ASCONAUTO: il nostro progetto, caso esemplare in Europa

AsConAuto nel 2023: ricavi per 1 miliardo, missione compiuta. In anticipo

 

di Roberto Scarabel, presidente di ASCONAUTO

Il risultato economico davvero ragguardevole in un anno per noi operatori  così difficile e irto di nuovi ostacoli (848 milioni di euro per i Consorzi aderenti ad ASCONAUTO: + 16,34%  sui risultati economici dell’anno precedente) ci conforta nello sviluppo futuro in positivo del  nostro progetto, diventato un caso esemplare anche in Europa.

I concessionari sono imprenditori e investono nel loro business per ottenere risultati economici. E, se hanno investito in AsConAuto e sono attivi nella nostra rete,  lo hanno fatto con la medesima finalità. Negli oltre vent’anni di lavoro quotidiano in comune nel nostro Consiglio direttivo, si è consolidata la consapevolezza che la collaborazione tra noi è cardine di tutta l’attività. Il presidio di forte radicamento sul territorio e la qualità professionale garantita ed espressa dalle nostre squadre possono metterci in grado di affrontare con fiducia le nuove sfide del mercato globale.

Il nostro è un mercato nel quale è difficile affrontare la transizione: la clientela ha meno disponibilità economica per cambiare l’auto anche a causa dell’inflazione, del conseguente caro vita e del clima di incertezze collegato alla guerra in Ucraina. Senza considerare che oggi le auto costano di più, soprattutto quelle elettriche: gli sconti sono diminuiti per mancanza di prodotto.

La clientela italiana, di necessità, fa ricorso alla manutenzione dell’auto e l’offerta del ricambio originale è sempre più apprezzata per sicurezza e garanzie proposte. La nostra  presenza  professionale, diffusa capillarmente  sul territorio, resta una  formula vincente presso la clientela soprattutto tramite i supporti innovativi messi a punto costantemente e grazie alle strumentazioni tecnologiche.

Le innovazioni fornite in oltre vent’anni dal nostro sistema a un numero crescente  di autoriparatori presenti sull’area geografica di riferimento, confermano un consolidato legame di fidelizzazione: un patrimonio di reputazione  e di affidabilità professionale, che ci conforta nell’operare e produrre risultati crescenti. E i risultati economici ottenuti sono incoraggianti.

BYmyCAR MIlano: Bmw i7 il dono per il primo compleanno

di Roberta Pasero

Performance elettrica e intrattenimento multisensoriale, giochi di luce Great Entrance Moments, atmosfera da lounge e Theatre Screen da 31,3” che trasforma i sedili posteriori in un cinema. È Bmw i7, l’ammiraglia elettrica da oltre 600 km in mood elettrico, che si svela e si fa anche in 3 a Milano con un’installazione, qui in una mia foto, alla festa per il primo compleanno e qualcosa in più di BYmyCAR Milano, ovvero tutte le concessionarie Bmw milanesi, fiore all’occhiello del gruppo francese con 110 concessionarie dislocate anche in Svizzera e in Spagna, 3mila dipendenti, 80mila auto vendute e un fatturato superiore ai 2.2 miliardi di euro.

Un’occasione per scoprire la visione del presente e soprattutto del futuro della rete di vendita di Carlos Gomes, CEeo e azionista di BYmayCAR, soprattutto in quest’epoca di transizione. “L’auto elettrica? È come un figlio. Va accudita, seguita e bisogna occuparsi di lei, assecondando le sue esigenze”.

Disruption Index di AlixPartners: cosa prevedono i big della Case auto

di Pierluigi Bonora

In un mondo ormai investito da continui e profondi cambiamenti, il 98% dei top manager delle grandi aziende a livello globale sostiene che dovrà rinnovare completamente il proprio business model entro i prossimi tre anni, e il 31% lo sta già facendo. Se l’85% trova sempre più difficile sapere da dove cominciare, il 75% teme che la propria impresa non si stia adattando abbastanza rapidamente, e il 56% afferma che i progressi tecnologici si susseguono a un ritmo tale che la propria organizzazione non riesce a tenere il passo.

È quanto emerge dalla quarta edizione dell’AlixPartners Disruption Index, un’indagine realizzata annualmente dalla società di consulenza globale, che nel 2022 ha intervistato 3.000 Ceo e dirigenti senior di 9 Paesi (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Svizzera, Cina, Giappone) per identificare l’impatto della disruption sulle loro organizzazioni.

Per “disruption”, AlixPartners intende le forze che muovono imprese, mercati, reti di valore e modelli operativi come risultato dei cambiamenti economici, sociali, regolamentari, tecnologici, ambientali e politici in atto a livello mondiale. Ma entriamo nei dettagli con Dario Duse, Country leader Italia di AlixPartners.

Next to the Truckers: l’importanza (social) del trasporto pesante

Chi lo dice che il trasporto pesante non è cool, di moda, smart? E chi lo dice che è un settore che non interessa? Noi no di certo, anzi. Tanto è vero che Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive e direttore di ACI Radio, sarà ospite di «Next to the Truckers», trasmissione punto di riferimento quando si parla di trasporti pesanti, veicoli commerciali e affini. Che, a loro volta, sono attraenti, soprattutto perché si tratta di un mercato che rappresenta una fetta importante del comparto automotive. 

 

Next to the Truckers, #FORUMAutoMotive c’è 

 

Dunque tutti sintonizzati sabato 28 gennaio su Forbes TV e Campione Sport per assistere a «Next to the truckers»; lì dove si parlerà di transizione energetica e automotive in senso lato. Perché sì, la transizione energetica coinvolge anche loro, i camionisti, i commercianti e tutti coloro che lavorano su due, quattro o anche più ruote. L’appuntamento sarà alle 23:30: per guardare Forbes TV sarà sufficiente collegarsi ai canali 261 del digitale terrestre, 511 di Sky e 61 di Tivùsat); dalle 23, invece, tutti sintonizzati su Campione Sport (canale 61 del digitale terrestre in tutta Italia). Assieme a Pierluigi Bonora ci saranno anche Marco Buraglio, direttore di Ford veicoli commerciali; e Paolo Pizzocaro, direttore di Transpotec Logitec Fiera Milano. La conduzione sarà affidata a Paolo Cafieri. 

Idrogeno e biometano: per un futuro “carbon neutral”

 

di Stefano Venier, amministratore delegato di Snam

Il 2022 è stato un anno di svolta per il sistema energetico globale. In uno scenario di incertezza e volatilità estrema, Snam è stata in grado di garantire il massimo supporto per far fronte all’emergenza, costruendo i presupposti per le azioni necessarie alla gestione del prossimo futuro. Nell’arco di piano 2022-2026 aumenteremo gli investimenti in maniera significativa rispetto al passato, al fine di rafforzare le nostre infrastrutture e contribuire alla maggiore sicurezza energetica del Paese per i prossimi anni e per l’orizzonte più lontano.

In parallelo, continueremo a lavorare per un futuro carbon neutral, puntando sulle molecole verdi: idrogeno e biometano accompagneranno il nostro cammino verso la neutralità carbonica così come le iniziative per la decarbonizzazione dei consumi finali, e a loro abbiamo destinato un miliardo di euro al 2026.

Nello stesso orizzonte temporale, malgrado uno scenario ancora instabile, prevediamo una crescita rilevante dei principali indicatori economici che potrà realizzarsi senza intaccare la nostra solidità finanziaria con l’obiettivo di costruire un sistema energetico più sostenibile, resiliente e duraturo.