Volvo Trucks: camion elettrici al via 

Volvo Trucks ha aperto ufficialmente il sistema di ordini per la sua gamma di veicoli elettrici pesanti: Volvo FH, Volvo FM e Volvo FMX. La produzione in serie inizierà in autunno e aumenterà gradualmente. Nelle prime fasi, i veicoli elettrici saranno prodotti nello stabilimento emissioni zero di Tuve, a Göteborg.

 

“Volvo Trucks raggiunge un traguardo importante. I clienti hanno manifestato un forte interesse a effettuare ordini per questi fantastici veicoli. Finora abbiamo proposto a clienti e partner di firmare principalmente lettere di intenti per l’acquisto, ma da questo momento inizieremo a siglare ordini definitivi, un passo fondamentale verso l’elettrificazione”, dichiara Roger Alm, presidente di Volvo Trucks.

 

Nel 2021 Volvo Trucks ha ricevuto ordini, comprese lettere di intenti per l’acquisto, per più di 1.100 veicoli elettrici pesanti in oltre 20 Paesi.

 

Le versioni elettriche dei veicoli per impieghi medi Volvo FE, Volvo FL e Volvo VNR sono già nella fase di produzione in serie. Attualmente, in Europa, i mercati più importanti per i camion elettrici Volvo sono Norvegia, Svezia e Germania. Nel 2021 Volvo Trucks si è dimostrata l’azienda leader sul mercato europeo dei veicoli elettrici pesanti, con una quota del 42%, e ricopre una posizione di spicco anche in America del Nord.

 

“La possibilità di offrire soluzioni di trasporto silenziose a zero emissioni di scarico sta diventando chiaramente un importante vantaggio competitivo”, commenta Roger Alm.

 

Con un totale di 6 diversi modelli elettrici in produzione quest’anno, Volvo Trucks offre la più vasta gamma elettrica a livello mondiale nel settore dei veicoli pesanti per varie tipologie di impiego, dalla distribuzione urbana alla gestione dei rifiuti, passando per la cantieristica e il trasporto merci regionale. L’obiettivo dell’azienda è raggiungere con l’elettrico la metà delle proprie vendite totali di veicoli entro il 2030.

Guida autonoma livello 3: Mercedes batte Tesla

Guardare un film o leggere un libro mentre si è in fila in autostrada: si potrà fare con il sistema «Drive Pilot» di Mercedes-Benz, commercializzato da metà maggio in Germania, che batte Tesla sul segmento competitivo della cosiddetta guida autonoma di «livello 3». Il sistema, che consente di staccare le mani dal volante e di distogliere lo sguardo dalla strada in determinate situazioni, sarà offerto agli acquirenti dei due modelli più costosi del marchio tedesco, la Classe S e la sua controparte elettrica EQS, per 5.000 e 7.430 euro più tasse rispettivamente.

 

«Drive Pilot, così come verrà venduto, però, può guidare il veicolo senza l’intervento umano solo in determinate situazioni: in caso di traffico intenso in autostrada, con una velocità massima di 60 km/h. Il dispositivo consente al conducente di controllare la posta elettronica, navigare su Internet o guardare un film sullo schermo centrale dell’auto. «I clienti possono rilassarsi o lavorare», ha sottolineato Mercedes-Benz in una nota.

 

Ma il pilota deve poter intervenire in ogni momento in meno di dieci secondi se il sistema glielo chiede. In caso contrario, l’auto si ferma automaticamente «in sicurezza». Per analizzare l’ambiente e decidere le manovre, EQS e Classe S si affidano a un gran numero di sensori, incluso un sistema LiDAR (laser range) del produttore di apparecchiature Valeo.

 

Dall’assistenza alla guida alle auto senza pilota, il grado di autonomia di un veicolo ha cinque livelli. In Tesla la guida autonoma attualmente commercializzata è di «livello 2» e richiede un guidatore attento in ogni momento, che supervisioni le operazioni del computer di bordo. L’azienda di Elon Musk, pioniere della mobilità elettrica e autonoma, è nel mirino delle critiche del regolatore americano, che la accusa di aver ignorato le sue raccomandazioni sul sistema di assistenza alla guida.

 

Mercedes-Benz aveva ottenuto lo scorso dicembre la prima omologazione mondiale per la commercializzazione di veicoli altamente autonomi conformi allo standard UN-R157, dove la legislazione locale lo autorizza. Dopo la Germania, il produttore afferma di voler ottenere «entro la fine dell’anno» l’autorizzazione per la commercializzazione di massa in California e Nevada. La Germania è un pioniere europeo nella guida autonoma: dal 2017 è autorizzata la guida di livello 3. Audi ha pensato di integrare questa tecnologia sulla sua ammiraglia, l’A8, prima di ritirarsi.

 

Alla fine del 2020 il Giappone è diventato il primo Paese al mondo ad omologare un sistema autonomo di livello 3 su strade pubbliche, integrato in una Honda Legend, commercializzata in serie limitata nella primavera del 2021. Stellantis prevede invece di implementare il suo primo sistema di livello 3 nel 2024, sviluppato con Bmw.