Luna Rossa: Pirelli firma foil e timone

Luna Rossa: Pirelli firma foil e timone

Si amplia la presenza del brand Pirelli sulle imbarcazioni di Luna Rossa. In vista della 38ª America’s Cup, il logo dell’azienda, già presente sulla randa, sarà visibile anche sui foil e sul timone degli AC40 e AC75.


Inoltre, proprio per le appendici che garantiscono il controllo dell’imbarcazione “volante” AC75, Pirelli (Official Sponsor e Technical Partner) ha dato un contributo tecnologico al team di sviluppo di Luna Rossa, condividendo il proprio know-how su materiali innovativi. Un trasferimento di competenze dal mondo dei pneumatici alla nautica per supportare le performance dell’imbarcazione italiana.
Come vere e proprie ali, i foil generano la portanza necessaria a sollevare lo scafo sopra la superficie dell’acqua, consentendo all’imbarcazione di raggiungere le elevate velocità tipiche di questa tipologia di scafi.
Pirelli ha messo le proprie competenze al servizio delle prestazioni idrodinamiche delle appendici dell’imbarcazione, contribuendo a ottimizzarne il comportamento nelle fasi più critiche della navigazione.
 
La collaborazione nasce dal patrimonio di ricerca avanzata sui materiali maturato dall’azienda, lo stesso ambito da cui sono nate soluzioni come il PNCS (Pirelli Noise Cancelling System), la tecnologia che abbatte la rumorosità di rotolamento generata nella cavità interna del
pneumatico.
Un know-how sviluppato in ambito automotive che trova oggi nuove applicazioni, tra cui quella in corso di sviluppo insieme a Luna Rossa.
La nuova livrea con foil e timone brandizzati Pirelli sarà visibile da settembre sull’AC40, il monoscafo foiling di 40 piedi utilizzato per gli allenamenti e le regate preliminari, e da novembre
sull’AC75, l’imbarcazione di 75 piedi con cui Luna Rossa parteciperà alla 38ª America’s Cup.
 
Foto da ufficio stampa Pirelli


UNEM sulla raffinazione europea: “Senza industria non c’è transizione”

Transizione automotive; si valorizzino eccellenze e competenze (molte sono italiane)

Foto: Gianni Murano, presidente di UNEM

La raffinazione europea rivendica un ruolo centrale nella transizione energetica e chiede all’Unione Europea di affiancare agli obiettivi climatici una strategia industriale capace di preservare competitività, investimenti e sicurezza energetica. È il messaggio contenuto nel nuovo Manifesto di FuelsEurope, “Un asset industriale strategico che l’Europa non può permettersi di perdere”, elaborato con il contributo di UNEM.

Nel documento si afferma che i combustibili liquidi e gassosi continueranno a essere indispensabili per settori difficili da elettrificare come aviazione, trasporto marittimo, chimica e difesa. Per questo motivo, la trasformazione delle raffinerie esistenti in impianti in grado di produrre carburanti rinnovabili e low carbon viene indicata come la strada più rapida ed efficace per accompagnare la decarbonizzazione senza compromettere la capacità industriale europea.
“La transizione energetica si farà solo se l’Europa saprà mantenere e trasformare la propria base industriale”, dichiara il presidente di UNEM, Gianni Murano. “La raffinazione è parte della soluzione: garantisce sicurezza energetica, sostiene settori strategici come trasporti, chimica e difesa e rappresenta la piattaforma industriale sulla quale costruire i carburanti del futuro”.

Per Murano, la sfida europea è trovare un equilibrio tra obiettivi climatici e competitività: «La decarbonizzazione non può tradursi in una maggiore dipendenza dall’estero che rischiano di creare poi fragilità strategica ed extra costi come la recente crisi di Hormuz ha evidenziato. Servono regole stabili, strumenti che riducano il rischio degli investimenti e un approccio pragmatico che consenta alle imprese di continuare a investire nella
trasformazione degli impianti e nello sviluppo dei nuovi carburanti sostenibili».

Il presidente di UNEM sottolinea infine il ruolo che l’Italia può giocare in questo percorso: «Il nostro Paese dispone di competenze industriali, infrastrutture e progetti già avanzati nel campo delle bioraffinerie e dei carburanti a basse emissioni. Valorizzare questi asset significa rafforzare la competitività nazionale e contribuire concretamente agli obiettivi europei di decarbonizzazione e alla sicurezza energetica del nostro continente».
 

Foto da ufficio stampa UNEM