Incentivi per i mezzi trainati: esauriti in pochi secondi, si faccia di più

Trasporto pesante: la politica se ne disinteressa

di Paolo Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali

 

Con i risultati del mese di giugno ancora in positivo, il comparto dei trainati sembrerebbe essere meno soggetto alla volatilità che ha contraddistinto sinora il settore, sebbene bisognerà attendere ancora i prossimi mesi affinché si possa definire un chiaro trend positivo per l’anno in corso. Ricordiamo che, in merito agli incentivi erogati dal MIMS come da Decreto Ministeriale n. 459/2021, che prevedevano 5 milioni di euro nel primo periodo di incentivazione per il rinnovo del parco dei trainati, i fondi sono andati esauriti in soli 4 secondi a fronte di richieste pari al 462,6% delle risorse stanziate.

 

Alla luce delle chiare e manifeste difficoltà nell’erogazione dei sostegni pubblici al settore dell’autotrasporto attraverso il meccanismo del “click day”, già più volte denunciate dall’intera filiera, UNRAE chiede interventi di semplificazione che rendano più accessibili i contributi anche per il comparto dei mezzi trainati.

 

Al fine di non vedere esclusa buona parte delle imprese che investono in nuovi veicoli, è auspicabile per il futuro una revisione della modalità di accesso ai contributi, così come un incremento dei fondi stanziati.

E-GAP e Autotorino: ricarica “on demand” a chi sceglie le auto con la spina

E-GAP e Autotorino annunciano di aver siglato un accordo per innovare e rendere più ‘”riendly” la e-mobility. Il primo servizio di ricarica rapida urbana, mobile e “on-demand” in Europa, attivo a Milano, Roma, Bologna e Torino, e il principale dealer italiano offrono infatti da ora servizi di ricarica elettrica “on demand” ai nuovi clienti di Autotorino che acquistano vetture full-electric o plug-in hybrid. Accessibilità, semplicità di fruizione e servizi su misura sono i princìpi ispiratori delle formule che Autotorino propone ed evolve quotidianamente in fatto di mobilità. In questa direzione, e per offrire un nuovo livello di servizi “on demand” per la e-mobility, prende forma ora questa partnership, che consentirà di “viaggiare elettrico” nella massima comodità e serenità.

Grazie alla flotta di van 100% elettrici, i clienti Autotorino ed E-GAP con una semplice prenotazione via App possono ricevere un rifornimento rapido e green di energia elettrica alla propria vettura, ovunque si trovino entro uno dei perimetri cittadini serviti da E-GAP. L’operatore raggiunge infatti il luogo preferito nella prenotazione, facendo risparmiare sia i tempi di percorrenza per il raggiungimento delle infrastrutture, sia quelli previsti per la ricarica.

“La transizione alla mobilità elettrica è un percorso che sta cambiando profondamente l’intero mondo automotive, e che sta progressivamente interessando automobilisti e consumatori”, commenta Mattia Vanini, partner & project manager di Gruppo Autotorino. “Crediamo che questa nuova partnership sia un’occasione per concorrere attivamente agli obiettivi del percorso di transizione; le formule di servizi mirati alla e-mobility infatti possono renderne facile e sostenibile l’accesso. La scelta di partner coerenti e specializzati come E-GAP ci permette di sostenere l’abbattimento delle emissioni locali grazie all’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili certificate, oltre a portare avanti la nostra mission di “Mobility Provider” con una visione più ampia che abbraccia il territorio che ci circonda, per tutelarlo e difendere il suo ambiente e le sue comunità”.

“Gli ambiziosi obiettivi europei di diffusione di auto elettriche nei prossimi anni possono essere pienamente raggiunti se, nella fase di scelta di acquisto della macchina, sapremo accompagnare e rassicurare il cliente in questa transizione, soddisfacendo tutte le esigenze di comodità del consumatore. Tutto questo grazie anche a tecnologia di ricarica sostenibili, flessibili e all’avanguardia come quelle di E-GAP”, ha dichiarato Francesco De Meo, Head of Marketing di E-GAP. “Abbiamo in tal senso deciso di mettere i nostri servizi innovativi a disposizione dei clienti di un grande dealer automotive come Autotorino, certi che possano essere un incentivo ulteriore ad acquistare le vetture della sua rete di concessionarie e in generale ad un graduale passaggio alla mobilità green nel nostro paese” ha concluso De Meo.

L’energia provvista attraverso questi servizi permette concretamente di abbattere l’impronta della propria mobilità, poiché proviene da fonti certificate 100% rinnovabili. Inoltre, ogni van ha una potenza di ricarica fino a 80 kW, per un’erogazione pari ad una colonnina di tipo “fast”.

“Firenze sotto le stelle”: CAMET celebra il Concorso d’Eleganza

Il CAMET di Firenze, nell’ambito delle proprie manifestazioni annuali, ha organizzato la decima edizione di “Firenze sotto le stelle” in memoria anche del past president Francesco Giubbi.  Un Concorso di Eleganza Emozionale per auto storiche e una cena sotto le stelle in uno dei luoghi più affascinanti di Firenze, il Piazzale Michelangelo, una splendida terrazza sulla città.

