Padova saluta “Auto e Moto d’Epoca”: dal 2023 a BolognaFiere

Foto: Mario Carlo Baccaglini, organizzatore da più di 30 anni dell’esposizione

 

Dal prossimo anno il Salone classic Auto e Moto d’Epoca, rinomata mostra mercato europea del settore (dal 20 al 23 ottobre prossimi per l’ultima volta in Fiera a Padova), si trasferirà a Bologna. Nel luglio scorso Padova Hall, la società che controlla Fiera di Padova, ha ceduto la manifestazione a BolognaFiere: così a ottobre 2023 la 40a edizione del Salone si svolgerà sotto le Due Torri.

 

“Siamo impegnati per realizzare al meglio, insieme a BolognaFiere e a tutto il territorio, un grande evento che ogni anno chiama a raccolta migliaia di appassionati da tutto il mondo. Qui può sicuramente trovare un contesto fortemente identitario, ricco di storia, cultura, genialità, intelligenza delle mani”, ha commentato Vincenzo Colla, assessore emiliano-romagnolo allo Sviluppo economico e Lavoro, che ha incontrato Mario Carlo Baccaglini, amministratore delegato di Intermeeting Srl e organizzatore da più di 30 anni dell’esposizione.

 

“Questa è la terra della grande passione per i motori – prosegue Colla – dove la filiera dell’automotive rappresenta un’eccellenza assoluta grazie a competenze uniche al mondo e l’obiettivo è fare di questo Salone la più grande fiera mondiale dell’auto di ieri-oggi-domani, consapevoli che non c’è innovazione senza storia”.

Automotive: mai mancato il sostegno al sistema produttivo

di Gilberto Pichetto, viceministro uscente allo Sviluppo economico

 

Come Mise e come Governo abbiamo in questi mesi preso l’impegno di favorire scelte compatibili con gli interessi del secondo paese manifatturiero europeo, quale è l’Italia, ispirandoci ai principi della neutralità tecnologica e della sostenibilità industriale per evitare che i costi della transizione ecologica non ricadano su consumatori, famiglie e imprese.

 

E’ con questo obiettivo che abbiamo lavorato per costruire un progetto di politica industriale a sostegno del settore attraverso un mosaico di provvedimenti come i contratti di sviluppo da integrare con strumenti per la salvaguardia occupazionale e sociale, prevedendo al contempo la ri-professionalizzazione delle maestranze durante le fasi di transizione industriale e la loro formazione continua sulle future tecnologie.

 

Un risultato tangibile in questa direzione è dato dalla piena operatività degli interventi agevolativi a favore della riconversione e dello sviluppo della filiera automotive in Italia con la pubblicazione dei decreti Mise che consentono alle imprese di richiedere le agevolazioni per un totale di 750 milioni di euro, di cui 525 milioni per i Contratti di sviluppo e 225 milioni per gli Accordi per l’Innovazione.

Nel corso del mandato al Mise non è mai mancato il supporto al cuore produttivo del Paese: in questo momento, nell’attuale dibattito sullo stop alla vendita di auto endotermiche dal 2035 abbiamo la responsabilità di continuare a sostenere tutte le aziende italiane impegnate nel percorso di riconversione. Su questo fronte dobbiamo essere pronti a vincere la sfida nel rendere l’Italia più sicura, più moderna e più innovativa.