Telepass: più sicurezza preventiva alla guida

Telepass, società leader in Italia per i servizi di mobilità integrata e sostenibile basati su App, e Neocogita, azienda italiana specializzata in prodotti e servizi di neuroscienze e wellbeing, siglano un accordo per la distribuzione in Italia a tutti i clienti Telepass di Anura, la soluzione tecnologica, realizzata da NuraLogix Corporation, che permette di misurare alcuni parametri vitali e lo stato di benessere generale attraverso un video-selfie.

 

Un’intesa che consentirà di espandere l’ecosistema dei servizi offerti da Telepass alla sfera della sicurezza preventiva e permetterà agli oltre 7 milioni di clienti Telepass di avvalersi, gratuitamente e su richiesta, di una serie di misurazioni dei propri parametri vitali che consentono di avere una valutazione del benessere generale. Su richiesta degli utenti, la tecnologia Transdermal Optical Imaging-TOI permetterà di misurare e monitorare alcuni parametri vitali attraverso la scansione del viso. La tecnologia utilizzata, brevettata e contactless, utilizza infatti dei sensori di imaging ottico che catturano la luce riflessa dal volto di una persona e la analizza per rilevare variazioni nel flusso sanguigno facciale. L’utente che sceglierà di utilizzare questa funzionalità potrà attivare la fotocamera del proprio smartphone e vedrà i risultati della misurazione in soli 30 secondi.

 

Un sistema semplice, rapido e sicuro per monitorare i principali parametri vitali, come battito cardiaco e pressione. Si chiamerà driver check, ed è stato definito espressamente per Telepass, in esclusiva, con lo scopo di rilevare quei “segnali” che possono incidere sulla sicurezza in mobilità, con particolare riferimento alla guida. Telepass si configura come il primo partner in Italia che utilizzerà la tecnologia TOI in questo ambito, riaffermando il ruolo centrale che l’innovazione e l’attenzione ai clienti hanno nelle strategie aziendali per avere un impatto positivo sui numerosi aspetti della vita delle persone.

Automotive: i risvolti della tempesta perfetta

AlixPartners rafforza il team Automotive: Di Loreto è Partner & Managing Director

di Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, responsabile della practice Automotive & Mobility

Con una media di circa l’8,5% di utile operativo annuo, le Case automobilistiche hanno negli ultimi tempi registrato utili a livelli record. Sulla scia della scarsità di materiali dovuta al Covid-19 e della successiva carenza di semiconduttori, le aziende si sono concentrate su modelli di qualità superiore e su canali a margine più elevato, spingendo su prezzi più alti. Per molti produttori l’attenzione è ora rivolta alla riconversione verso la mobilità elettrica e ai progressi verso la neutralità climatica.

L’ordine del giorno è ottenere un aumento significativo della resilienza del proprio modello industriale, anche se può sembrare paradossale in tempi di margini record. In sintesi, la parola d’ordine è diventare più flessibili per poter gestire meglio i cambiamenti futuri. E questo richiede rigorosi programmi di efficienza e trasformazione, oltre a miglioramenti strutturali. Il possibile cambio dei modelli distributivi (da concessione ad agenzia) va interpretato anche in questo contesto.

Dall’altro lato del settore, invece, da due anni i componentisti / fornitori stanno invece lottando con una redditività in calo. Nei primi tre trimestri del 2022, il margine EBIT, cioè l’utile operativo, medio è sceso a circa il 4,5%. Fino allo scoppio della pandemia, questo margine era sempre stato compreso tra il 5 e l’8%, da 1 a 2 punti percentuali al di sopra del margine dei produttori. Le uniche eccezioni sono state gli anni della crisi finanziaria del 2008 e del 2009.

Oltre alle conseguenze della pandemia, molti fornitori del settore automobilistico stanno soffrendo per l’interruzione delle catene di fornitura, la carenza strutturale di semiconduttori e il forte aumento dei costi dei materiali e dell’energia, soprattutto a causa del contesto geopolitico europeo. Alcune aziende stanno già lavorando a programmi di efficientamento e trasformazione di vasta portata.

Ma molte imprese devono ancora recuperare, anche perché i fornitori non possono ribaltare sui propri clienti (le Case) il 100% degli incrementi. In questo senso, la dimensione conta, e i componentisti italiani hanno una scala dimensionale inferiore a quella dei grandi componentisti stranieri.