Concorso “emozionale” con Giuria popolare che è stata chiamata ad esprimersi non in base a caratteristiche tecniche, marca, rarità, restauro o palmares sportivo delle auto esposte ma sulle sensazioni e sull’emozione che la linea, il fascino della vettura ed altre considerazioni non codificabili potevano suscitare nell’osservatore.

 

Nell’intento di suscitare nei visitatori le emozioni più diverse, l’organizzazione ha selezionato le auto partecipanti spaziando dalla “FIAT Tipo Zero” del 1913 alla “Ferrari 550 Maranello” del 1996, dalla esclusiva “Cisitalia 202” alla popolare “Topolino giardinetta legno”, dalla FIAT 600, sfornata a Mirafiori in più 1000 vetture al giorno, allo sportivissimo modello unico del costruttore Vincenzo Marciano, la “ 268 A GT-1982 ”.

 

Le auto sono state divise in quattro categorie: GT Supercar, Coupé/ Berlinette, Cabriolet /Spider ed Utilitarie. Ai partecipanti è stato chiesto di esprimere la loro preferenza per ognuna di queste. Fuori concorso, erano esposte alcune micro-auto con l’antesignana “Isetta” confrontata con la modernissima versione elettrica “Microlino” e “Urbanina”, auto elettrica da città omologata per la circolazione e prodotta in piccola serie in una villa settecentesca in provincia di Pisa alla fine degli anni ’60

 

L’evento è poi proseguito con la cena nello storico ristorante “La Loggia” affacciato sul  Piazzale Michelangelo, dove Giuliano Bensi, presidente dal CAMET e presidente della Commissione Club ASI, ha accolto Alberto Scuro, presidente di ASI, che ha ricordato l’importanza di queste manifestazioni che avvicinano ancor più la popolazione alle auto storiche, ricordando quanto la loro conservazione e divulgazione sia importante come testimonianza della storia della cultura e del costume di un’epoca. Le Istituzioni erano presenti con diverse personalità fra cui: Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, il comune di Firenze con l’assessora Cecilia del Re. Entrambi hanno ricordato il legame del CAMET e di Francesco Giubbi alla città e le  tante iniziative che negli anni si sono svolte a favore della cittadinanza e dei meno fortunati.

 

Le quattro auto che hanno suscitato maggior “emozione” riscuotendo più voti nella loro categoria sono quindi sfilate nella passerella del ristorante “La Loggia”: per le utilitarie la Balilla 3 Marce (1933) di Umberto Violani, per le berlinette la Lancia Aurelia B20 GT (1957) di Stefano Ricci, per le spider-cabriolet la Lancia Augusta Cabriolet (1936) di Claudio Nannetti, per le supercar la Marciano 268 A GT (1982) di Vincenzo Marciano.

 

Il CAMET, fondato nel 1968, è una delle più antiche associazioni italiane di appassionati di antichi motori ed è stato uno dei primi club a federarsi ad ASI (Automotoclub Storico Italiano) dove molti suoi soci hanno ricoperto, negli anni, importanti cariche.

Filiera automotive: sviluppo tecnologico e di capitale umano per il rilancio

“Automotive Suppliers Survey 2022” è il titolo dell’esclusiva ricerca condotta da Deloitte con il contributo scientifico del Politecnico di Milano e il supporto dell’ANFIA, Associazione Nazionale della Filiera Italiana Automotive, che si pone l’obiettivo di delineare e approfondire il sentiment e la percezione delle imprese italiane di componentistica riguardo alle prospettive di ripresa e rilancio della filiera Automotive. “Dato l’effetto congiunto di eventi socio-economici imprevisti e dirompenti, che si aggiungono ai cambiamenti strutturali del mercato e alle trasformazioni radicali sotto il profilo tecnologico, le imprese della filiera sono chiamate a ripensare a fondo le proprie strategie e modelli di business, al fine di mantenere competitività in un contesto altamente mutevole”, afferma Franco Orsogna, Partner Deloitte Italia.

 

Sentiment di Settore

Le aziende rivelano un significativo ottimismo nella resilienza della filiera nazionale: quasi la metà (43%) si dichiara fiduciosa, rispetto a una netta minoranza (16%) che esprime invece un outlook negativo. Considerate fondamentali per il rilancio della filiera la capacità di sfruttare l’automazione e le nuove tecnologie di processo (67%) oltre alla capacità di integrare le nuove tecnologie con quelle esistenti (60%). Altrettanto centrale il ruolo delle istituzioni nazionali (MISE) e sovra-nazionali (Commissione UE), date le priorità di intervento identificate dal cluster come l’alleggerimento degli oneri fiscali (basilare per il 71%), seguito dal potenziamento degli incentivi all’adozione di tecnologie innovative (69%) e da una semplificazione burocratica che favorisca anche gli investimenti esteri in Italia (66%)

 

Nuove sfide in uno scenario in costante evoluzione

I molteplici shock dello scenario internazionale hanno amplificato i potenziali fattori di criticità, delineando un quadro destinato a diventare più complesso e interdipendente a livello sia globale sia cross-settoriale. “Le sfide sono molteplici e interconnesse, ma al tempo stesso l’industria automotive può sfruttare un’occasione di rilancio senza precedenti anche grazie ai fondi PNRR e NGEU. La filiera italiana è dunque chiamata riconquistare un ruolo da protagonista tramite un approccio strategico basato su una logica di stretta collaborazione fra i diversi player della value-chain e su una prospettiva di crescita di lungo periodo”, prosegue nell’analisi Orsogna.

