Automotive Italia: la gestione dei pagamenti è poco digitale

Automotive Italia: la gestione dei pagamenti è poco digitale
Mentre il settore automotive corre veloce verso l’era digitale, con veicoli sempre più connessi e un incremento della quota di auto a trazione elettrica, in Italia una parte della filiera vive ancora in un mondo pre-digitale, almeno per quanto riguarda la gestione dei pagamenti. A rilevarlo è una ricerca commissionata da Aufinity Group, la fintech tedesca leader nella digitalizzazione e automazione dei pagamenti nel settore automotive, da cui emerge che la sfida principale nella gestione dei pagamenti è la mancanza di automazione (41,7%) e che solo un’impresa su cinque (il 21,8%) impiega meno di un quarto delle ore di lavoro per queste pratiche. Il 31,5% ricorre ancora a Excel e liste manuali.
 
 
Come si impiegano le ore di lavoro
 
Quasi otto concessionarie e officine su dieci (il 78,2%) nel nostro Paese impiegano almeno un quarto del tempo di lavoro in operazioni manuali per l’elaborazione e la gestione dei pagamenti. Mansioni come la riconciliazione dei pagamenti, la quadratura contabile e l’invio di solleciti ai clienti, effettuate senza l’ausilio di strumenti digitali, assorbono una gran parte delle ore dei dipendenti, e solo il 21,8% è “virtuoso”, cioè limita queste operazioni a meno del 25% delle ore di lavoro.
 
L’indagine è stata realizzata su un campione di 108 persone che, in Italia, operano in concessionarie o officine, e che si occupano, direttamente o indirettamente, dell’elaborazione e della gestione dei pagamenti, tra dicembre 2025 e gennaio 2026.
 
 
Le sfide nella gestione dei pagamenti
 
Si tratta di una problematica di cui le imprese contattate nell’ambito della ricerca sono ampiamente consapevoli: alla domanda su quali ritengano essere le maggiori sfide nella gestione e nell’elaborazione dei pagamenti, la risposta più frequente (scelta dal 41,7% dei rispondenti) è proprio l’elevato impegno manuale e la mancanza di automazione. La seconda sfida è rappresentata dai problemi tecnici nell’integrazione di diversi sistemi (37%), seguita dalle partite aperte e solleciti di pagamento (36,1%) e dagli oneri di comunicazione con i clienti (33,3%).
 
«Il settore automotive vive una trasformazione che va oltre la vendita: la vera competitività si gioca sulla capacità dei concessionari di integrare i propri processi» afferma Paolo Procacci, Director of Sales – Southern Europe di Aufinity Group. «Nel 52% dei casi in Italia, la forza vendita è ancora coinvolta in verifiche amministrative che dovrebbero essere automatiche: non è un problema di persone, ma di processi disallineati tra vendita, post-vendita e amministrazione. Qui si gioca la competitività di un concessionario: liberare le ore perse in riconciliazioni manuali e reinvestirle nella relazione col cliente. Con Aufinity, i dealer ottengono controllo in tempo reale sui flussi finanziari e adattano le strategie alla velocità del mercato». 
 
 
Maturità digitale
La ricerca misura per la prima volta il livello di maturità digitale dei processi di pagamento nel settore automotive italiano: circa due terzi delle aziende utilizzano ancora esclusivamente soluzioni bancarie tradizionali, il 50,9%dispone di un terminale di pagamento o POS non integrato con il proprio sistema gestionale e quasi un’azienda su tre si affida ancora a Excel e a liste manuali. Nel 52,3% dei casi, il personale di vendita verifica se un veicolo è già stato pagato consultando direttamente il reparto contabilità – un collo di bottiglia che riflette la frammentazione dei sistemi presente nel mercato italiano.
«Questi dati descrivono una filiera italiana che, rispetto a quella tedesca, impiega il doppio degli sforzi per gestire i pagamenti – ma non per scelta: è per mancanza di strumenti adeguati», afferma Paolo Procacci.
«Il 78% dei concessionari italiani che dedica un quarto del proprio tempo ad attività manuali non è solo un dato statistico: è un costo competitivo che il settore non può più permettersi. È il motivo per cui da quasi due anni presidiamo il mercato italiano con un’offerta pensata sulle esigenze specifiche dei dealer italiani, per trasformare il tempo perso in tempo investito nella relazione con il cliente e nella crescita del business».
 
