HVO: CO2 giù fino al 90% con il biocarburante

Il mondo del trasporto e della logistica sta affrontando una transizione energetica senza precedenti, cercando di far convivere due spinte molto forti e fra loro antagoniste: da una parte l’incremento della domanda di trasporto a livello mondiale, dall’altra la necessità impellente di rendere il trasporto indipendente dai combustibili fossili entro il 2050.

Scania è consapevole che per raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti proposti dalla Commissione Europea è necessario mettere in campo tutte le tecnologie e i combustibili a disposizione, creando occasioni di incontro e dialogo con gli attori dell’ecosistema del trasporto. A tal fine, presso Italscania, a Trento, si è svolto l’evento organizzato dalla società di rifornimento trentina Delta Energy: “L’HVO: il biocarburante che abbatte le emissioni di CO2 fino al 90%”.

La conferenza dedicata all’HVO, l’olio vegetale idrotrattato che si ottiene grazie a oli e biomasse di scarto attraverso un processo che utilizza l’idrogeno, ha messo in particolare evidenza il potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90% (metodo di calcolo Well-to-Wheel) per poi concludersi con una vera inaugurazione del nuovo punto di erogazione di HVO al distributore di Spini di Gardolo (Trento) di Delta Energy.

Durante l’incontro sono intervenuti: Nico Conte (manager responsabile della Rete Carburanti di Delta Energy); Neste, uno dei più grandi produttori mondiali di carburanti da fonti rinnovabili; Massimiliano Naso (responsabile Carburanti Alternativi di jEnergy); Andrea Gottardi (presidente Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento); Paolo Carri (direttore Driving the Shift di Italscania) e Matteo Prussi (ricercatore senior del Politecnico di Torino). In questa occasione è stata coinvolta anche la Provincia Autonoma di Trento, rappresentata da Roberto Failoni (assessore al Commercio e Turismo) e Roberto Stanchina (assessore al Commercio Comune di Trento).

“Gli obiettivi stabiliti a livello Europeo in merito al contenimento delle emissioni obbliga anche noi di Delta Energy a mantenerci al passo coi tempi. Il concetto di Neutralità Tecnologica è a noi molto caro: ci permette di rimanere sul mercato a lungo termine e lascia aperte le porte dei nostri distributori a qualsiasi utente della strada. L’Area di Servizio di Trento Nord, nostro fiore all’occhiello alle porte dell’Europa, si presta particolarmente a questo concetto. Difatti alla vasta gamma di prodotti erogabili, oltre al Diesel e Benzina, all’economico GPL, agli innovativi GNL (Gas Naturale Liquido) e GNC-L (Gas Naturale Compresso da Liquido), alle futuristiche colonnine elettriche Hypercharge da 120 KWh, si affiancherà il Diesel HVO Energy, un biocarburante prodotto totalmente da materie prime da fonti rinnovabili e sostenibili. È subito disponibile alla pompa e permetterà ai nostri clienti di poter contribuire col suo utilizzo a migliorare le condizioni dell’ambiente e a garantirci un futuro migliore senza dover per forza cambiare auto o veicolo industriale”, dichiara Nico Conte, manager responsabile della Rete Carburanti di Delta Energy.

“Le imprese dell’autotrasporto da tempo stanno investendo per ridurre l’impatto sull’ambiente del trasporto merci e passeggeri, attraverso il rinnovo del parco mezzi. L’impiego di biocarburanti, che possono essere impiegati subito nei mezzi più moderni senza bisogno di modifiche, può dare un aiuto concreto e immediato per ridurre l’impatto ambientale legato alle attività di trasporto. È inoltre uno strumento che può aiutarci a raggiungere gli obiettivi posti dall’Unione europea per l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica al 2040. Confindustria Trento è impegnata sui vari fronti della sostenibilità, supportando tutte le iniziative che vanno in questa direzione, come è il caso di quella in esame”, le parole di Andrea Gottardi, presidente della Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento.

“L’obiettivo di Scania consiste nel guidare il cambiamento verso una mobilità e un’economia sempre più sostenibili, in virtù di un ampio portafoglio di soluzioni all’avanguardia, dai mezzi alimentati a biocarburanti alle soluzioni elettrificate e ai servizi ad essi collegati. Per raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti, dobbiamo sfruttare tutte le tecnologie a disposizione e sostenere le imprese che condividono la nostra stessa visione in termini di efficienza energetica e soluzioni a basso impatto ambientale. L’HVO rappresenta una valida alternativa al Diesel B7 per ottenere una decarbonizzazione immediata, senza modifiche nella tecnologia – i veicoli Scania Euro VI e gran parte degli Euro V sono già compatibili – e dell’infrastruttura per il rifornimento”, il commento di Paolo Carri, direttore Driving the Shift di Italscania.

Azionario cinese: i temi di lungo periodo (tra cui l’auto elettrica) da tenere d’occhio

di Jack Lee, gestore del fondo Schroder ISF China A-shares Fund Manager, Schroders

 

L’azionario cinese ha recentemente messo a segno buone performance, grazie anche alla riapertura del Paese dopo il lungo periodo di lockdown dovuto al Covid-19. Anche il sostegno del governo al settore immobiliare ha favorito i rendimenti del mercato azionario, così come la stabilizzazione del contesto normativo per i titoli Internet. Guardando al lungo termine, sono diversi i driver alla guida delle azioni cinesi. Oltre alla riapertura economica, temi come decarbonizzazione, autosufficienza tecnologica e spesa sanitaria offrono un potenziale di crescita per aziende e investitori.

 

Il tema della riapertura non è del tutto esaurito. Dopo tutto, il processo è stato rapido e ci vorrà del tempo affinché aziende e consumatori si adattino a un cambiamento così significativo. Prevediamo che la rapida rimozione delle rigide restrizioni legate al Covid-19 in Cina fornirà un sostegno sostanziale alla ripresa dei consumi, che a sua volta sosterrà gli utili di molti settori.

 

Tra questi vi è quello del food & beverage: l’aumento dei pasti fuori casa, dovuto alla maggiore socializzazione, farà crescere la domanda di prodotti alimentari e bevande. La pubblicità sarà un altro vincitore, in quanto le maggiori opportunità di consumo dovrebbero portare a una più alta spesa in marketing da parte delle aziende. Un beneficiario meno ovvio della riapertura è forse il settore assicurativo. Prevediamo un aumento delle vendite di polizze, via via che gli agenti assicurativi potranno nuovamente effettuare incontri di persona.

 

Sebbene il tema della riapertura sia ancora in corso, nei prossimi mesi inizieremo a vedere una normalizzazione della domanda in questi settori. Tuttavia, l’attrattività dell’azionario cinese va oltre le opportunità di riapertura a breve termine. Il “cambio di regime” che si sta verificando in tutto il mondo in termini di decarbonizzazione, investimenti in tecnologia e aumento della spesa pubblica sta avendo luogo anche in Cina. Questi cambiamenti si verificheranno nel medio-lungo termine e, a nostro avviso, possono sostenere una crescita significativa per le società esposte a questi temi.

 

Tre temi di lungo periodo

 

Filiera dei veicoli elettrici. Con l’aggravarsi degli effetti del cambiamento climatico, la spinta alla decarbonizzazione è sempre più importante per i Paesi di tutto il mondo. La necessità di passare ai veicoli elettrici (EV) è un aspetto di questo fenomeno e un’area in cui riteniamo che la Cina offra un’esposizione particolarmente interessante per gli investitori. La Cina è leader globale per quanto riguarda la fornitura della catena di valore dei veicoli elettrici e anche per quanto riguarda la domanda di veicoli finiti. Incredibilmente, il 57% di tutti i veicoli elettrici venduti a livello globale nel 2022 sono stati venduti in Cina.

 

All’interno della catena di fornitura degli EV, ci sono diverse aziende che si stanno costruendo posizioni dominanti nelle rispettive nicchie. Prendiamo ad esempio Sanhua Intelligent, un produttore di componenti chiave per il controllo della temperatura di batterie e motori negli EV. Detiene una quota di mercato globale del 60% circa nel settore delle valvole per l’aria condizionata e una quota superiore al 90% nel settore delle valvole per veicoli elettrici. Tra i suoi clienti ci sono aziende specializzate negli EV come Tesla e produttori di apparecchiature originali come Ford e Bmw.

 

Autosufficienza tecnologica. Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina si sono manifestate nel settore tecnologico con il divieto per le aziende statunitensi di fornire tecnologia per semiconduttori potenzialmente strategica alla Cina. I blocchi della catena di approvvigionamento causati dal Covid-19 e le difficoltà logistiche sono un’ulteriore spinta alla localizzazione della produzione più vicina ai mercati finali.

 

Ci sono alcuni operatori del settore tecnologico cinese che consideriamo beneficiari di questa tendenza all’accelerazione della localizzazione. ZW Soft è una di queste. È uno dei principali fornitori nazionali di software di progettazione assistita da computer (CAD). Le dimensioni del mercato cinese del CAD sono in costante aumento grazie alla digitalizzazione industriale. Riteniamo che ZW Software sia un leader nazionale con un forte vantaggio tecnologico rispetto ai suoi competitor.

 

Infrastruttura sanitaria. Parte del motivo per cui i lockdown dovuti al Covid-19 in Cina sono stati così severi e così lunghi è dovuto alla mancanza di capacità degli ospedali e di altre infrastrutture sanitarie. Il potenziamento di queste infrastrutture è ora una priorità del governo. Nel frattempo, il tema della localizzazione significa anche che i fornitori locali di apparecchiature sanitarie dovrebbero beneficiarne. Un esempio del tipo di azienda che vediamo trarre vantaggio da questa situazione è iRay Technology. Si occupa di ricerca e sviluppo, produzione e vendita di rivelatori digitali a raggi X. In qualità di leader di mercato nel suo settore, è ben posizionata per beneficiare sia della tendenza alla sostituzione con l’estero sia dell’aumento della spesa pubblica in Cina.

 

In conclusione, riteniamo che questo sarà un anno di ripresa per l’azionario cinese, grazie alla rimozione dei principali ostacoli degli ultimi anni. L’eliminazione dei lockdown, il sostegno al settore immobiliare e un contesto più stabile per la regolamentazione delle società Internet sono fattori che possono favorire la ripresa a breve termine. Ma la Cina può anche contare sui temi di crescita a più lungo termine menzionati sopra. La chiave per gli investitori sarà individuare le società vincenti.

Elettrificazione: flotte aziendali centrali, il divario tra obiettivi e realtà

Il processo di elettrificazione delle flotte aziendali procede lento, ostacolato da dubbi su  infrastrutture e gestione quotidiana dei veicoli dotati di spina, anche se certamente molto  più veloce rispetto al mercato in generale. È quanto emerge dalla survey sulla mobilità  aziendale promossa dall’Osservatorio Top Thousand, composto da Fleet&Mobility Manager di grandi aziende, e dalla rivista “Fleet Magazine”. Nella survey denominata “La Grande Corsa” sono stati appunto intervistati telefonicamente ben 103 gestori di parchi auto, che hanno  tratteggiato uno spaccato di quanto le aziende italiane stanno certamente affrontando  l’elettrificazione delle flotte, scontrandosi però con alcuni ostacoli. 

Nonostante la sostenibilità sia al centro di riunioni e comunicazioni, il cambiamento appare  lento e appesantito da diverse criticità, complici le incertezze internazionali a livello politico  e finanziario. Il processo però pare inarrestabile, se si considera che i Fleet&Mobility  Manager prevedono un incremento nell’inserimento di veicoli ibridi ed elettrici, con una  distinzione di ruolo nell’assegnazione: se le ibride saranno assegnate principalmente allo  staff, le full electric andranno nei garage dei top manager. Anche per ragioni di  posizionamento dell’azienda nello scacchiere della sostenibilità comunicata.

Parco mezzi aziendali, l’indice di gradimento delle motorizzazioni I Fleet&Mobility Manager che hanno risposto alla survey gestiscono un parco mezzi di  133.466 unità, di cui il 53% sono auto e il 47% sono veicoli commerciali.  Per quanto riguarda le auto, la motorizzazione preferita in assoluto resta il Diesel, anche in  versione mild hybrid, con 45.295 veicoli. Segue a ruota il benzina con 9.490 auto, e il plug-in  benzina con 5.743 unità.

Nei veicoli commerciali la via dell’elettrificazione appare ancora più lunga, con la presenza  di 41.421 unità con alimentazione diesel e 11.221 a benzina, cui segue il metano con 3.357  unità, tallonato dai full electric presenti nelle flotte con 3.297 veicoli commerciali.

I dubbi sul plug-in

Considerate la versione di accompagnamento verso l’elettrificazione al 100%, la motorizzazione ibrida plug-in resta quella che desta maggiori dubbi tra gli interpellati. Per i  Fleet&Mobility Manager si tratta di una motorizzazione inadatta a causa dell’autonomia  elettrica insufficiente; infatti, il 60% ha dichiarato che per questo motivo non ha inserito plug-in in flo,a. Inoltre dalle risposte emerge la constatazione di inattendibilità dei dati di consumo del ciclo WLTP. La carenza di infrastrutture di ricarica (o la percezione di tale  carenza) e l’incognita dell’ammontare delle spese effettive per la gestione concludono un  puzzle che delinea un quadro di scarsa soddisfazione.

Ibride e full-electric, se le provi non le lasci più

Pochi dubbi su ibride e full-electric, ascoltando i manager che hanno già inserito queste  tipologie di mezzi nelle proprie flotte. Ben l’81,3% dice che le vetture elettrificate hanno portato vantaggi nella loro adozione grazie a: per il 58% responsabilità sociale d’impresa, per 53%  compliance con i valori aziendali, per il 34% agevolazioni alla mobilità per i propri dipendenti, a  fronte di costi maggiori solo il 29% dice di aver ottenuto risparmi. Quindi più marketing,  pochi risparmi.

Il campione della Survey “La Grande Corsa” sulla mobility

Tra gennaio e febbraio la redazione di “Fleet Magazine” ha coinvolto un campione di 103  aziende di diverse dimensioni nel questionario della survey “La Grande Corsa”. La  somministrazione delle domande è avvenuta attraverso la metodologia CATI (Computer  Assisted Telephone Interviewing), tramite interviste telefoniche con i Fleet Manager.  Tra le imprese interpellate hanno partecipato anche le 40 grandi aziende che fanno parte  dell’Osservatorio Top Thousand, In totale le aziende intervistate gestiscono un parco auto di  133.466 veicoli, di cui 103.583 a noleggio (il 78% della mobilità di utilizzo). L’Osservatorio Top Thousand rappresenta diversi settori merceologici: agricoltura,  assicurazioni, banche e servizi finanziari, commercio, consulenza, edilizia, energia, enti  pubblici, farmaceutica, food&beverage, GDO, industria, informatica, internet company,  logistica, media, moda, progettazione, telefonia e trasporti.