di Davide Sperti, segretario generale UILM
Se non modificherà le normative sulla transizione all’elettrico per le auto e i veicoli commerciali, l’Unione europea si assumerà una pesantissima responsabilità verso i lavoratori e l’industria. Ora è il momento decisivo per agire poiché a novembre il Parlamento europeo dovrà esprimere la propria posizione sulla proposta di revisione della regolamentazione delle emissioni di auto e di veicoli commerciali leggeri.
Questa transizione è stata concepita male e attuata peggio: non tutela l’ambiente, ma colpisce industria e occupazione. A una logica riformista di incentivi e di gradualità si è preferita una logica illusoria e autolesionista, secondo cui basta apporre un divieto per raggiungere un obiettivo.
La transizione dovrebbe piuttosto essere graduale, commisurata ai progressi tecnologici e alle esigenze produttive, ispirata alla neutralità tecnologica e alla libertà di scelta. La stessa tecnologia alle batterie di litio non dovrebbe essere un feticcio, bensì andrebbe considerata come una tecnologia che presenta sia vantaggi sia limiti, che a sua volta un giorno sarà superata da altre.
Per questo, serve uno sforzo congiunto di imprese, sindacato e politica per ottenere in Europa una correzione delle regole sulla transizione e salvaguardare il patrimonio industriale e l’occupazione.
Foto da ufficio stampa UILM

