Il Museo Nicolis a #FORUMAutoMotive: ecco la Fiat 1200 Trasformabile a misura di passeggero!

Il Museo Nicolis a #FORUMAutoMotive: ecco la Fiat 1200 Trasformabile a misura di passeggero!

Pochi giorni al nuovo appuntamento con #FORUMAutoMotive, l’evento promosso dal serbatoio di idee e centrale di dibattiti in programma il prossimo 26 marzo a Milano (presso l’Enterprise Hotel e interamente trasmesso in streaming sulla pagina Linkedin:  https://www.linkedin.com/company/69227049/admin/feed/posts/).

Uno dei temi guida, come da tradizione, di questa edizione sarà la passione per la mobilità a motore. Una passione rappresentata in modo concreto, in ogni tappa, dalla presenza in sala di top car e vetture storiche. Ospite d’onore stavolta sarà la Fiat “1200 trasformabile”, del 1958, gentilmente messa a disposizione da Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca di Verona, da sempre partner dell’evento.

Le linee dell’avvenente due posti che sarà esposta nel corso dell’evento sono state tracciate dal noto Fabio Luigi Rapi, ai tempi a capo del Dipartimento Carrozzerie Speciali della Fiat. La vettura si è sempre distinta per la silhouette semplice, ma raffinata e un profilo agile e filante. Il propulsore, indicato con la sigla 103 “G”, ha una cilindrata di 1.221 cc e una potenza di 55 cv. Esteticamente, la 1200 si caratterizzava per il frontale con gli indicatori di direzione circolari posti al di sotto dei proiettori principali.

Di chiara ispirazione americana il particolare fregio sul cofano, una “V” che inglobava il logo Fiat e anche il parabrezza Panorama con vetro curvato, sempre con cornice cromata. Tra i dettagli più ricercati erano poi gli indicatori di direzione, incapsulati nei rostri anteriori dei paraurti e sedili girevoli, concepiti per agevolare l’accesso in auto.

Con un prezzo di 1.250.000 lire (circa 20.000 euro odierni), la spider torinese si rivelò molto appetibile facendo breccia tra le fila della borghesia italiana ed estera, desiderosa di un’auto sbarazzina e distintiva, ma non impegnativa. Fine della produzione nel 1966, non prima di aver totalizzato 43.000 esemplari.

“Ringrazio Silvia Nicolis, ormai una prestigiosa presenza fissa a #FORUMAutoMotive con i gioielli a quattro e due ruote del Museo veronese che presiede e fondato dal padre. A ogni tappa ci onora di esporre uno dei modelli che ha fatto la storia della mobilità a motore e che vede l’Italia protagonista. Tutti valori che devono essere trasmessi alle nuove generazioni“, il commento di Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive.

Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili sul sito www.forumautomotive.eu e sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/forumautomotive/.

Produzione automotive in Italia: tutti i nodi da sciogliere

Produzione automotive in Italia: tra numeri e attesa di decisione sensate da Bruxelles

di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA

 

Anche l’apertura del nuovo anno è ancora negativa per l’indice della produzione automotive italiana, che a gennaio 2024 registra la terza flessione mensile consecutiva (-11,6%). Del resto, l’indice della fabbricazione di autoveicoli mantiene il segno meno e cala a doppia cifra nel mese (-13,9%), complice la flessione del 34% registrata, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture, mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori accentua il calo nel mese (-13,9%, dopo il -10,1% di dicembre 2023).

 

I lavori del Tavolo Sviluppo Automotive del MIMIT sono in fase avanzata: fissati gli obiettivi comuni tra Governo, territori, industria e parti sociali, si tratta ora di ragionare sulle misure prioritarie e sugli strumenti che in concreto ne permetteranno la realizzazione.

