Alleluia: Ursula si accorge solo ora che l’auto cinese è un pericolo

L'editoriale di Pierluigi Bonora

Alleluia all’ennesima potenza in modo che sentano questa esclamazione anche nelle stanze dei bottoni occupate dai geni di Bruxelles. La telenovela del “tutti su auto elettriche” dal 2035, annessi e connessi (favore ai cinesi, progetto ideologico e portato avanti sottovalutando dati di fatto e imprevisti, discriminazione nell’accesso alla mobilità) riserva di giorno in giorno sorprese e colpi di scena.

È incredibile che chi governa questa UE ed è pagato profumatamente con i soldi dei cittadini europei per adempiere a tale compito, scopra solo ora che la Cina, con le sue importazioni di auto, rappresenti un serio pericolo.

Sono anni – noi tra i primi – che viene lanciato questo allarme, con l’invito pressante a intervenire prima che sia troppo tardi. Ebbene, la sveglia di cui da settimane parliamo con sempre più insistenza in questi commenti, ieri è suonata in modo assordante anche per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE.

L’annuncio: “La Commissione UE ha avviato un’indagine sull’opportunità di imporre dazi per proteggere i produttori dell’Unione europea dalle importazioni cinesi di veicoli elettrici”.

La scoperta del secolo del vertice UE continua così: “I mercati globali sono ora inondati di auto elettriche più economiche. E il loro prezzo è mantenuto artificialmente basso da enormi sussidi statali”, ha aggiunto la presidente della Commissione europea facendo riferimento ai veicoli cinesi nel suo discorso annuale al l’Europarlamento.

Complimenti Ursula per la prontezza dei riflessi dimostrati. Si vede proprio che l’aria del voto e la consapevolezza di essere mandati a casa tra meno di un anno cominciano a fare effetto. Il bello è che la Commissione “avrà fino a 13 mesi durante l’indagine per valutare se imporre dazi superiori alla tariffa standard UE del 10 per cento per le automobili”. Tredici mesi, non 13 giorni, come se ci fossero ancora dei dubbi.

Questa tardiva presa d’atto del problema, tra l’altro, arriva nel momento in cui alcuni big di Pechino hanno programmato investimenti in Europa, realizzando impianti produttivi, e creando – forse tra i pochi  positivi- occupazione in prospettiva. Manterranno ancora questi piani? Ci saranno rimostranze?

Durissimo il commento del vicepremier Matteo Salvini sull’intervento di Ursula von der Leyen: “L’Europa si sveglia adesso: distratti, incompetenti o complici?”. La verità verrà galla.

Salone del Camper: da Santanché idee sul turismo “open air”

di Roberta Pasero

 

Destagionalizzare il turismo “open air”, che non è certo una vacanza per poveri, aumentare le piazzole per camper e caravan perché ognuno degli 8.000 Comuni italiani potrebbe avere un’area di sosta. E Iva al 4% per l’acquisto dei camper per persone con disabilità.

 

Sono le promesse del ministro del Turismo, Daniela Santanché, all’inaugurazione della quattordicesima edizione del Salone del Camper a Parma.

 

Poi affida la borsa in tinta al suo portaborse…in senso letterale e si inerpica su un camper per le foto a tema.

Asaps: su 165.889 incidenti stradali, i vigili ne hanno rilevati 300 al giorno

L’ Ufficio Studi ASAPS-Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale ha analizzato i dati Aci-Istat sugli incidenti stradali avvenuti nell’anno 2022, così da esaminare quali siano gli organi di polizia stradale che hanno maggiormente rilevato i sinistri in Italia. Una valutazione dei dati riferiti esclusivamente agli incidenti stradali con feriti e con decessi. 

Sul totale di 165.889 sinistri, le Polizie Locali ne hanno rilevati 109.563 (66%), ben 300 al giorno, l’Arma Carabinieri  35.971 (21,7%), la Polizia Stradale 20.313 (12,2%), la Polizia Provinciale 41, altri organi 1.

Il maggior numero di sinistri mortali viene invece rilevato dall’Arma Carabinieri  1.223 (41,3%), seguita dalle Polizie Locali con 1.096 (37,1%) e dalla Polizia Stradale con 639 (21,6%). 

Si consolida il ruolo delle Polizie Locali che rileva i due terzi di tutti i sinistri stradali con lesioni in Italia: evidenzia l’ASAPS.

