Lamborghini Esperienza Neve: tra i ghiacci di Livigno (pensando anche alla sostenibilità)

di Luca Talotta 

 

È stata un’esperienza entusiasmante, che niente avrebbe a che vedere con il “freddo” se non per le condizioni climatiche. L’edizione 2023 di Lamborghini Esperienza Neve ha segnato un altro passo importante nel percorso dell’azienda di Sant’Agata Bolognese; in quel di Livigno, punto alto dell’Italia nell’estrema provincia di Sondrio, a due passi dalla Svizzera, si sono ritrovati giornalisti e clienti di Lamborghini per una tre giorni elettrizzante, fatta di drifting, rombi di motore ma, anche, tanta sostenibilità.

La tre giorni

 

La nostra base operativa è stata l’Hotel Lac Salin, dal quale ci siamo mossi per quella che è stata, a tutti gli effetti, la nostra casa per tre giorni: il Ghiacciodromo di Livigno. Un circuito innevato, con lo splendido panorama delle montagne chiavennasche da contorno, che ci ha fatto sembrare tutti dei novelli Gianluigi Galli, noto come Gigi, pilota di rally italiano originario proprio di Livigno. Che su questa pista ha creato la sua storia, la sua carriera, divenendo leggenda di un territorio capace di sfornare diversi campioni in diverse discipline sportive (pensate, banalmente, a Giorgio Rocca nello sci alpino).

Tra cibo e motori

 

Pausa pranzo all’Agriturismo La Tresenda (consiglio vivamente di farci un giro se vi piace gustare cibo locale), poi nuovamente in pista per guidare la nuova Lamborghini Urus, ma anche la Lamborghini Huracàn. Che avessimo in mano una vettura da due o quattro ruote motrici poco importava, l’essenziale era divertirsi al fianco degli istruttori della squadra Lamborghini Corse (io, personalmente, ho avuto il piacere di essere assistito da Milos Pavlovic, un grande).

La sostenibilità per il Toro

 

Ma c’è di più, perché se è vero che a Livigno giornalisti e clienti Lamborghini hanno potuto provare le vetture a disposizione (è arrivata gente da Germania, Olanda, Hong Kong e altri Paesi), è altrettanto vero che il tema della sostenibilità è sempre al centro del progetto Lamborghini. Azienda che, ricordiamolo, a fine marzo presenterà la sua prima supercar dotata di un powertrain ibrido Plug-in, la Lamborghini Aventador; e che elettrificherà l’intera gamma entro la fine del 2024.

 

Stellantis e “Freedom of Mobility Forum”: il 29 marzo primo appuntamento

Stellantis: l'impegno per l'Italia continua con passione e responsabilità

Foto: Carlos Tavares, ad di Stellantis e promotore dell’iniziativa

Il Freedom of Mobility Forum, lanciato da Stellantis e gestito da Wavestone in qualità di terza parte indipendente, ha annunciato i nominativi dei sette membri del suo Comitato consultivo,  gruppo eterogeneo, multiculturale e interdisciplinare di soggetti provenienti da varie regioni del mondo. I suoi membri, spiega una nota, sono stati invitati a partecipare sulla base del loro alto livello di competenza, dei risultati conseguiti e dell’impegno a favore di approcci costruttivi e basati sui fatti con un obiettivo chiave: promuovere un dibattito aperto su temi legati al cambiamento climatico e alla mobilità in vari contesti culturali.

Fanno parte del Comitato consultivo del Freedom of Mobility Forum, tra gli altri, Carlos Tavares, ad di Stellantis, Massimo Ciuffini, Head of Mobility, Foundation for Sustainable Development, Sobel Aziz Ngom, Giovani Co-founder and Executive Director, Consortium Jeunesse Sénégal (Cjs) Global Leadership Council of Generation Unlimited.

Il ruolo del Comitato consultivo consiste principalmente nel proporre un quadro strategico generale per rendere il Freedom of Mobility Forum un punto di riferimento a livello globale, scegliere il tema dell’anno, un problema legato a un aspetto chiave della libertà di mobilità in un mondo decarbonizzato e identificare i leader di pensiero ed esperti influenti che partecipino in qualità di relatori. La prima edizione del dibattito pubblico Freedom of Mobility Forum è programmata per il 29 marzo con un incontro online.

Sostenibilità, trasporto e automotive: preoccupano i tanti oneri

di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio

Siamo preoccupati da come la sostenibilità viene intesa in alcuni dossier europei quali l’applicazione del meccanismo di contrattazione delle emissioni e la proposta di revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici.

Il settore del trasporto e dell’automotive è già eccessivamente gravato da oneri, in Italia, che limitano la capacità competitiva delle imprese nazionali e che occorrerebbe ridurre, certo non aumentare.