Il ritorno del “Service Day”: occasione d’incontro e di apprendimento

1-Da sin- Luca Montagner e Roberto Scarabel

Foto: Roberto Scarabel (a destra) e Luca Montagner

Presentato in occasione dell’evento Automotive Dealer Day, a Verona, il Service Day, che dopo tre anni di assenza a causa della pandemia, torna nei giorni 27 e 28 ottobre, a Veronafiere, con un focus completo dedicato al post-vendita e, in particolare, alla cultura della qualità della riparazione anche in virtù della transizione energetica che il sistema dell’auto sta affrontando. L’appuntamento nasce da una idea dell’Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli (AsConAuto), da oltre vent’anni in prima linea nella promozione dei ricambi originali, ed è realizzato da Quintegia, il Centro Studi e Ricerca che si occupa di innovazione e networking, punto di riferimento per il business nel settore automotive, all’interno del quale è riconosciuto anche come organizzatore di Automotive Dealer Day. Le due realtà hanno siglato un accordo di collaborazione triennale.


Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto: 
“Service Day è un luogo dove si impara, si studia e si lavora. Essere presenti vuol dire tessere relazioni con Case costruttrici, concessionari e autoriparatori. Chi è venuto a trovarci negli stand o ha seguito i workshop all’uscita deve potuto esclamare: “Non potevo proprio mancare!”. Intendiamo dimostrare che cosa siamo in grado di dare alla filiera per fare sempre meglio un’attività chiave per chi produce automobili e per gli automobilisti. Non dobbiamo dimenticare mai che mantenere le vetture circolanti in piena efficienza, utilizzando ricambi originali per la manutenzione e per la riparazione, porta una maggiore sicurezza all’automobilista e sulle strade”. Service Day è, infatti, una 2 giorni di lavoro focalizzata sulle attività di assistenza e riparazione, con l’obiettivo di mettere in luce sfide ed opportunità per gli operatori nei prossimi anni.

 

Luca Montagner, Senior Advisor & Partner di Quintegia e Associate Director Italy at ICDP – International Car Distribution Programme: “La nostra è una partnership a tutto tondo, che abbraccia sia i contenuti, sui quali si lavora sempre a quattro mani, sia sulla formula vincente del format. Siamo impegnati per qualificare ancora di più le presenze e coinvolgere maggiormente le concessionarie, non solo i service manager ma anche i titolari protagonisti diretti e che hanno la funzione importante di traino. Dall’evoluzione del post vendita passerà buona parte della sopravvivenza dei dealer”.

 

Ancora il presidente Scarabel: “Service Day avrà una valenza diversa dal passato con due facce. Da un lato si focalizza sugli autoriparatori perché sono nostri clienti, dall’altro sulle concessionarie che devono diventare a trazione “integrale”. Se si passerà ai contratti di agenzia il service diventerà un pilastro fondamentale per le nostre aziende insieme all’usato, ai finanziamenti e ai prodotti assicurativi e dovrà coprire gran parte dei costi comuni aziendali. Oggi c’è grande incertezza e disorientamento tra i clienti che devono sostituire la propria auto. La riparazione assume un valore notevole: utilizzare ricambi originali di qualità vuole dire poter posticipare in serenità l’acquisto di una nuova auto. Non partecipare al Service Day significherà perdere un passaggio importante per il futuro del proprio business”.

“Chi è Chi” a Pierluigi Bonora: come sta cambiando il mondo dell’auto?

di Cristiana Schieppati, direttore responsabile di “Chi è Chi”

 

Come sta cambiando il mondo dell’auto? Lo abbiamo chiesto a una delle firme più autorevoli del settore, Pierluigi Bonora, che da 31 anni cura le pagine motori del Giornale. Oltre a scrivere di economia è anche direttore responsabile di Aci Radio, un piccolo ritorno alle origini perché la sua storia inizia proprio negli anni ’70 quando muoveva i primi passi da cronista e radiocronista per Radio Pavia.

