di Andrea Taschini, advisor e manager automotive
Pechino ha costruito una macchina industriale sovradimensionata che deve continuare a produrre per sostenere occupazione, crescita e stabilità sociale. Ma la via d’uscita più razionale – trasferire ricchezza alle famiglie, aumentare i consumi, far crescere insomma una classe borghese prospera, autonoma e consapevole – toccherebbe gli equilibri sui quali poggia il potere oggi indiscusso del Partito comunista cinese.
Così la macchina non può fermarsi e deve necessariamente correre. Produce, sovra produce e quindi esporta ad ogni costo oltre ogni regola su cui si basa il commercio internazionale.
Il sistema politico di Pechino cerca (disperatamente) spazio nel resto del mondo la domanda necessaria alla propria sopravvivenza creando così disequilibri fatali per le altre economie. L’Europa deve decidere se continuare ad assorbire questa enorme eccedenza produttiva, sacrificando industria, competenze, occupazione e indipendenza strategica, oppure difendere finalmente ciò che le rimane. Abbiamo già concesso alla Cina mercato, tecnologia e tempo. Molto tempo.
Foto ANDREA TASCHINI FOTO archivio Forum-Diario


