di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
In riferimento ai risultati di ottobre in Italia è d’obbligo segnalare dapprima l’incertezza
legata all’attesa dell’apertura della piattaforma per la prenotazione degli incentivi
previsti dal MASE a cittadini e micro-imprese – poi avvenuta il giorno 22 . che ha
frenato la domanda di auto elettriche nella prima parte del mese e, in un secondo momento, la falsa partenza degli incentivi stessi.
legata all’attesa dell’apertura della piattaforma per la prenotazione degli incentivi
previsti dal MASE a cittadini e micro-imprese – poi avvenuta il giorno 22 . che ha
frenato la domanda di auto elettriche nella prima parte del mese e, in un secondo momento, la falsa partenza degli incentivi stessi.
Purtroppo, infatti, nonostante il tempo trascorso dall’annuncio all’effettiva fruibilità, non è stata predisposta una piattaforma robusta, che ha invece generato parecchia confusione soprattutto nei concessionari. Lavorando di concerto con le altre associazioni automotive, abbiamo quindi denunciato la situazione al Ministero e dopo un temporaneo blocco le funzionalità dello strumento sono state riattivate solo il 31 ottobre a metà giornata.
Guardando al mix delle alimentazioni, osserviamo, come già il mese scorso, il consolidamento della performance di vendita delle vetture a Gpl, che rappresentano il 9,6% dell’immatricolato nel mese e il 9,3% nel cumulato da inizio anno. Si tratta di
quote analoghe a quelle che ormai totalizzano le vetture Diesel (9,3% nel mese e 9,8% a
gennaio-ottobre 2025) da anni sfavorite da normative penalizzanti e politiche locali di
limitazione alla mobilità nei centri urbani.
Per contro, le auto elettrificate a vari livelli – dalle mild e full hybrid, alle PHEV e BEV – insieme rappresentano ormai stabilmente oltre la metà delle immatricolazioni mensili (58% a ottobre 2025). Un altro elemento degno di nota è il notevole incremento registrato dalle vendite di autovetture di marchi cinesi, pari al 7,9% nei primi dieci mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (4,6%).
È una tendenza che rischia, in prospettiva, di sovvertire completamente gli equilibri di mercato, a maggior ragione se quando i primi costruttori cinesi si insedieranno in UE, evitando così di essere sottoposti ai dazi e diventando ancora più competitivi sui prezzi di vendita, non avremo introdotto misure a protezione degli interessi dell’industria automotive italiana ed europea.
Foto da ufficio stampa ANFIA

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