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Auto elettriche: Sud e compatte spingono il mercato italiano

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di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
 
L’interesse degli italiani verso l’elettrico è trasversale, non è relegato alle sole Regioni settentrionali, e potrebbe essere adeguatamente valorizzato con un’accurata pianificazione degli strumenti di sostegno alla domanda, senza cui rischiamo davvero di perdere contatto con gli altri grandi d’Europa.

L’Europa resta lontana, ma l’interesse degli italiani per questa tecnologia è sempre più evidente e merita attenzione. Ora bisogna accelerare sulle flotte aziendali. La lettura dei dati restituisce uno scenario in chiaroscuro, se da un lato, infatti, il ritardo dell’Italia nella diffusione dei veicoli elettrici resta estremamente preoccupante, specialmente in vista dell’esaurimento della spinta degli incentivi, dall’altro emergono spunti incoraggianti che meritano un approfondimento.

In particolare, sostenuto dagli incentivi e dalla crescente offerta di modelli, sta finalmente decollando il mercato delle auto elettriche mass market, decisivo in un Paese come il nostro, dominato dai segmenti A e B. Una categoria, quella delle elettriche entry level, al centro della strategia di rilancio dell’industria automotive proposta dalla Commissione Ue, che speriamo passi quanto prima dalle parole ai fatti, per preservare la competitività di una filiera centrale per l’Italia e per l’Europa.
Ecco, allora, la necessità della improcrastinabile revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, su cui c’è già ampia convergenza da parte di tutti gli stakeholder del comparto.
 

Foto da ufficio stampa Motus-E