Nella tua carriera ti sei occupato sempre di economia e degli aspetti industriali del settore auto. Dalle radio alle pagine motori del “Giornale”… come si comunica il mondo dell’auto? Quali sono gli aspetti importanti da mettere in evidenza?

“Per la verità avrei dovuto laurearmi in Medicina, ma una concatenazione di eventi mi ha portato, prima a improvvisarmi Dj in un grande dancing e, quindi, alla nascita delle prime radio libere, a metà degli anni ’70, a fare altrettanto. All’inizio come conduttore di programmi tra dediche e intrattenimenti vari, poi a fare i primi passi da cronista di strada, lettore di Gr, radiocronista di calcio, intervistatore, ecc. Il destino mi spingeva da quella parte. Così ho lasciato gli studi al terzo anno di Medicina e, già sposato, ho imboccato un percorso, partito dalla piccola grande Radio Pavia, che si è rivelato vincente. Sono approdato al “Giornale” nel 1989, dopo essere stato corrispondente dalla mia provincia, e dalle Cronache nazionali mi hanno introdotto due anni dopo nei “Motori” anche se, sinceramente, non ci capivo nulla. Ma a loro andava bene così. E così, nel novembre del 2022, sono passati 30 anni di militanza in questo settore dove continuo ad avere la responsabilità delle pagine dedicate. Decisivo, inoltre, è stato il mio passaggio nella seconda metà degli anni ‘90 sotto la redazione Economia. E qui c’è stata un’altra svolta: mi sono appassionati di tutto quanto ruota attorno all’automotive, un mondo veramente trasversale. Come si comunica il l’auto? E’ necessaria la massima trasparenza e indipendenza, soprattutto in questi anni dove a dominare sono sempre più i” social” nelle varie declinazioni. Proprio per questo mio atteggiamento c’è chi mi ha bannato da eventi e conferenze stampa che riguardano un determinato gruppo. Per me si tratta di una medaglia per aver detto le cose come stanno e che hanno poi trovato riscontro. E proprio per questo – cercare di dire le cose come stanno – penso di essere apprezzato ma anche anche inviso. E’ il bello di questa magnifica professione. Nando Azzolini, a Pavia, Novarro Montanari e Tiziano Resca per i miei primi passi al “Giornale” di Montanelli, che ci hanno lasciati. Successivamente Luigi Cucchi, Osvaldo De Paolini e Nicola Porro, sempre al “Giornale”, sono state le persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso giornalistico. E che ringrazierò sempre”.

Chi è il personaggio che ti è rimasto più a cuore tra i manager che hai incontrato e perché.

“Senza dubbio Sergio Marchionne. L’ho seguito fin dal suo insediamento ai vertici della Fiat, ma anche Luca di Montezemolo quando era presidente della Ferrari. Seppur tenendo le dovute distanze, da loro ho appreso imparato tanto in tema di strategie aziendali, mercati finanziari e altro. Ancora oggi il mio patrimonio è rappresentato dall’agenda di contatti, centinaia e centinaia, tra  manager, imprenditori, politici e personaggi vari, indispensabili per l’attività che svolgo”.

Prove auto: quale macchina del passato è stata la più moderna e quale auto invece è stata un grande flop?

“Difficile rispondere. Per il passato direi la Fiat 500, sempre unica e vera bandiera per l’Italia. I flop? Tanti, in generale. Ma a volte anche il “brutto” può diventare un successo e fare tendenza”.

Oggi sei anche direttore responsabile di Aci Radio, quali sono i diritti degli automobilisti che nel nostro Paese hanno bisogno di maggior tutela?

