“WiDna vs Car Hacker”: primo episodio

“WiDna vs Car Hacker”: primo episodio

Ecco il primo di 8 video siparietti che raccontano in maniera non convenzionale ed esilarante la sfida tecnologica di WiDna, innovativa tech company italiana, lanciata contro i furfanti 2.0! 

 

Protagonisti dei divertenti episodi realizzati in stile amatoriale e ispirati ai geniali minispot Apple, sono un maldestro e spavaldo car hacker (Francesco Fontana Giusti) e il Ceo di WiDna (Pier Paolo Concina) che si confrontano sulle avanzate funzionalità di SEP (Security Electronic Pack) che, una volta installato sui veicoli di nuova generazione, è in grado di rendere la vita difficile, anzi impossibile, a tutti i pirati informatici! Il primo episodio è già online sulle principali piattaforme Instagram, Facebook e YouTube. Tutti gli altri verranno pubblicati con cadenza settimanale.

Texa e-Powertrain: Binotto (ex Ferrari) diventa ad

Texa e-Powertrain: Binotto (ex Ferrari) diventa ad

Foto: da sinistra, Bruno Vianello e Mattia Binotto

 

TEXA S.p.A., la Società di Monastier di Treviso fondata da Bruno Vianello nel 1992 e da lui portata a detenere la leadership internazionale nel settore della diagnostica per auto, moto e camion, che occupa circa 1.000 addetti, ha allargato il proprio Consiglio di Amministrazione con l’inserimento dell’ing. Mattia Binotto, affidandogli il coordinamento strategico dell’ambiziosa divisione E-Powertrain.

 

Mattia Binotto diventa così consigliere delegato di TEXA, affiancando lo stesso Bruno Vianello, presidente e CEO, Eugenio Razelli, vicepresidente, e Massimo Varaschin, consigliere. L’obiettivo è far diventare la nuova divisione e-Powertrain un chiaro punto di riferimento a livello mondiale per la progettazione, produzione e fornitura dei nuovi componenti automotive legati al mondo dell’elettrificazione dei veicoli quali motori, inverter, centraline di potenza e relativi software e assali completi, destinati ad autovetture sportive ad alte prestazioni.

 

Il cavaliere del lavoro Bruno Vianello ha così commentato l’ingresso di Mattia Binotto nel Board del suo Gruppo: “Sono felice che un top manager come Mattia, il quale ha maturato un’esperienza straordinaria nel mondo della Formula 1, sinonimo di altissima tecnologia e competitività, abbia scelto di arricchire la squadra di TEXA con il suo contributo propulsivo. Insieme al resto del team della divisione e-Powertrain, composto da giovani ed entusiasti ingegneri, puntiamo a un intenso sviluppo che ci conduca in pochi anni a raggiungere risultati importanti e significativi nel segmento più pregiato del mercato automotive. Si tratta di una nicchia, nella quale già si sono affacciati grandi gruppi internazionali. La competizione e il confronto con essi sarà sicuramente stimolante. Sono convinto che TEXA porterà un contributo cruciale al rilancio della grande tradizione italiana nella tecnologia per le auto sportive che utilizzano la nuova trazione elettrica, confidando che possa anche diventare vettore per l’intero settore dell’automobile, in un momento così particolare, della nostra Nazione”.

 

Dal canto suo, Mattia Binotto ha commentato: “Al di là dell’esperienza agonistica che ho da sempre percorso nella mia vita, mi ha attirato in TEXA l’audacia strategica del suo progetto di costruire un’eccellenza italiana caratterizzata dalle tecnologie più avanzate della nuova mobilità. TEXA intende infatti affermarsi come il canone tecnologico di riferimento a livello mondiale. E ciò grazie alla mobilitazione di ingenti risorse di investimento e all’attrazione dei migliori talenti”.

Foto ufficio stampa Texa

 

Auto elettriche al palo: eppure in gennaio c’erano i vecchi incentivi

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

In febbraio sono state immatricolate in Italia 147.094 autovetture con una crescita del 12,8% rispetto a febbraio 2023, ma con un calo del 17,6% rispetto all’ultimo febbraio ante-crisi, che è quello del 2019. La crescita del febbraio scorso rispetto allo stesso mese del 2023 è dovuta a diversi fattori. Il primo è il fatto che febbraio di quest’anno ha avuto un giorno lavorativo in più, rispetto al febbraio 2023, per l’anno bisestile. Il secondo fattore è l’effetto positivo degli incentivi in vigore da gennaio per le auto con emissioni di CO2 da 61 a 135 grammi al chilometro che hanno visto lo stanziamento di 120 milioni esaurirsi in un batter d’occhio.

 

Il terzo fattore è un aumento delle immatricolazioni di auto da destinare al mercato delle chilometri zero e tra queste pure molte auto elettriche di difficile vendita anche perché non hanno beneficiato di incentivi al momento delle immatricolazioni da parte dei concessionari e non ne potranno beneficiare quando verranno vendute come usate con chilometri zero. Un quarto fattore, infine, è il fatto che gli acquirenti che non hanno bisogno di incentivi stanno, sia pur lentamente, ma con continuità, recuperando il forte calo dei primi anni post-crisi.

