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Il futuro di Tesla? Si chiama robotaxi

Il futuro di Tesla? Si chiama robotaxi

di Sam Korus, Director of Research – Autonomous Technology & Robotics di ARK Invest

 

In questa trimestrale molti attendevano notizie sul nuovo modello a basso costo di Tesla, ma a nostro avviso questo è solo un tema di breve termine. Il vero elemento chiave su cui focalizzarsi sono i robotaxi. Il lancio ad Austin è stato un successo: se ci fossero stati problemi seri, se ne sarebbe parlato ovunque, invece l’espansione è andata avanti senza scossoni.

 

Nel nostro scenario di lungo termine continuiamo a stimare per il 2029 un target price di 2.600 dollari. Il 90% di quel valore deriva proprio dal robotaxi. Pensiamo che questa sia la storia da seguire, nei prossimi mesi.

 

Riteniamo si tratti di un mercato che può crescere in modo incredibilmente rapido. Elon parla di milioni di veicoli già entro l’anno prossimo. È lecito chiedersi: c’è davvero domanda per scalare così in fretta? L’esempio di Waymo nell’area di San Francisco ci dice di sì: nonostante sia più costoso di Uber e Lyft, sta già iniziando a guadagnare quote di mercato.

 

Tesla, rispetto a Waymo, potrà offrire il servizio a un prezzo inferiore per diversi motivi: utilizza solo la visione artificiale, quindi i veicoli costano meno; ha una flotta adattabile, in grado di rispondere alla domanda di picco senza veicoli sottoutilizzati; ha una scala produttiva industriale e non deve negoziare con altri costruttori. Alla fine dei conti, un giorno le persone apriranno un’app e vedranno che possono andare da A a B spendendo meno. E lo faranno. Senza dimenticare che Tesla oggi può produrre circa 5.000 auto al giorno, il doppio dell’intera flotta Waymo.

 

Man mano che il sistema dimostra la propria sicurezza, i regolatori dovrebbero accoglierlo con favore, perché salva vite e migliora la qualità della vita urbana. E Tesla, dal punto di vista produttivo, è pronta. Se la tecnologia funziona, la scala non sarà un problema.

 

Si parla spesso del “gomito della curva” nelle adozioni esponenziali. È difficile individuare il punto preciso, ma penso che nei prossimi due anni questa dinamica inizierà davvero a fare la differenza. Il vero segnale arriverà quando Uber o Lyft dichiareranno di aver perso quote di mercato in una determinata area. E il motivo sarà uno solo: la crescita di un robotaxi operativo in quella zona.