 

Uno degli ambiti d’azione riguarda il sostegno alla domanda di autoveicoli di ultima generazione e a bassissime e zero emissioni, rispetto a cui è già stata presentata una prima misura di rimodulazione degli incentivi all’acquisto. Ora si attende il prima possibile la pubblicazione del DPCM che ne darà effettiva attuazione.

 

Gli altri temi di interesse indirizzati alla transizione sostenibile della filiera e al suo sviluppo occupazionale si incentrano sull’incremento dei volumi produttivi, la competitività industriale, gli investimenti in R&S e nuove tecnologie, la riconversione delle imprese della componentistica e gli investimenti in formazione.

Car & Classic: asta online per l’indiavolata Lotus Omega

Car & Classic: asta online per l'indiavolata Lotus Omega

Nel 1989, quando è stata presentata al Salone di Ginevra, la Lotus Omega era la berlina più veloce al mondo. Un bolide destinato a pochi, vista anche la produzione esigua, e ora ambito pezzo da collezione. L’asta su www.carandclassic.it inizierà il 24 marzo e terminerà il 31.

Car & Classic offre la rara opportunità di aggiudicarsi all’asta una delle ammiraglie che più hanno lasciato il segno tra le auto Youngtimer per la loro meccanica super prodigiosa, frutto di collaborazioni tra i brand e le Case sportive più blasonate. La Lotus Omega è una grandiosa reinterpretazione della berlina di casa Opel, una produzione in serie limitata di soli 950 esemplari che ha indemoniato una 4 porte per famiglie facendola diventare un razzo da zero a 100 km/h in meno di 5.4 secondi.

Splitter, minigonne, spoiler, prese d’aria aggiuntive: a fine anni Ottanta, quando la General Motors chiese agli ingegneri della Lotus di potenziare la Opel Omega, intendeva aggiungere al fascino della berlina una massiccia dose di muscoli e potenza. E così il modello, molto diffuso, venne irrobustito praticamente in tutto, a partire dal telaio fino all’assetto aerodinamico esterno.

Il motore bialbero 24 valvole a 6 cilindri da 3 litri fu ampliato a 3600cc e furono aggiunte due turbine Garrett T25 dotate di chargecooler. Il risultato fu strabiliante: 377 CV a 5.2000 giri al minuto, capaci di spingere la vettura a 282 km all’ora. Una velocità raggiunta anche grazie al raro cambio manuale a 6 marce, che consentiva alla Omega di sfruttare appieno la furia del motore biturbo.

Foto fornita da Car&Classic

SNAM: piano investimenti più ambizioso della nostra storia recente

ACWA Power con Snam per l’idrogeno verde

di Stefano Venier, amministratore delegato di SNAM

 

Chiudiamo il 2023 con risultati solidi, maturati in un contesto globale ancora volatile e incerto, e con traguardi importanti sul fronte industriale, a cominciare dall’attivazione della nave rigassificatrice a Piombino. I principali indicatori economici e finanziari registrano una performance positiva e sono migliorativi rispetto alla guidance, con una crescita degli investimenti tecnici di oltre il 30% rispetto all’anno precedente.

 

Anche i risultati sul fronte della riduzione delle emissioni e della finanza sostenibile sono oltre le attese e in anticipo sugli obiettivi. Proseguiamo ad implementare la nostra ambizione strategica volta a rafforzare la sicurezza energetica del Paese e a dotarlo di un’infrastruttura multi-molecola capace di accelerarne il percorso di transizione energetica, attraverso il piano di investimenti più ambizioso della storia recente di SNAM.

Dubai: il business milionario delle auto di lusso

Dubai: il business milionario delle auto di lusso

di Fabrizio Boschi

 

Di tanto in tanto il business delle auto di lusso a Dubai salta fuori dalle pagine di cronaca. Il fenomeno sembra apparentemente complesso ma, in verità, è di facile spiegazione. Il motivo dell’abbandono delle auto di lusso è perlopiù legato alle frodi finanziarie. Le auto fuoriserie sono comprate a rate e non venendo poi pagate regolarmente, vengono lasciate per strada, con relativa fuga dell’intestatario (per evitare ripercussioni dalla finanziaria). Oppure l’auto viene pagata, ma l’intestatario è pieno di debiti, tipo assegni postdatati o cose del genere, così abbandona il mezzo, fuggendo dal Paese (per evitare ripercussioni dai creditori).

