Horizon e Würth: partnership su soluzioni di mobilità innovativa

Horizon e Würth

Horizon Automotive, tech-mobility company leader nel settore dei servizi di mobilità e Würth Italia, azienda specializzata nella fornitura di prodotti per il montaggio e il fissaggio, annunciano un’importante partnership per la fornitura di soluzioni di mobilità innovative a collaboratori e collaboratrici Würth. Attraverso una piattaforma dedicata, Horizon metterà a disposizione degli oltre 4.000 collaboratori e collaboratrici Würth delle offerte di noleggio a lungo termine personalizzate, che garantiscono i migliori canoni disponibili sul mercato e una vasta gamma di veicoli di tutti i marchi del settore, anche e soprattutto in pronta consegna.

 

La partnership è nata dall’esigenza di creare un legame solido in grado di promuovere alcuni degli elementi chiave del benessere aziendale, garantendo capillarità su tutto il territorio nazionale e un’ampia offerta di prodotti, mirando a risolvere le sfide legate ai ritardi nella consegna e all’approvvigionamento dei veicoli aziendali, offrendo un supporto commerciale completo dalla fase iniziale fino alla conclusione dell’operazione.

 

Oltre all’attenzione verso un piano welfare concreto, l’elemento che accomuna le due aziende è la ricerca e l’utilizzo di tecnologie innovative. 

La corsa globale all’auto elettrica: l’Europa si svegli

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

 

Come i visitatori del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra potranno testimoniare in prima persona, l’industria automobilistica europea si trova ad affrontare una massiccia concorrenza globale poiché sta effettuando il passaggio epocale dal motore a combustione alle auto elettriche a batteria in un arco di tempo molto breve.

Abbiamo colto l’occasione per riunire giornalisti internazionali, un accademico di fama – Tommaso Pardi del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica – e il nostro presidente, Luca de Meo, per chiederci: come possiamo rimanere in corsa?

Come ha spiegato Pardi, oggi i produttori stranieri di auto elettriche sono in vantaggio poiché detengono un vantaggio competitivo rispetto all’Europa. Hanno investito prima e sono più verticalmente integrati nella catena del valore delle batterie, con un accesso più facile alle materie prime. Hanno maggiori economie di scala e, soprattutto, non hanno l’onere di eliminare gradualmente 17 milioni di automobili con motore a combustione in poco più di dieci anni. L’Europa, d’altro canto, ha “messo il carro ‘elettrico’ davanti al cavallo ‘batteria’”, creando dipendenze strategiche dall’estero.

Allora, qual è la soluzione? Nelle parole di Pardi, abbiamo urgentemente bisogno di una politica industriale automobilistica “globale e coordinata”, con una vera strategia che colleghi i pezzi del puzzle del Green Deal. Il messaggio del Presidente Pardi è stato chiaro: l’Europa deve svegliarsi!

I suoi messaggi fanno eco al Manifesto ACEA, in cui chiediamo una strategia industriale olistica dell’UE in tutte le fasi della catena del valore, dalla ricerca e sviluppo, all’estrazione mineraria, alla raffinazione, ai componenti e alla produzione; alle reti di ricarica, all’energia, agli incentivi all’acquisto e al riciclaggio.

De Meo ha sottolineato che tutte queste condizioni dovrebbero essere saldamente in atto per consentire di rispettare la data di eliminazione graduale dei motori a combustione che si avvicina rapidamente nel 2035. Come leader aziendali, faremo di tutto per mettere le nostre aziende nella posizione di conformarsi. Siamo lì per promuovere il progresso, per spingere l’Europa a essere innovativa, e l’elettrificazione è uno dei campi di innovazione quando si tratta di trasporti”, ha spiegato De Meo. “Non è possibile che l’industria consigli di tornare al punto di partenza, perché non ha senso ed è dannoso per l’ambiente”.

L’impegno del settore a favore dell’elettrificazione è chiarissimo, ma non possiamo farcela da soli. In quest’ottica, è fondamentale una revisione intermedia solida e significativa della normativa sulla CO2, cosa che anche Ursula von der Leyen ha recentemente riconosciuto. E per questo dovremo definire chiaramente come misurare il successo e come determineremo se siamo sulla giusta traiettoria per il 2035.

Da qui ad allora, contiamo che l’UE affronti questa sfida epocale mettendo in atto le condizioni quadro adeguate: accesso ai punti di ricarica, energia verde a prezzi accessibili, incentivi all’acquisto, regimi fiscali e molto altro ancora. Un altro tassello essenziale del puzzle è la trasformazione delle competenze della forza lavoro.

Come ha affermato Tommaso Pardi: “Il mercato delle auto elettriche è come un razzo, ma ha bisogno di una spinta per entrare in orbita”. È solo lavorando insieme – nell’ecosistema automobilistico e con i policy maker – che possiamo dare al mercato la spinta di cui ha bisogno.