di Roberta Pasero
Ferrari Driver Academy: si entra nel vivo
Entra nel vivo lo Scouting programme della Ferrari Driver Academy (FDA): stanno infatti per prendere il via due eventi di selezione che definiranno alcuni dei partecipanti alle FDA Scouting World Finals che si svolgeranno a Maranello nel mese di ottobre e vedranno i giovani più promettenti confrontarsi in pista e in una serie di attività off-track con l’obiettivo di assicurarsi un posto all’interno del programma Ferrari a loro riservato. Fin dal 2020 FDA ha potenziato la propria rete di ricerca e selezione a livello mondiale: l’Academy di Maranello ha infatti deciso – unica nel panorama del motorsport – di avvalersi del contributo di scouting partner locali per essere certa di poter sempre contare sui giovani migliori, ovunque essi si trovino nel mondo.
Nei giorni scorsi è giunto al termine a Fiorano il secondo Scouting Camp stagionale organizzato in collaborazione con ACI Sport. In questo evento – così come in quello andato in scena lo scorso luglio – quattro giovani si sono cimentati al volante di una monoposto di Formula 4 equipaggiata con gomme Pirelli sulla storica pista di proprietà della Ferrari. Nel corso dei due camp sono dunque stati valutati quattro italiani suggeriti da ACI Sport e altrettanti talenti scelti da FDA in collaborazione con lo scouting partner nell’ambito del karting, la storica Tony Kart.
Transizione produttiva: sia una priorità del nuovo Governo
Foto: Il passaggio del testimone tra Massimo Pellegrino (a sinistra) e Paolo Vasone, che ha ricoperto il ruolo in ANFIA
di Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA
La chiusura positiva del primo semestre 2022 fa seguito a un 2021 già in crescita, che aveva recuperato e superato i livelli del 2019 dopo le difficoltà innescate dalla pandemia nel 2020. Essendo l’Aftermarket un comparto anticiclico, le buone performance della prima metà dell’anno in corso si ricollegano anche all’andamento invece negativo del mercato italiano delle auto nuove, che ha chiuso il primo semestre a -22,7%, risultando in flessione da 12 mesi consecutivi, con un conseguente incremento della domanda di manutenzione e riparazione per le auto usate.
Lo scoppio della guerra in Ucraina, del resto, ha reso più difficile l’attività sia dei produttori di componenti, sia dei costruttori di autoveicoli in tutta Europa, dove la filiera automotive è fortemente interconnessa. Alla già esistente crisi delle materie prime e di reperibilità di alcuni componenti, si sono aggiunti ulteriori disagi nella logistica e nelle forniture.
Inoltre, negli ultimi mesi, il progressivo aumento dei costi dei carburanti ha determinato un aumento dei costi di trasporto – alimentato anche dalla carenza di camionisti, con migliaia di autisti ucraini ritornati in patria per combattere nel conflitto – mentre i rincari delle materie prime e dell’energia hanno fatto lievitare i costi di produzione, con un incremento di alcuni miliardi di euro all’anno per le aziende della filiera produttiva. E’ probabile che, nel secondo semestre 2022, anche il mercato dei ricambi auto accusi gli effetti del tasso inflattivo in rialzo, destinato a incidere sulle capacità di spesa degli italiani.
In questo sfidante scenario, il must per la nostra filiera rimane approcciare il mercato della nuova mobilità attraverso la formazione e la digitalizzazione – su cui fare investimenti strutturali – ma anche attraverso nuovi strumenti di diagnosi e, più nello specifico, avvicinandosi al mondo dei sistemi di ricarica elettrica e di gestione delle batterie. Bisogna che le aziende si aprano ad un nuovo modo di fare Aftermarket.
Per l’Aftermarket e per l’intero settore automotive è infine fondamentale che il prossimo Governo abbia ben presenti le priorità di intervento su cui concentrarsi: politiche industriali per la transizione produttiva, misure a sostegno del mercato e dello sviluppo infrastrutturale.
ANFIA: import ed export automotive nei primi 6 mesi
Nei primi sei mesi del 2022, rende noto ANFIA nel consueto aggiornamento, l’import di autoveicoli nuovi in valore verso l’Italia risulta in calo (-13% rispetto allo stesso periodo del 2021), a causa del calo delle importazioni di nuove autovetture (-10,2%) e del più marcato calo nel comparto dei veicoli industriali, che registrano una flessione del 30%. L’export in valore risulta in aumento rispetto a quello del primo semestre 2021, +5,4%, sia per le autovetture esportate (+6,1%), che per i veicoli industriali (+3,6%).
Il saldo è negativo (circa 4,2 miliardi di euro) per le autovetture, ma positivo per i veicoli industriali (+1,1 miliardo di euro). Mentre l’import di autoveicoli ha origine quasi totalmente da paesi europei (il 91,9% del valore totale importato), l’export con destinazione Europa rappresenta, nel primo semestre del 2022, il 62,5% del totale. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato di destinazione extra europeo (18,5%), seguiti da Cina (4,8%) e Giappone (4,2%).
Per quanto riguarda il comparto della componentistica, nel cumulato gennaio-giugno 2022, crescono sia l’import che l’export (rispettivamente +9,5% e +3,4%), con un saldo positivo di 2,65 miliardi di euro (era di oltre 3 miliardi nello stesso periodo del 2021). L’Europa rappresenta il 75,8% del valore dell’import ed il 77,1% del valore dell’export. Al di fuori del continente europeo, la prima macroarea di origine è l’Asia, da cui l’Italia importa il 17,6% di parti e componenti (in valore), mentre la prima macroarea di destinazione dell’export è il Nord America: 10,3% del totale. Autoveicoli nuovi e componenti, insieme, generano, da inizio anno, importazioni pari al 6,7% dell’export del totale dell’industria (8,3% al netto dell’energia) ed il 6,8% dell’import (7,1% al netto dell’energia).