 
Le aspettative dei clienti
 
La ricerca rileva un divario strutturale tra ciò che i clienti finali si aspettano e ciò che le concessionarie oggi offrono. Il 64,2% dei clienti vuole un processo rapido e semplice. Il 59,4% chiede visibilità in tempo reale sullo stato del pagamento. Dal lato dell’offerta, solo il 16,3% avvisa automaticamente il cliente dell’avvenuto pagamento, il 43% delle officine lo fa ancora manualmente
 
 
La soluzione di Aufinity
 
Proprio il mercato tedesco è quello dove sono più diffuse le soluzioni di Aufinity per la digitalizzazione e automazione dei processi di pagamento. Fondata nel 2018 in Germania, in quel Paese conta su un parco clienti di circa 2.000 dealer che utilizzano la piattaforma proprietaria a marchio bezahl.de.
 
In Italia, dove la società fintech tedesca è sbarcata solo nel settembre 2024 con il marchio Aufinity Group, la soluzione è adottata da realtà di primo piano nel mondo retail, con forti prospettive di espansione. L’azienda è presente anche sui mercati di Francia e Spagna, e nel 2025 ha superato la soglia di 10 miliardi di euro di transazioni annuali gestite a livello globale.
 

Foto da ufficio stampa Aufinity

 

ACI-ISTAT e sicurezza stradale: risultati incoraggianti, ma non ancora sufficienti

ACI-ISTAT e sicurezza stradale: risultati incoraggianti, ma non ancora sufficienti

di Francesco Maria Chelli, presidente di ISTAT

 
I dati del 2025 confermano una riduzione del 5,3% del numero delle vittime negli incidenti stradali rispetto al 2024. Si tratta di un risultato incoraggiante che, tuttavia, non è ancora sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030. A metà del decennio, infatti, la diminuzione delle vittime rispetto al 2019, anno di riferimento, si attesta al 9,6%, un valore significativamente inferiore a quello coerente con la traiettoria di riduzione necessaria per conseguire l’obiettivo di dimezzamento delle vittime entro il 2030, e che prevede una diminuzione media annua del 6,1%.

Ogni anno la presentazione dei dati sugli incidenti stradali rappresenta un momento fondamentale non solo per il bilancio della sicurezza sulle nostre strade, ma anche per la misurazione dello sviluppo del nostro Paese. Con questo monitoraggio l’Istituto contribuisce in modo determinante al popolamento degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, riaffermando come la tutela della vita sulle strade costituisca un pilastro imprescindibile per la sostenibilità e la crescita della collettività.
 

Foto a cura di ufficio stampa ISTAT

Volkswagen e il futuro: saremo ancora più innovativi e solidi

Volkswagen e il futuro: saremo ancora più innovativi e solidi
di Oliver Blume, CEO del Gruppo Volkswagen
 
Il riassetto del Gruppo Volkswagen degli ultimi tre anni sta dando i suoi frutti. Nonostante il nostro risultato operativo nel primo semestre sia stato inferiore di circa il 12% rispetto all’anno precedente, in un contesto sfidante come quello attuale prevediamo di chiudere l’anno con una performance solida, superiore a quella del 2025.
 
A livello globale, abbiamo consegnato più auto rispetto allo scorso anno – a eccezione del mercato cinese, dove si è registrato un calo del 20%. Anche il nostro portafoglio ordini mostra una tendenza positiva: in poche settimane abbiamo raccolto oltre 70.000 ordini per la nostra nuova famiglia di auto elettriche urbane incentrata sulla ID. Polo e gli ordini di veicoli completamente elettrici sono in Europa sono aumentati di oltre il 50% nel secondo trimestre.
 
I nostri prodotti stanno ottenendo riconoscimenti, e ottimi punteggi nei test comparativi e nelle analisi della qualità. Grazie a una gestione rigorosa dei costi, siamo riusciti a compensare le continue e inevitabili difficoltà del momento. Il contesto per l’industria automobilistica rimane estremamente complesso: crisi geopolitiche, conflitti commerciali, elevati requisiti normativi, mercati volatili e concorrenza sempre più agguerrita.
 
In uno scenario di rischio senza precedenti, il Gruppo Volkswagen entra nella fase successiva della sua trasformazione da una posizione di forza e con una chiara consapevolezza delle opportunità che ci attendono, potendo contare sul programma più completo e di più ampia portata nella storia dell’azienda per quanto riguarda prodotti, tecnologie, competitività, strutture e aree di crescita.
 
Grazie al nostro piano per il futuro, diventeremo ancora più innovativi, veloci, attraenti e solidi, garantendo in modo sostenibile il successo del Gruppo Volkswagen.
 
Foto da ufficio stampa BMW