Elettrificazione e trasformazione industriale: per noi una grande opportunità

di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis – (dal “Corriere della Sera” del 4 agosto 2022)

 

Quando si cambiano le regole per le gare, all’inizio le squadre restano sorprese, non sono sempre d’accordo. A un certo punto però devono fare il reset, dalla tecnologia al design se vogliono restare competitive. E questo è quello che sta accadendo nel settore
automotive.

 

L’elettrificazione è la più grande trasformazione industriale degli ultimi anni, voluta dalla politica con la scadenza del 2035, votata dal Parlamento europeo e dunque dai cittadini. Credo che nel Dna del gruppo ci siano le capacità per trasformarla in una grande opportunità. Abbiamo la tecnologia, gli uomini, gli impianti e le capacità manifatturiere per arrivare al 2030 come una sola squadra.

 

In Europa siamo al secondo posto nelle vendite di auto elettriche con meno di 3.000 unità dietro a Volkswagen; posso dire che gli stiamo sul collo. Negli Stati Uniti siamo terzi nei veicoli a bassa emissione. Siamo in competizione per i migliori. Entro il 2030 il 70% dei nostri veicoli sarà elettrico, 100% delle nostre vendite in Europa. Non divideremo il gruppo come ha fatto Ford, creando una newco per il settore elettrico.

 

In Stellantis non c’è vecchio e nuovo da dividere, siamo un unico gruppo che va in un’unica direzione. Capisco le preoccupazioni, ma stiamo investendo 30 miliardi di euro in elettrificazione e software. All’inizio dell’anno prossimo faremo annunci del segmento B che è molto importante per l’Italia.

 

Cantieri, traffico e scarsa manutenzione: viaggio di Altroconsumo nei disservizi

L’estate prende campo e si intensificano così le occasioni per gli italiani di mettersi in viaggio. L’inchiesta sulla sicurezza stradale svolta da Altroconsumo ha raccolto la valutazione degli automobilisti riguardo alle strade che percorrono abitualmente. Dopo l’analisi sui comportamenti e abitudini dei cittadini alla guida pubblicata lo scorso marzo, sotto la lente in questo caso le condizioni delle strade urbane ed extraurbane, nonché delle autostrade del nostro Paese, che ogni giorno vengono percorse da milioni di persone. I guidatori hanno espresso il loro grado di soddisfazione sulle strade che percorrono in automobile. Gli aspetti che irritano maggiormente i rispondenti sono i ricorrenti lavori e il traffico presenti in autostrada, pessimo secondo gli automobilisti lo stato del manto stradale in città e nelle strade extraurbane.

 

Nel mese di maggio l’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha sanzionato Autostrade per l’Italia per non aver ridotto i pedaggi sulla rete, a fronte dei forti disagi: non si tratta della prima sanzione ad ASPI da parte dell’Autorità. A causa dei mancati interventi di manutenzione obbligatoria tra il 2009 e il 2018, Autostrade ha cercato di recuperare terreno in questi  ultimi due anni con l’apertura di nuovi cantieri, aumentando in parallelo i prezzi dei pedaggi. Il risultato è che i costi dei transiti autostradali sono aumentati del 28%.

 

Per questo motivo, già nel 2020 Altroconsumo ha provveduto a segnalare le gravi carenze nella manutenzione delle infrastrutture all’Antitrust, che poi nel 2021 ha imposto una sanzione da 5 milioni di euro ad Autostrade per i forti disagi causati alla viabilità. Dopo l’intervento dell’Autorità, l’Organizzazione ha deciso di avviare una class action nazionale per ottenere da Autostrade il risarcimento di parte dei pedaggi pagati dagli automobilisti negli ultimi 10 anni a fronte dei mancati investimenti, azione a cui hanno ad oggi preaderito 80.382 persone su “altroconsumo.it”.

 

Automobilisti infastiditi

Cantieri eterni e diffusi lungo la rete autostradale infastidiscono gli automobilisti, anche se lo scenario risulta essere a macchia di leopardo: le maggiori criticità emergono per le autostrade che collegano la Liguria (A10 Genova-Ventimiglia, A6 Torino-Savona, A7 Milano-Genova), e quelle che percorrono Sicilia e Calabria (A18 Messina-Catania, A19 Palermo-Catania, A2 Salerno-Reggio Calabria) per tutte voti insufficienti e inferiori alla media. L’inchiesta, inoltre evidenzia che diverse tratte della stessa autostrada possono essere molto differenti tra loro. Ad esempio, la A14 Adriatica riceve una valutazione sopra la media, ma per il tratto tra Ancona e Pescara che attraversa Marche e Abruzzo, il giudizio risulta meno positivo.

