di Mario Verna, manager automotive
“Le politiche ambientali si sono trasformate in paradosso”. La CO2 europea solo un pretesto e i segnali di un blackout dell’industria sono più che un’impressione. L’auto è stato il paradigma nel quale si legge la miopia (o la cattiva fede) di chi ha dato carte nella Commissione negli ultimi anni. Così tutto giù: produzione, vendite, margini, futuro.
Il mercato auto italiano segna un “più”, ma non ci sono ragioni per essere euforici. I privati, il polso vero del sentimento d’acquisto, scende del 5,3%. Luna crescente per il Noleggio a Lungo Termine +26%, eppure… a fare la parte del leone sono le società Captive (+79,6%) … il sospetto che ci sia qualche anticipazione su contratti che ancora non ci sono è strisciante.E poi, quella storia della CO2 per km, che sì, insomma, non vuole proprio scendere: i privati fanno 119 g/km, la media 117 g/km. L’obiettivo per il 2025 sarebbe stato 93,6 g di CO2/km. Quindi multe in accumulo per un totale, a fine aprile, di 1.307 milioni di euro (fonte DataForce).
Intanto, il calo di margini e profitti per tutte le Case europee sono una miccia che brucia velocemente verso il botto. Che qualcuno abbia sbagliato qualche calcolo nel baccanale della sostenibilità è più che una certezza, che qualcuno continui a dire che è la strada giusta è da persona incompetente o in malafede.