 

La quasi totalità delle imprese (92%) concorda nel porre al primo posto fra le preoccupazioni l’aumento dei costi di produzione, ma in prospettiva futura risultano prioritarie anche le sfide della sostenibilità e dell’economia circolare (55%), l’aumento dei costi di trasporto e della logistica (50%). Sul fronte tecnologico preoccupa il passaggio verso un’elettrificazione completa del powertrain dei veicoli (64%), destinato a causare una progressiva contrazione dei volumi di vendita di componenti relativi ai tradizionali motori benzina/Diesel (57%). Infine, viene identificato il rischio derivante dalle dinamiche geopolitiche a livello globale che potrebbe nuovamente indurre misure restrittive e protezionistiche (66%). Anche la dinamica nazionale rende sensibile il settore a causa dell’incertezza potenziale del quadro politico-istituzionale (52%).

 

Le priorità gestionali delle imprese

Dalla survey emerge un’ampia eterogeneità di sfide e priorità gestionali: più della metà delle imprese (53%) include ben 7 categorie diverse, a conferma dell’elevata complessità e interconnessione delle variabili in gioco nel contesto di mercato. La sfida maggiormente citata fa riferimento allo sviluppo del capitale umano e di nuove competenze (77%), un aspetto che implica inevitabili investimenti e cambiamenti nella struttura organizzativa.

 

“Per affrontare con successo il cambiamento in atto, occorre dunque puntare sugli elementi distintivi e sui fattori di eccellenza del Made in Italy, a partire dallo sviluppo del capitale umano, del patrimonio di competenze e dei talenti. Inoltre, per mantenere competitività su mercati di scala globale, le imprese dovranno moltiplicare il proprio valore potenziale tramite nuove partnership e alleanze strategiche ad ampio raggio per mettere a fattor comune risorse e know-how ad alto valore aggiunto”, sostiene Orsogna. Le tensioni geopolitiche e la disruption delle supply-chain internazionali contribuiscono poi a posizionare al 2° posto tra le priorità gestionali l’aumento del costo di materiali, input e sub-componenti essenziali (70%), con un impatto diretto sui servizi logistici e sulle attività produttive.

 

Le strategie di investimento delle imprese

Coerentemente con la principale sfida gestionale, il primo ambito su cui le imprese stanno investendo risulta lo sviluppo del capitale umano attraverso l’acquisizione di nuove skill, competenze e know-how (86%), seguito immediatamente dalle attività di innovazione e R&D (84%)

Più di 7 imprese su 10 (72%) stanno inoltre investendo nel potenziamento tecnologico 4.0 dei propri asset e in attività di pianificazione strategica pluriennale che, a fronte delle continue evoluzioni del contesto esterno, consentano di mantenere una vision e un percorso di sviluppo coerente nel lungo periodo

 

Rilancio post-Covid

Nel complesso, dalle risposte raccolte emerge un significativo ottimismo sulle prospettive di rilancio post-Covid, come conferma l’evidenza che circa la metà delle imprese (49%) considera di trovarsi già in una “fase di rilancio” caratterizzata dal completo superamento della crisi pandemica e dall’attuazione di un piano strategico volto a rafforzare ulteriormente la capacità di resilienza futura. Ciò nonostante, il 51% delle imprese riconosce di non essere ancora riuscita a tornare pienamente ai livelli pre-Covid, di queste un terzo (33%) però dichiara di aver lasciato alle spalle la fase emergenziale. In generale, soltanto una quota molto marginale di intervistati prevede che i volumi di vendita (7%) e il fatturato (6%) non torneranno ai livelli pre-crisi prima del 2024.

 

Caliari: “I miei 12 anni in ANCMA”. E ora…

Saloni della moto: anche la Cina ha il suo EICMA

di Pierluigi Bonora

Pier Francesco Caliari, dopo 12 anni, lascia il ruolo di direttore generale di Confindustria ANCMA, l’Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori. Con trascorsi alla Comunicazione in Fiat (due volte), Juventus, Ducati e Goodyear, per Caliari ora potrebbero aprirsi nuove importanti esperienze. Ripercorriamo con lui i 12 anni trascorsi in ANCMA, i momenti del rilancio di EICMA, quello che è diventato il Salone mondiale della Moto, oltre ad affrontare la trasformazione in corso del mondo della mobilità: e qui le due ruote sono le vere protagoniste in tema di transizione energetica.

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