“Un ritorno alle origini inaspettato che mi sta dando tanta soddisfazione. Ringrazio l’amico Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano e di Aci Infomobility, che mi ha chiamato per questo prestigioso incarico. I diritti? Poter circolare in sicurezza sulle strade e di non essere considerati alla pari di un “bancomat” da Enti locali e Stato centrale. Quindi, di non essere discriminati da politiche ideologiche, come accadde ora, tra limitazioni assurde e strategie pseudo toccasana che finiscono per penalizzare i più deboli e che usa la macchina per recarsi al lavoro e non può permettersi costosi garage, non avendo alternative al parcheggio in strada”.

Il Bollo secondo te è veramente necessario?

“Se demagogico, come il superbollo in via di eliminazione grazie a questo Governo, no. Se utile a migliorare le infrastrutture stradali e la sicurezza, sì. Ma in questo caso i riscontri devono toccarsi con mano”.

La nuova mobilità urbana, le auto elettriche: qual è il futuro dell’auto (reale e quello auspicabile) ?

“Stendo un velo pietoso su Milano e Roma, per fare due esempi, in tema di mobilità urbana. Nel caso lombardo, la circolazione, da sempre non facile, con le modifiche degli ultimi anni si è trasformata in un vero incubo. E’ pericolosissimo circolare in auto, ma anche a piedi, tra monopattini e bici i cui utenti si sentono padroni di strade e marciapiedi e non rispettano le regole più elementari. Ben venga un Codice che metta ordine e l’educazione stradale nelle scuole. La transizione all’elettrico? Contesto con forza il modo con cui è stata programmata – come faccio pubblicamente nei miei #FORUMAutoMotive periodici – cioè attraverso un’imposizione chiaramente dettata da contraddizioni e pressioni che cominciano a venire allo scoperto. Sono per la neutralità tecnologica nel contesto di un ventaglio di soluzioni che portino all’obiettivo della decarbonizzazione, ma che guardino anche alle emissioni inquinanti e alle esigenze di tutti i consumatori e non solo di quelli che non hanno problemi di disponibilità economiche. Le Case, poi, si sono piegate al volere della pura ideologia e solo adesso lamentano le incongruenze dell’imposizione Ue. Sarà il mercato a dire la sua. La verità è che a regnare è la massima incertezza. Si è gravemente tralasciato il presente”.

Mercato delle due ruote: scooter trainanti

Quarto mese consecutivo con il segno più per il mercato nazionale delle due ruote a motore. Anche aprile chiude, infatti, con una crescita complessiva del 16,4% sullo stesso mese dell’anno scorso. I dati sulle immatricolazioni mensili di moto, scooter e ciclomotori diffusi da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) confermano quindi l’incessante interesse per le due ruote in Italia dove, secondo gli ultimi dati del ministero dei Trasporti – fa sapere l’associazione – anche il rilascio di patenti A, necessarie per guidare un motociclo, è cresciuto di oltre il 24% dal 2019 alla fine dello scorso anno.

 

Entrando nel vivo dei dati, prosegue ad aprile la crescita a doppia cifra del mercato delle due ruote motorizzate che, come anticipato, fanno segnare un incremento del 16,43%, corrispondente a 33.605 veicoli immessi sul mercato. A tirare la volata sono ancora gli scooter che immatricolano 16.611 unità pari ad una crescita del 22,54%. Seguono le moto, che targano 15.384 veicoli e mettono a segno una performance del + 10,8%. Chiudono i ciclomotori – per la prima volta in positivo dall’inizio dell’anno, anche grazie al contributo del segmento elettrico – con 1.610 unità vendute e un incremento del 13,14%.

 

Nei primi quattro mesi dell’anno il mercato guadagna il 24,17% rispetto allo stesso periodo del 2022. In vetta gli scooter, con 56.485 mezzi targati e una crescita del 37,98%. Al secondo posto, per numero di veicoli immatricolati, le moto, con 54.311 unità vendute e un incremento del 16,44%. Ancora in territorio negativo, nonostante il buon risultato del mese di aprile, i ciclomotori che perdono il 10,05% e mettono in strada 5.373 pezzi.

