Mercato Italia: occorre una crescita strutturale della domanda

dal Centro Studi Promotor

 
Continua la fase positiva del mercato automobilistico italiano, che ad agosto centra il nono incremento mensile consecutivo. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed elaborati dal Centro Studi Promotor, ad agosto sono state registrate 69.411 nuove immatricolazioni, con una crescita del 3,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel bilancio cumulato da gennaio ad agosto 2026, il mercato raggiunge 1.129.596 unità, segnando un progresso dell’8,5% su base annua.

In parallelo con i volumi di vendita, si consolida anche la ripresa del sentiment della rete
dei concessionari. L’indice di fiducia degli operatori auto determinato dal Centro Studi
Promotor, sintetizzando i risultati della sua inchiesta congiunturale mensile, registra ad
agosto un ulteriore guadagno di 1,8 punti sul mese precedente. Si tratta del secondo aumento consecutivo dopo quello di luglio, a conferma di una ritrovata convergenza tra
l’andamento reale delle immatricolazioni e le percezioni degli operatori, interrompendo così il trend negativo che aveva caratterizzato la prima metà dell’anno.
 
Il cambio del sentiment della rete emerge anche dall’ultima inchiesta congiunturale mensile del Centro Studi Promotor. Migliorano, infatti, i giudizi dei concessionari in merito agli ordini acquisiti (5% ad agosto dal 3% di luglio), con una sensibile contrazione della quota di chi ritiene bassi i livelli di vendita attuali (77% contro l’82% di luglio).

Inoltre, raddoppia la percentuale di operatori che stimano un aumento delle consegne nei prossimi 3-4 mesi (13% rispetto al 7% di luglio), a fronte di una drastica riduzione delle attese di calo (18% contro il 29% di luglio).

Nonostante il trend positivo, il confronto con il livello di immatricolazioni pre-pandemia
(2019) evidenzia come il mercato debba ancora recuperare i suoi volumi precedenti.
Rispetto ad agosto 2019, le immatricolazioni segnano infatti un calo del 22,2% (-14,8%
se si considerano i primi otto mesi).
Sulla base dei risultati cumulati, il Centro Studi Promotor stima per l’intero 2026 un volume complessivo di circa 1.585.188
immatricolazioni, pari a una crescita del +3,9% sul 2025. Tuttavia, il confronto con il totale delle immatricolazioni del 2019 mostra ancora un ritardo del 17,3%, a testimonianza della distanza che separa ancora il mercato italiano dai livelli di attività antecedenti alla recente crisi.

I dati di agosto confermano una tenuta incoraggiante del mercato e, soprattutto, un
consolidamento del clima di fiducia tra i concessionari, elemento chiave per sostenere le
vendite nei mesi autunnali. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la stima di chiudere il 2026 attorno a 1,58 milioni di immatricolazioni ci mantiene ancora lontani – di ben 17 punti percentuali – dai volumi pre-pandemici del 2019. Il vero banco di prova per il settore sarà la capacità di trasformare la ripresa del sentiment della rete in una crescita strutturale della domanda, accompagnando le famiglie e le flotte aziendali in una transizione verso il rinnovo del parco circolante che sia non solo sostenibile, ma anche accessibile.

 
 

Moto Guzzi: la fabbrica del futuro nasce dove tutto iniziò

Moto Guzzi, la fabbrica del futuro nasce dove tutto iniziò

Moto Guzzi cambia volto senza lasciare Mandello del Lario, il luogo dove tutto ebbe inizio nel 1921. Dopo quasi cinque anni di lavori e un investimento superiore a 50 milioni di euro, il marchio del Gruppo Piaggio ha inaugurato una nuova casa che unisce produzione, tecnologia, museo e spazi aperti al pubblico. Non una semplice ristrutturazione, dunque, ma un progetto industriale che sceglie di investire in Italia e di costruire il futuro intorno alle radici di uno dei nomi più riconoscibili del motociclismo mondiale.

 

Una fabbrica da oltre 30.000 moto l’anno

Il progetto firmato dall’architetto americano Greg Lynn trasforma profondamente il sito storico senza cancellarne i simboli. Resta, per esempio, il celebre portone rosso di via Parodi, ingresso della fabbrica dal 1921 e negli anni diventato meta di pellegrinaggio per generazioni di appassionati.

