Sostenibilità e consumatori: va evitato il rischio di “greenwashing”

di Ilaria Mattana, Senior Manager PwC Italia ESG (dall’evento ROM-E)

 

Da anni portiamo avanti ricerche che monitorano investimenti pubblici e privati sulla sostenibilità. Cos’è cambiato dal 2014 in poi? È migliorata l’attenzione del legislatore europeo forzando le aziende a rendicontare le performance. Il panorama normativo si sta evolvendo, parallelamente stanno arrivando nuovi elementi di sfida, come il bando alle vetture endotermiche, che coinvolgerà sia l’automotive che l’indotto. Per le aziende dimostrare di essere green è un elemento di sfida, ma anche di costo.

 

L’UE è all’avanguardia da questo punto di vista. La direttiva chiede di verificare gli investimenti green e il trend è in forte crescita. L’italia è un po’ indietro, ma sono più motivi fiscali che interesse. Il PNRR è stato costruito su pilastri come sostenibilità, inclusione, salute ecc. L’Italia è uno dei Paesi più avanti nell’erogazione di questi fondi. Cosa pensano i consumatori?

 

Sono disposti a pagare di più per la sostenibilità laddove ci sia trasparenza e maggiore responsabilizzazione verso alcune tematiche. Altrimenti in periodi come questi di grande inflazione continuano a scegliere in base a criteri come il pricing. Nel periodo di 3-5 anni i prodotti di largo consumo green hanno avuto un elevato tasso di crescita: i consumatori premiano la sostenibilità, ma va evitato il rischio di “greenwashing”.

Noleggio auto: occorrono con urgenza più risorse

Foto: da sinistra: Massimo Bitonci e Alberto Viano

Incontro tra Alberto Viano, presidente di ANIASA (l’Associazione che rappresenta in Confindustria il settore dei servizi di mobilità) e il sottosegretario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci. I rappresentanti dell’Associazione hanno evidenziato la necessità di rivedere la regolamentazione degli incentivi. Dati alla mano infatti: il mercato automotive, per quanto in recupero, rimane distante per oltre il 20% dai livelli pre-Covid, determinando un tasso di rotazione del parco circolante oltre i 26 anni; il noleggio è il maggiore acquirente di vetture a basse o zero emissioni (il 34% di quelle vetture elettriche e il 54% di quelle ibride plug-in), ma in rallentamento verso i privati a causa della disparità di incentivi; l’obiettivo della proposta avanzata è favorire una maggiore diffusione delle vetture a zero emissioni anche presso gli utilizzatori privati, sollevandoli dal rischio legato alla transizione tecnologica.

L’Associazione richiede quindi di parificare gli incentivi oggi previsti tra il noleggio (oggi al 50%) e le altre forme di acquisizione delle vetture. Questo garantirebbe maggiore diffusione di tali veicoli e la costituzione, in prospettiva, di un efficiente mercato dell’usato. “Il settore del noleggio veicoli è oggi sempre più strategico per la mobilità nazionale di aziende, turisti e nei centri cittadini ed è un asset fondamentale per il mercato automotive (1 vettura immatricolata su 3 è a noleggio) e per la transizione ecologica della nostra mobilità. La decarbonizzazione della mobilità nazionale non può che passare dal noleggio. Il riconoscimento integrale del beneficio anche per il noleggio può contribuire ad aumentare la diffusione dei veicoli a basse o zero emissioni, con evidenti benefici per l’ambiente e per la sicurezza sulle nostre strade”, ha evidenziato il presidente Viano.

Il sottosegretario Bitonci ha mostrato grande interesse per i temi affrontati e si è impegnato a valutare concretamente le proposte dell’Associazione con l’auspicio che possano essere accolte nel dibattito governativo, considerando anche che nelle prossime settimane si avvierà l’attesa ridefinizione del pacchetto incentivi.