 

Torna in positivo, dopo tre mesi di affanno, il mercato dei veicoli elettrici, che ad aprile segna un incremento dell’11,12% e 1.019 unità immesse sul mercato. Il risultato è l’effetto dell’ottimo andamento dei ciclomotori a emissioni zero, che crescono del 90,3%, pari a 451 unità vendute.

L’auto in Europa: sempre in deficit se guardiamo al pre-pandemia

Paolo Scudieri, Anfia
di Paolo Scudieri, presidente di ANFIA
 
Anche ad aprile 2023 il mercato auto europeo si mantiene in rialzo a doppia cifra (+16,1%), beneficiando ancora una volta del confronto con il forte ribasso di aprile 2022 (-20,2%), che si scontrava con il prosieguo delle difficoltà nella gestione delle supply chain. Nonostante il miglioramento registrato su base annua, sia nel mese che nel primo quadrimestre, non dimentichiamo  che i volumi raggiunti complessivamente dal mercato europeo a gennaio-aprile 2023 risultano ancora lontani da quelli pre-pandemia, con circa 1,3 milioni di unità immatricolate in meno. 
 
Tutti e cinque i major market (incluso UK) si mantengono in crescita ad aprile: +29,2% Italia e +21,9% Francia, che registrano i risultati più significativi, seguiti da Germania  (+12,6%), Regno Unito (+11,6%) e Spagna (+8,2%). Sempre nel mese, prosegue il trend positivo sia per le vetture elettriche (BEV) che per  le ibride tradizionali (HEV): +49,2% per le prime, con una quota di mercato del 13,1%, e  +19,5% per le seconde (25,5% di quota); in calo, invece, le immatricolazioni delle ibride  plug-in (PHEV) a -2,4% e 7,3% di quota. 
 

Guardando all’Italia, le BEV crescono del 31,4% – con una quota del 3,2%, la più bassa tra  i cinque major market – mentre le HEV crescono del 28,3% (34,8% di quota) con 43.744 unità immatricolate e le PHEV si fermano al 4,7% di quota (+10,8%). Per spingere una più ampia diffusione delle vetture green e, soprattutto, delle auto  elettriche, si rende più che mai necessario accelerare la transizione energetica e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica su tutto il territorio europeo.

Per l’Italia, si  tratta di recuperare il gap rispetto agli altri principali Paesi, incrementando il sostegno  agli investimenti produttivi e alle attività di R&D nelle nuove tecnologie della mobilità – tra cui il rafforzamento di competenze sulla value chain delle batterie – anche attuando  una politica nazionale di attrazione degli investimenti esteri. Sul fronte specifico della domanda, nel nostro Paese serve al più presto una revisione delle politiche di  incentivazione all’acquisto e fiscali, sia per i privati che per le flotte. 

Vanini (Federauto) a Salvini: “Ecco cosa chiediamo al Governo. E fate in fretta”

(da “il Giornale” del 21 maggio 2023)

Matteo Salvini, vicepremier nonché ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del made in Italy; Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze: il futuro dell’automotive in Italia, dal punto di vista dello sviluppo e di come accompagnare le complesse trasformazioni in corso, è nelle loro mani.

 

Dall’altra parte ci sono le associazioni della filiera che portano all’attenzione del governo, come hanno fatto al recente Automotive Dealer Day di Verona, “i punti salienti su cui concentrare l’azione al fine di stimolare adeguatamente la transizione verso le emissioni zero, con uno sguardo attento agli aspetti ambientali, sociali ed economici”.

 

Questa volta è toccato a Salvini riascoltare queste istanze, alcune delle quali già esposte ad altri esecutivi e rimaste insolute. Ora, però, il tempo stringe e ulteriori ritardi nel varare provvedimenti efficaci rischiano di creare situazioni irreversibili. Il vicepremier si è detto disponibile a confrontarsi con le associazioni (ad ascoltarlo, in Fiera a Verona, c’erano Anfia, Unrae, Federauto e Motus-E), in un tavolo con presente anche il collega Giorgetti. E perché no anche Urso e Pichetto, aggiungiamo noi, affinché venga concordato un piano condiviso senza altri passaggi.