Dietro quel portone, però, oggi c’è un impianto completamente rinnovato. Sono stati realizzati 5.500 mq di nuovi edifici industriali, portando l’intera area produttiva a 38.000 mq, ai quali si aggiungono 380 mq di nuovi uffici. La capacità dello stabilimento sale così a oltre 30.000 motociclette all’anno.

Un investimento industriale che assume un significato particolare in un momento nel quale il settore europeo dei motori è chiamato a sostenere contemporaneamente costi di innovazione, trasformazione tecnologica e nuove esigenze ambientali. Moto Guzzi risponde continuando a puntare sul proprio territorio e su un sito produttivo che ha già attraversato più di un secolo di storia.

Robot e droni terrestri entrano nella produzione Moto Guzzi

La trasformazione non riguarda soltanto gli edifici. Le nuove linee di assemblaggio dei motori sono automatizzate e di ultima generazione, mentre l’impianto di assemblaggio finale è collegato all’officina motori attraverso un sistema di conveyor completamente robotizzato.

A fine linea entrano in scena anche i droni terrestri kilo, sviluppati a Boston da Piaggio Fast Forward. Sono loro a prendere in consegna le motociclette per accompagnarle verso i collaudi finali, con l’obiettivo di ridurre il carico fisico degli addetti e aumentare la sicurezza.

Grande attenzione anche all’efficienza: il nuovo stabilimento, realizzato in Classe A, dispone di 1.300 mq di pannelli fotovoltaici ed è stato progettato per sfruttare il più possibile la luce naturale.

«È con grande orgoglio e un poco di follia che inauguriamo, dopo quasi cinque anni di duro lavoro e un investimento di oltre 50 milioni di euro, la nuova vita di Moto Guzzi», ha dichiarato Michele Colaninno, amministratore delegato del Gruppo Piaggio.

Il nuovo Museo Moto Guzzi espone oltre 160 motociclette

Accanto alla fabbrica trova spazio uno degli elementi più affascinanti dell’intero progetto: il nuovo Museo Moto Guzzi da 3.000 mq. L’architettura richiama volutamente materiali, forme e dettagli tecnici delle motociclette prodotte a Mandello.

All’interno saranno esposti oltre 160 esemplari restaurati. Il percorso parte dalla G.P., prototipo unico che diede origine alla storia del Marchio, per arrivare alle Moto Guzzi contemporanee, passando attraverso modelli leggendari e motociclette da competizione protagoniste della conquista di 14 titoli mondiali nel Motomondiale.

Il percorso non racconta soltanto le moto. Cinema, competizioni, viaggi, arti, mezzi militari e delle forze dell’ordine permettono di leggere attraverso Moto Guzzi anche l’evoluzione della società, del costume e del design italiano.

Particolarmente interessante è il rapporto diretto tra museo e produzione: dall’area espositiva sarà possibile osservare le nuove linee di assemblaggio, mettendo materialmente in comunicazione la storia del Marchio con le motociclette che stanno nascendo oggi. 

Mandello diventa una destinazione per gli appassionati

La nuova Moto Guzzi punta infatti a essere molto più di uno stabilimento. Sono stati realizzati oltre 4.200 mq di spazi polifunzionali aperti al pubblico, con aree esterne pedonali, due piazze, una terrazza rialzata, il Motoplex Store, una caffetteria, spazi destinati a workshop ed eventi e un nuovo auditorium.

È stata inoltre restaurata la storica Galleria del Vento, mentre nella grande piazza centrale trova posto un monumentale mosaico dell’Aquila Moto Guzzi.

La trasformazione di Mandello mostra così come heritage e industria possano crescere insieme. Conservare la storia non significa necessariamente fermarsi a celebrarla: può significare utilizzarla come fondamento per nuovi investimenti, nuova tecnologia e nuova capacità produttiva.

Dopo 105 anni Moto Guzzi continua quindi a costruire le proprie motociclette nello stesso luogo. Solo che, oltre il vecchio portone rosso, la fabbrica del 1921 è entrata nel futuro.

 


Foto da ufficio stampa Guzzi​