 

“Alcuni improvvisati cacciatori di questi tesori a quattro ruote, che magari prima facevano mestieri di tutt’altro genere, pensano di reinventarsi broker di auto di lusso abbandonate negli Emirati Arabi Uniti – spiega Daniele Pescara, Presidente di FenImprese Dubai (che in Italia conta 23mila imprese iscritte) e fondatore di M.P. Consultancy LTD specializzata nel company set-up, che conta 24 collaboratori tra Padova e Dubai e un fatturato di oltre 12 milioni di euro -. Ma sono solo specchietti per le allodole dai quali gli italiani vengono spesso ammaliati. Basta girare per i vari parcheggi sotterranei dei grattacieli di Dubai per rendersene conto”.

 

Solo il deposito di Sharja, città a pochi chilometri da Dubai, conta oltre 2mila auto abbandonate: Bugatti, Jaguar, Mercedes, Bmw, Rolls-Royce, Ferrari, Bentley, Maserati, Lamborghini, tutte ricoperte dalla sabbia del deserto. “Ma da qui a guadagnarci qualcosa ce ne corre e bisogna stare attenti – spiega Pescara -. Persone oneste a Dubai, che fanno import/export di auto di lusso, perlopiù con la Germania, esistono, e sono queste ad avere i mezzi economici e logistici per poter guadagnare da questo mercato, chiuso e inaccessibile ai più. Tuttavia, la maggior parte di coloro che propongono questo genere di affari lo fa perlopiù in cattiva fede”.

 

I truffatori sono di due specie: il commerciante improvvisato che pubblica le foto dell’auto abbandonata su Internet e si fa inviare tramite home banking gli acconti dall’Italia e poi ovviamente non spediscono né l’auto, né restituiscono la caparra; e poi ci sono anche concessionarie italiane che lo fanno”. Ad esempio, una Porsche 911 piena di polvere a 45mila dollari, che ha un valore di mercato in Italia di 70mila: chiedono 5mila dollari di caparra ai quali poi aggiungono i dazi doganali, l’Iva, il trasporto e così via, finché l’ignaro compratore non si accorge di essere caduto in una trappola.

 

Poi ci sono presunti consulenti che con 6/7mila dollari aprono delle società di import/export delle suddette auto, promettendo guadagni stratosferici ma che, in realtà, sono solamente bufale. La cosa migliore è noleggiare una bella Lamborghini o Porsche a prezzi vantaggiosi e senza il rischio di prendere una cantonata. Ma anche qui attenzione a scegliere la società di noleggio più seria.

“Che si tratti di supercar, real estate o di costituzioni di società a Dubai, il consiglio è sempre lo stesso: affidarsi solo al consulente più esperto del mercato – conclude Pescara – che si occupa solo di quel settore e che opera unicamente a Dubai. Solo così si può stare sicuri che tutto l’iter burocratico e l’intero investimento vada a buon fine e non si incorra in truffe”.

 

In alternativa, per la futura mobilità a Dubai meglio di tutto sarà il taxi-aereo: Toyota Motor Corporation ha investito, negli ultimi anni, circa 400 milioni di dollari ed è il principale azionista dell’azienda californiana Joby Aviation: quattro passeggeri, oltre il pilota, per il taxi aereo che raggiungerà una velocità massima di 300 km/h; quindi, capace di viaggiare dall’aeroporto fino al centro della città in soli 10 minuti. Ma si dovrà attendere fino al 2026. 

Foto di Johannes Hübner su Unsplash