Non stanno invece rispondendo all’appello della ripresa i potenziali acquirenti di auto con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi al chilometro e con emissioni di CO2 da 21 a 60 grammi al chilometro. Come è noto, da gennaio sono già disponibili incentivi anche per queste auto, ma l’utilizzazione degli stanziamenti è stata del tutto insignificante perché i potenziali acquirenti attendono i ben più consistenti incentivi annunciati dal Governo e per i quali, al momento, non si hanno notizie affidabili sulla possibile data di entrata in vigore.

Dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’automobile condotta dal Centro Studi Promotor sui concessionari a fine febbraio emerge, poi, che il principale fattore di freno del mercato dell’auto è oggi l’incertezza sul tipo di auto da acquistare dovuta alle misure adottate dalla UE per la transizione energetica. Seguono per importanza tra i fattori di freno delle vendite le preoccupazioni per il quadro economico e per i prezzi elevati raggiunti dalle autovetture. I concessionari sono comunque moderatamente ottimisti per lo sviluppo del mercato nei prossimi mesi. Il 33% degli interpellati ritiene che le vendite aumenteranno, mentre il 49% si attende stabilità sui livelli attuali e il 18% prevede un calo.

Da segnalare che anche il mercato dell’usato fa registrare crescite del 15,21% in febbraio e del 16,13% nel bimestre gennaio-febbraio. Continua quindi la stagione positiva per le vendite di auto usate che è stata determinata dai forti aumenti dei prezzi delle auto nuove ed anche dai dubbi sul tipo di auto nuova da acquistare generati dalla transizione energetica, dubbi che hanno indotto e stanno inducendo una quota di potenziali acquirenti di auto nuove a rivolgersi al mercato dell’usato.

Jeep Avenger 4Xe: ecco l’integrale mild hybrid

Jeep Avenger 4Xe: ecco l'integrale mild hybrid

di Lorenzo Bellini, direttore di Motorionline

 

Come promesso già al momento dell’uscita dell’elettrica, è stata ufficialmente annunciata la nuova Jeep Avenger 4Xe, ovvero la versione mild hybrid del fuoristrada compatto che abbiamo già imparato a conoscere negli scorsi mesi. Basata sulla piattaforma CMP, così come la Fiat 600 e la futura Alfa Romeo Milano, si tratta di fatto della prima integrale di questo nuovo corso e si affianca, oltre che all’elettrica, alle versioni benzina e all’e-Hybrid a trazione anteriore.

 

Il motore della Jeep Avenger 4Xe è simile a quello della versione e-Hybrid. Si basa sempre sullo stesso 1,2 litri tre cilindri turbo benzina da 100 CV di potenza, ma oltre a questo è dotata di un doppio motore elettrico (contrariamente al singolo della versione a due ruote motrici). Ogni unità fornisce una potenza a 28,5 CV ed è montata sia sull’assale anteriore che posteriore. Questa accoppiata crea quindi la trazione integrale e grazie alla tecnologia “power looping”, della quale la Casa americana di Stellantis ancora non ha svelato i dettagli, è in grado di rimanere attiva a prescindere dalla carica della batteria di sistema.

 

Grazie a queste tecnologie, infine, l’Avenger 4Xe è in grado di fornire una coppia davvero notevole sulle ruote posteriori, che la Casa quantifica in ben 1.900 Nm. Per quanto riguarda il cambio, è confermato l’automatico a sei rapporti con doppia frizione, lo stesso della versione e-Hybrid. Il manuale è disponibile solo sulla versione puramente a benzina, mentre l’elettrico, per sua natura, lo possiamo definire “automatico” (almeno come esperienza di guida, dato che nei fatti non ci sono dei rapporti da cambiare).

 

Al momento non è ancora noto il prezzo della Avenger 4Xe. Gli ordini verranno aperti entro la fine di quest’anno ed è quindi probabile che verranno svelati solamente a ridosso dell’arrivo nei concessionari. Tenendo conto che la e-Hybrid viene prezzata intorno ai 26.000 euro, è probabile che la 4Xe finirà per superare la barriera dei 30.000 euro, ma queste per il momento sono solamente previsioni da confermare.

 

Incentivi: il ritardo danneggia, “price cap” da rivedere

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 

Stiamo aspettando la pubblicazione del DPCM che renderà operativi i nuovi incentivi 2024, la cui entrata in vigore ormai annunciata da mesi sta generando una paralisi delle vendite di auto a zero o bassissime emissioni. Come più volte ribadito, auspichiamo che gli incentivi siano dunque pienamente operativi quanto prima, per scongiurare il protrarsi ulteriore di questo negativo effetto attesa.

 

Ciò è visibile anche dai risultati delle immatricolazioni di auto BEV e PHEV. Seppure in rialzo rispetto a gennaio, a febbraio le BEV si fermano a quota 3,4% e le PHEV al 3,2% del totale mercato.

 

Riguardo al nuovo schema apprezziamo che siano state accolte molte delle richieste dell’UNRAE, come l’innalzamento degli incentivi unitari e l’inclusione delle persone giuridiche con bonus ad importo pieno; ma per contribuire ad un effettivo slancio dell’elettrico è necessario eliminare il price-cap sulla fascia 0-20 g/km, o quantomeno allinearlo a quello della fascia 21-60 g/km.

 

La possibilità di ottenere il bonus per l’acquisto di auto elettriche che rientrano in quel tetto di prezzo esclude di fatto dall’incentivo le imprese che utilizzano principalmente vetture di fascia superiore, in evidente contraddizione rispetto all’obiettivo della decarbonizzazione. Si tratta di aspetti che speriamo vengano corretti prima della pubblicazione del DPCM