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Riflessione d’obbligo: è la fine dell’auto europea?!

L'obbligo UE dell'auto elettrica: peccato che mancavano tutti i presupposti

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
E se fosse proprio l’Europa a firmare la resa?! In queste ore gira una frase comoda, ma sbagliata: “l’UE ha eliminato i dazi del 35% sulle auto cinesi”.
La realtà è più sottile (e più grave) i dazi restano, ma l’Europa sta costruendo una porta laterale fatta di “prezzi minimi” e deroghe negoziate.

E qui sta il punto. Il problema non è la Cina. Il problema è un’Europa che troppo spesso non fa politica industriale ma fa solo iper-regolazione.
E quando la regolazione si scontra con la realtà, risponde con eccezioni, guide, compromessi.

L’auto europea non è un simbolo. È lavoro qualificato, filiera, ricerca, meccanica, logistica, competenze.
Se la indebolisci, non perdi “solo” quota di mercato: perdi pezzi di classe media e di sovranità produttiva.

La domanda che dobbiamo porci è semplice: l’Europa vuole ancora essere un continente che produce?
O piuttosto un continente che certifica, compensa e importa soltanto?

 

Foto da ufficio stampa Gruppo SMET