sulla base di un mandato ufficiale delle case automobilistiche.
La Federazione, attraverso le Associazioni di marca, i Sindacati territoriali e le adesioni dirette, rappresenta circa 1.100 imprese di piccola, media e grande dimensione.


Federauto opera nell’ambito del sistema organizzativo di Confcommercio-Imprese per l’Italia, esercitando la funzione di rappresentanza presso le Istituzioni nazionali ed internazionali, presso cui vanta un accredito consolidato in decenni di collaborazione volto a supportare le Istituzioni stesse nel processo decisorio, nonché presso gli altri Enti pubblici e privati afferenti al settore automotive.

Nell’ambito dell’attività istituzionale svolta in sede nazionale, Federauto è interlocutore accreditato presso la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, dell’Ambiente, della Funzione Pubblica e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.


La Federazione è anche parte sottoscrivente di numerosi protocolli di intesa con alcune Amministrazioni centrali dello Stato (ministero dell’Ambiente, ministero dei Trasporti e Ministero dello Sviluppo Economico) ed Enti territoriali (Comune di Roma Capitale e Torino).

Federauto partecipa al processo di formazione dei provvedimenti legislativi di interesse del settore rappresentato e alla stesura delle norme di attuazione in sinergia con le Associazioni dei costruttori di autoveicoli nazionali ed esteri (ANFIA e UNRAE).

Infine, la Federazione si interfaccia costantemente con la stampa di settore, diramando propri comunicati stampa e organizzando incontri diretti con i giornalisti dell’Automotive, al fine di dare particolare risalto alle problematiche delle imprese rappresentate.


Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea, Federauto oltre ad avere contatti diretti con numerosi membri del Parlamento Europeo e Servizi della Commissione, si avvale della collaborazione di Confcommercio International.

A livello europeo la Federazione fa parte dell’AECDR (Alleanza dei concessionari e dei riparatori automobilistici europei) e segue il processo di formazione della legislazione comunitaria di interesse per le imprese rappresentate in materia di trasporti, fiscalità, ambiente, mercato interno, tutela dei consumatori e concorrenza e vanta, soprattutto, una forte partecipazione nell’ambito della regolamentazione comunitaria di settore.

Foto-Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Il punto su Federauto: ruolo in Italia e attività in Europa

Foto – Massimo Artusi, dallo scorso marzo presidente di Federauto

 

Federauto rappresenta le imprese concessionarie di vendita e assistenza di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, operanti in Italia sulla base di un mandato ufficiale delle case automobilistiche.
La Federazione, attraverso le Associazioni di marca, i Sindacati territoriali e le adesioni dirette, rappresenta circa 1.100 imprese di piccola, media e grande dimensione.


Federauto opera nell’ambito del sistema organizzativo di Confcommercio-Imprese per l’Italia, esercitando la funzione di rappresentanza presso le Istituzioni nazionali ed internazionali, presso cui vanta un accredito consolidato in decenni di collaborazione volto a supportare le Istituzioni stesse nel processo decisorio, nonché presso gli altri Enti pubblici e privati afferenti al settore automotive.

Nell’ambito dell’attività istituzionale svolta in sede nazionale, Federauto è interlocutore accreditato presso la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, dell’Ambiente, della Funzione Pubblica e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.


La Federazione è anche parte sottoscrivente di numerosi protocolli di intesa con alcune Amministrazioni centrali dello Stato (ministero dell’Ambiente, ministero dei Trasporti e Ministero dello Sviluppo Economico) ed Enti territoriali (Comune di Roma Capitale e Torino).

Federauto partecipa al processo di formazione dei provvedimenti legislativi di interesse del settore rappresentato e alla stesura delle norme di attuazione in sinergia con le Associazioni dei costruttori di autoveicoli nazionali ed esteri (ANFIA e UNRAE).

Infine, la Federazione si interfaccia costantemente con la stampa di settore, diramando propri comunicati stampa e organizzando incontri diretti con i giornalisti dell’Automotive, al fine di dare particolare risalto alle problematiche delle imprese rappresentate.


Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea, Federauto oltre ad avere contatti diretti con numerosi membri del Parlamento Europeo e Servizi della Commissione, si avvale della collaborazione di Confcommercio International.

A livello europeo la Federazione fa parte dell’AECDR (Alleanza dei concessionari e dei riparatori automobilistici europei) e segue il processo di formazione della legislazione comunitaria di interesse per le imprese rappresentate in materia di trasporti, fiscalità, ambiente, mercato interno, tutela dei consumatori e concorrenza e vanta, soprattutto, una forte partecipazione nell’ambito della regolamentazione comunitaria di settore.

Foto-Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Auto e problemi: è paralisi per le elettriche e le ibride plug-in

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

Considerata la paralisi che si è generata sul mercato delle auto BEV e PHEV, L’UNRAE ribadisce l’urgenza della pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale che, inspiegabilmente a distanza di quasi quattro mesi dalla presentazione e sei mesi dal primo annuncio – e dopo ben tre passaggi alla Corte dei conti – ancora non vede la luce.

In tema di incentivi, l’UNRAE ritiene indispensabile per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni che il tetto di prezzo per le auto 0-20 g/km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/km. Attualmente, infatti, sono esclusi dagli incentivi gran parte dei modelli disponibili sul mercato, tra i quali la maggioranza di quelli che possono usufruire di ricarica super-veloce, e sono penalizzate le aziende, che notoriamente tendono ad acquistare vetture di segmento superiore.

Inoltre, per favorire la transizione energetica, ribadiamo la necessità di intervenire sul regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, fermo agli anni ’90, che penalizza le imprese italiane nel confronto con le concorrenti europee. Auspichiamo che tale
revisione venga realizzata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, che scade tra un anno, al fine di rilanciare la competitività delle nostre aziende e valorizzare il contributo che le stesse, con il veloce ricambio delle loro flotte, possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante.