Lo stop UE al 2035: non siamo sudditi, il premier difenda l’industria italiana

“Carbon Value” (OMR Brasil): finalista del Prêmio Automotive Business

dì Marco Bonometti, presidente e amministratore delegato di OMR

Sullo stop al 2035 ai motori endotermici, deciso dall’UE, io pensavo che dopo la presa di posizione del Governo italiano si potesse arrivare a un compromesso, ma la votazione evidenzia la spaccatura del Parlamento europeo.

Quello che più mi rammarica è che una parte degli europarlamentari italiani abbiano votato a favore. PD e M5s hanno approvato questo ulteriore tassello contro l’industria europea dell’auto. La musica è cambiata: il presidente del Consiglio si è fatta sentire in Europa, dove noi non dobbiamo essere sudditi, ma difendere gli interessi nazionali, che sono anche interessi europei.

Contiamo molto su questo Governo. Se l’Italia, che è comunque il secondo Paese più industrializzato d’Europa, si fa vedere compatta, voglio vedere cosa fanno Germania e Francia… l’industria italiana è indispensabile per la crescita e lo sviluppo dell’Europa, quindi io penso che la clausola di riduzione al 2026 porti a ripensare le tempistiche e le modalità dello stop ai motori endotermici al 2035.

Il mio appello al Governo è essere cosciente della forza industriale della manifattura italiana. Meloni deve avere la forza dell’industria italiana che è leader mondiale. Se deve difendere un patrimonio, deve difendere quello dell’industria italiana.

L’auto elettrica in Germania: forte crisi in vista

 

Uno studio del Center of Automotive Research (Car), diretto da Ferdinand Dudenhöffer, sostiene che le vendite di auto elettriche in Germania potrebbero crollare entro il 2024, arrivando a quella data a sole 362.000 immatricolazioni (a fine 2022 dovrebbero essere 720.000) con una quota di mercato che si dimezzerebbe dall’attuale 27,8% al 14%.

Alla base di questa ipotesi – che comprometterebbe non solo il cammino verso la transizione della mobilità, ma anche la redditività dei costruttori più impegnati nel settore BEV – vi sono secondo il Center of Automotive Research lo stop delle sovvenzioni statali e gli attuali alti prezzi dell’energia elettrica, due ragioni che secondo Dudenhöffer stanno rendendo sempre meno allettante per i clienti tedeschi il passaggio alla tecnologia a emissioni zero. I primi effetti – secondo lo studio del Car – si avranno già nel 2023 quando verranno vendute 484.000 auto elettriche, pari a una quota di mercato del 21,3%.

Secondo le linee guida del Governo federale, gli ibridi plug-in non saranno più finanziati dal prossimo anno,  mentre per i modelli a batteria completamente elettrici, gli incentivi per l’innovazione in una fascia compresa tra 4.500 e 6.750 euro contro la precedente tra 7.500 a 9.000 euro a seconda del prezzo di listino netto. Inoltre, rispetto all’inizio del 2022 i prezzi dell’elettricità sono quasi triplicati e i costi di produzione delle batterie sono egualmente aumentati.

Per Dudenhöffer occorre che il Governo prolunghi il premio statale per l’innovazione più a lungo di quanto precedentemente previsto. Almeno fino a tutto il 2025, quando cioè le capacità di produzione di batterie agli ioni di litio in Europa saranno aumentate, le economie di scala nella produzione di auto elettriche avranno un effetto concreto sui listini e i prezzi dell’elettricità potrebbero essere diminuiti.