AsConAuto: Guidi non si ricandida (a malincuore) presidente

Riceviamo dall’ufficio stampa di AsConAuto e pubblichiamo

“Da una settimana il presidente Fabrizio Guidi è ricoverato in ospedale a seguito di seri problemi di salute. La situazione è fortunatamente sotto controllo e le condizioni del presidente sono stazionarie, ma necessitano di essere mantenute sotto stretta osservazione. Si preannuncia un periodo di convalescenza lungo che obbligherà il presidente Guidi a non poter ottemperare a tutti gli impegni e appuntamenti legati al suo ruolo. Per questo motivo, il presidente Guidi in vista delle prossime elezioni del Direttivo di AsConAuto, fissate per il 26 luglio prossimo, a malincuore annuncia che non si ricandiderà al ruolo di presidente di AsConAuto”.

Caro Fabrizio, innanzitutto pensa di guarire in fretta. Da parte mia e di #FORUMAutoMotive, di cui sei e sono sicuro sarai sempre uno dei nostri più fedeli amici, non posso che dirmi profondamente dispiaciuto per questo impedimento. Ma ti capisco.

Tengo solo a sottolineare che hai svolto il tuo mandato con grande professionalità, serietà e con ottimi risultati a livello di bilancio, e non è cosa di poco conto visto il periodo. AsConAuto, grazie a te e alla linea che hai dato, insieme al consiglio di amministrazione e ai soci, in questi anni ha fatto passi da gigante, dando forza e visibilità al mondo che rappresenta e uscendo incisivamente allo scoperto per esprimere le proprie opinioni in un momento di grande trasformazione del settore.

La tua battaglia a favore dei ricambi originali, l’Academy per la formazione di nuovi professionisti, il sociale, le tante iniziative organizzate: tutte cose che lasciano il segno e agevoleranno il compito di chi sarà eletto al vertice di AsConAuto.

Ti auguro una rapida guarigione, con la certezza di rivederti ancora agli appuntamenti di AsConAuto. Del resto, è la tua seconda famiglia.

Pierluigi

Investimenti e politiche industriali: nell’auto l’Italia è in grave ritardo

di Michele De Palma, segretario generale FIOM-CGIL

Come Fiom, insieme a Fim e Uilm e Federmeccanica, abbiamo condiviso un documento per rilanciare il settore e l’occupazione, chiedendo un tavolo urgente presso la Presidenza del Consiglio. È necessario un accordo di transizione con il ministero del Lavoro che affronti i temi degli ammortizzatori, della formazione e della riduzione di orario per realizzare il cambiamento delle produzioni e mantenere l’occupazione a partire dall’investimento in ricerca e sviluppo.

L’Italia ha un ritardo strutturale sul settore automotive che vive una fase di profonde trasformazioni per la transizione industriale verso produzioni elettriche e ibride. In questo momento negli stabilimenti di Stellantis e nelle aziende dell’indotto continuano a crescere le ore di cassa integrazione: sono state 67 milioni solo nel 2021. L’assenza di investimenti e di politiche industriali, rispetto a Germania e Francia, ha fatto perdere al nostro Paese volumi produttivi, passando da 2 milioni alla fine degli anni ’80 a 500mila veicoli prodotti nel 2021.

Negli ultimi due anni abbiamo perso 5mila addetti negli stabilimenti Stellantis con uscite incentivate, provocando un effetto domino nella componentistica. Occorre permettere nuovi investimenti, far crescere la dimensione d’impresa, reshoring delle attività e rilancio su produzione, motori semiconduttori, batterie e ICT.