 

Manto stradale inadeguato

Più della metà degli intervistati (52%) è insoddisfatto delle strade della propria città, l’aspetto che genera più disagi è lo stato del manto stradale, giudicato inadeguato, con una valutazione media di 39 su 100. L’altro aspetto critico è la convivenza forzata con i diversi utenti della strada: oltre agli automobilisti, pedoni, ciclisti, mezzi pubblici. Infine, ulteriori criticità nei tratti urbani sono legate al traffico. Analizzando i risultati per area metropolitana, spiccano i giudizi molto bassi dei cittadini di Catania (36 su 100) e Roma (39 su 100), mentre la più gradita è Bologna (65 su 100), storicamente nota per avere una mobilità a misura d’uomo.

 

I giudizi peggiori sono rivolti alle strade provinciali e statali, il 54% si dice insoddisfatto, anche per le strade extraurbane l’aspetto più critico risulta la condizione del manto stradale, seguito dalla segnaletica insoddisfacente.

 

 

 

Patenti e sicurezza stradale: con il “DL Infrastrutture” motociclisti più preparati

Foto: Emilio Patella, segretario nazionale delle Autoscuole UNASCA

Patenti moto, con il “DL Infrastrutture-bis” nessuna scorciatoia per il passaggio dalla A1 alla A2 e da questa alla A e nemmeno nessun favore alle autoscuole. Con l’esame di guida già sostenuto, ci si può concentrare in autoscuola sulla preparazione alla sicurezza stradale, secondo gli obiettivi del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2021-2030, e di quelli europei di Agenda UE 2030 che fissa per quell’anno la riduzione del 50% delle vittime e dei feriti gravi da incidenti stradali e, infine, di “Vision Zero” al 2050. La conversione in legge di questo decreto ha presentato alcune novità per il Codice della Strada che spaziano dalla classificazione dei veicoli alla mobilità ciclabile, alle sagome dei veicoli, al corso di formazione, presso un’autoscuola, per i titolari di patente A1 che vogliano passare alla A2 o da questa alla A “senza il sostenimento di un esame di guida”. 

 

“La novità introdotta dal DL Infrastrutture bis che ha suscitato più clamore e confusione – dichiara Emilio Patella, segretario nazionale delle Autoscuole UNASCA – anche tra gli addetti ai lavori, è quella sul corso di formazione per il passaggio di patente dei motociclisti. Ci sono due elementi da tenere distinti. Il primo riguarda gli obiettivi che l’Italia e l’Europa si sono date per la sicurezza stradale. Il secondo riguarda la situazione del personale in servizio alla Motorizzazione civile, numericamente insufficiente per far fronte, da Nord a Sud, al conseguimento delle abilitazioni alla guida. Chi si occupa di sicurezza stradale e di formazione dei conducenti dovrebbe tenere presenti i dati Istat sugli incidenti stradali. Nel 2021, in Italia, ci sono stati 2.875 morti in incidenti stradali. Il dato è in aumento del 20 per cento rispetto all’anno precedente. Di questi, 695 erano motociclisti. Senza contare i 204.728 feriti, in aumento di oltre il 28 per cento rispetto al 2020 e ai 151.875 incidenti stradali”. 

 

È in questo contesto che si inserisce la decisione del Legislatore a favore di una “formazione adeguata”, che è una possibilità, non l’unica scelta percorribile per i motociclisti. La direttiva sulle patenti 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dal 20 dicembre 2006 dà la possibilità di approfondire e sviluppare maggiori capacità di condurre motocicli con il supporto di istruttori di scuola guida esperti.

 

“Definire la norma come un favore alle scuole guida, mostra superficialità. La formazione adeguata non sostituisce in toto, ma si presenta come alternativa all’esame di guida per la verifica delle capacità e dei comportamenti. L’allievo che intenderà conseguire la patente A2 o A con le attuali modalità, cioè con l’esame di guida, sarà libero di continuare a farlo”, aggiunge il Segretario nazionale delle autoscuole UNASCA Emilio Patella.

 

Infine, le tempistiche per la formazione adeguata. “L’attuazione della norma non partirà immediatamente. Inizierà appena il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili avrà individuato l’intero iter formativo ed amministrativo, che dovrà essere regolato da disposizioni ben precise. È difficile fare previsioni, ma sicuramente non entro il mese di agosto come molti hanno infondatamente annunciato. Infine, condizione indispensabile al rilascio della patente di guida con le nuove disposizioni, per quanto riguarda la categoria A2 o la categoria A, è che il candidato abbia acquisito un’esperienza di almeno due anni su un motociclo rientrante nella categoria A1 o nella categoria A2», conclude Patella.