Nella fascia oraria 20.00-08.00, particolarmente a rischio con un elevato indice di mortalità, sono avvenuti in Italia 40.953  incidenti, con 1.043 mortali e 39.910 con feriti: sono ancora le Polizie Locali a rilevarne il maggior numero con 20.316  (49,6%) di cui 251 mortali (24,1%) e 20.065 con feriti.

L’Arma Carabinieri, nella stessa fascia oraria, ne rileva   13.532 (33%) con 530 mortali (50,8% la metà del totale) e 13.002 con feriti. La Polizia Stradale rileva 7.102  sinistri (17,3%) con 262 mortali (25,1% del totale dei sinistri con decessi) e 6.840 con feriti.

ASAPS, associazione nazionale con sede a Forlì, ricorda che “proprio il ministero dell’Interno aveva richiesto un maggior impegno delle Polizie Locali nelle ore serali e notturne, per aumentare i rilevamenti dei sinistri, partendo dai capoluoghi di provincia, dopo una accordo sottoscritto tra il Viminale ed ANCI”.

E i dati tra il 2019 e il 2022 dimostrano un importante aumento percentuali dei rilevamenti proprio delle Polizie Locali. Le richieste serali e notturne in materia di viabilità cittadina e gestione dei sinistri in molte località sono aumentate, con i sindaci che hanno imposto più pattuglie delle Polizie Locali attive anche per i controlli sulla guida alterata, nonostante contratti diversi rispetto alle Forze di Polizia e organici non ancora sufficientemente ripianati.

Gli ultimi dati ANCI, infatti, indicano in 51.000 il numero di operatori delle Polizie Locali in servizio a fine 2021, con un calo molto importante rispetto ai 60.000 agenti in servizio nel 2012. 

Se confrontiamo gli ultimi tre anni di dati ACI-Istat, emerge come la Polizia Stradale sia passata dal 13,3% del 2020 al 12,2% dei sinistri del 2022, l’Arma Carabinieri dal 20,8% del 2020 al 21,7% del 2022 e le Polizie Locali dal 65,9% al 66% del 2022.

Nel 2020 con la pandemia il totale dei sinistri fu di 118.298 rispetto ai 165.889 del 2022. 

“L’introduzione della legge nr. 41/2016 sull’omicidio stradale e le lesioni personali stradali hanno imposto una maggiore attenzione e una cura particolareggiata nei rilievi, attraverso una attenta raccolta di fonti di prova che vengono trasmesse all’autorità giudiziaria, per individuare responsabilità dei coinvolti. Emerge inoltre un aumento delle autopsie sulle persone decedute, i cui esiti permettono alle Procure di analizzare più compiutamente la cinematica dei sinistri”: ricorda l’ASAPS.

“Inoltre, sono aumentati i Comandi che utilizzano nuove tecnologie per la ricostruzione dei sinistri in 3D, data-base georeferenziati, strumenti che leggono le centraline elettroniche di cui i veicoli sono sempre più dotati. E ancora l’utilizzo della videosorveglianza con centinaia di migliaia di telecamere sparse sul territorio nazionale, utilissime non solo per la ricostruzione vera e propria ma anche per la ricerca dei “pirati della strada”, ancora purtroppo molto presenti sulle nostre strade, nonostante l’inasprimento delle pene. In conclusione, una maggiore qualificazione professionale e continui aggiornamenti degli operatori permette agli organi di polizia stradale di certificare ancora di più quanto indicato dalle nuove norme penali”: conclude l’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale. 

Eco-transizione: urgenti il rinnovo del parco auto e l’aumento degli incentivi

Mobilità: "La sfida della transizione per svecchiare il circolante italiano"

di Toni Purcaro, Executive vice president DEKRA Group e presidente DEKRA Italia

Condividiamo la necessità di rinnovare il parco auto italiano espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso delle interrogazioni alla Camera dei Deputati. Occorre una decisione che supporti gli incentivi al rinnovo delle motorizzazioni più obsolete nonché una decisione allo stop dei veicoli più inquinanti.

Servono, al riguardo, investimenti in prodotti e veicoli adeguati alle esigenze di mobilità anche in centri piccoli con spostamenti limitati con misure a sostegno della ricerca e dello sviluppo per tutta la filiera, mantenendo il principio della neutralità tecnologica.

In tal senso, riteniamo che soltanto attraverso una regolamentazione flessibile e politiche industriali di medio e lungo periodo sarà possibile coniugare il processo verso la transizione ecologica con il rilancio del settore automotive.