 

Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, ha indicato a Salvini i punti della strategia di accompagnamento verso gli obiettivi green fissati dall’Ue. Si va dall’allineamento della fiscalità dell’auto aziendale a quella degli altri Paesi Ue, all’introduzione di un nuovo credito d’imposta del 20% per quanti – privati, professionisti e imprese – acquistano un’auto o un furgone. Quindi, il recupero dei fondi Ecobonus avanzati nel 2022 (circa 300 milioni) da destinare ai contributi della fascia 61-135 grammi/km di CO2 emessa; l’adeguamento alla normativa Ue sul credito al consumo finalizzato; il via a un tavolo operativo permanente tra governo e filiera sulla transizione green e l’accompagnamento del settore e dei consumatori verso la mobilità elettrica.

 

Le risposte di Salvini: “Ci sono 60 miliardi per la mobilità, in particolare per le colonnine, da implementare il prima possibile, e per sviluppare la rete a idrogeno. Siamo a favore della neutralità tecnologica perché la transizione energetica ha bisogno di tempo e di alternative all’elettrico. Con altri otto Paesi ci stiamo muovendo per evitare il salto nel buio dell’Euro 7 o rimandarlo almeno al ’26, quando ci sarà una revisione della normativa sulla CO2. Mi auguro che dopo le elezioni del ’24 ci sia una Commissione Ue più aperta al dialogo: l’Italia e l’Europa dell’auto potrebbero restare schiacciate tra Cina e Usa”.

Distrazione al volante: da Sara il servizio di coaching

Sara Assicurazioni introduce un servizio gratuito per tutti i suoi clienti che permette di rilevare mediante la tecnologia Smartphone “as a sensor” il livello di attenzione dell’utente alla guida. Il servizio nasce dalla collaborazione con la Insurtech The Floow ed è accessibile tramite l’app della Compagnia SaraConMe.

I dati raccolti attraverso lo smartphone vengono utilizzati per calcolare il punteggio di distrazione alla guida restituendo uno score da 0 a 10, sia complessivo sia per singolo viaggio. Il punteggio misura quanto l’utente interagisce con lo smartphone, tenendo conto non solo dell’interazione vocale ma anche di quella fisica.

L’obiettivo è mitigare il rischio alla guida per tutti i clienti di Sara Assicurazioni attraverso strumenti tecnologici fornendo feedback e consigli ai conducenti per apportare miglioramenti al comportamento di guida in una logica di coaching, e aumentare la sensibilizzazione sul tema della distrazione.

Superbollo addio: imposizione inutile e populista

di Andrea De Bertoldi, membro della commissione Finanze della Camera dei deputati

Esprimiamo grande soddisfazione per l’ulteriore conferma da parte del ministro Matteo Salvini della volontà di eliminare finalmente il superbollo auto, una battaglia che sto portando avanti dall’inizio della scorsa legislatura. Tenuto conto delle parole, prima del viceministro Leo e ora del ministro Salvini, spero sia possibile, in tempi brevi, trasformare concretamente le intenzioni in realtà.

Mi impegnerò, quindi, a presentare un emendamento specifico in modo da porre fine a un’imposizione inutile e meramente populista, frutto della demagogia sinistroide che ha caratterizzato i precedenti Governi. L’eliminazione del superbollo, che ha distrutto il settore delle auto sportive in Italia rappresenta un’opportunità per l’automotive di riconquistare nuovi spazi di mercato, e per gli appassionati di poter finalmente coronare i propri sogni; il tutto peraltro senza penalizzare l’Erario, ma anzi determinando in prospettiva maggiori introiti dovuti alla ripresa del settore.