L’auto in Europa: l’elettrificazione accelera

L'auto in Europa: per l'elettrico vero banco di prova nella seconda parte del 2026

di Centro studi Promotor

In maggio si registra la quarta crescita mensile consecutiva per il mercato auto dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). Nel mese di maggio sono state immatricolate 1.152.523 autovetture rispetto alle 1.112.216 del 2025, con una crescita del 3,6%. Il consuntivo dei primi cinque mesi dell’anno chiude invece a 5.824.814 immatricolazioni, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 4,5%. Il confronto con il 2019 invece (anno di riferimento pre-pandemia e pre-crisi dei microchip) resta ancora negativo, sia per il singolo mese di maggio (-20,2%), sia rispetto al cumulato gennaio-maggio (-16%).

Dai dati diffusi dall’ACEA  emerge che in maggio le auto elettriche pure (BEV) hanno registrato una crescita eccezionale del 39,1% rispetto a maggio 2025, con 268.487 unità immatricolate contro le 193.066 del 2025. La quota delle elettriche sale al 23,3% del totale, rispetto al 17,4% di maggio 2025. Nel cumulato gennaio-maggio le elettriche totalizzano 1.247.545 immatricolazioni (+31,2% su 2025), con una quota di mercato che si porta al 21,4%dal 17,1% dello stesso periodo del 2025.

Analizzando le immatricolazioni delle BEV in maggio, la Norvegia si conferma il mercato con la maggior diffusione di auto elettriche (quota del 97,8% sul totale del mercato), mentre nei cinque maggiori paesi che fanno parte dell’Europa Occidentale il risultato migliore è quello registrato dalla Francia, che vede crescere la propria quota di mercato al 29,1% dal 15,7% del maggio 2025, seguita dal Regno Unito (27,3% dal 21,8%), dalla Germania (25% dal 18%), dalla Spagna (10,8% dal 7,9%) e dall’Italia (8,8% dal 5,1%).

In aumento in maggio sono anche le ibride plug-in (PHEV), che crescono a loro volta del 13,2%, portando la loro quota di mercato al 10,7% dal 9,8% del maggio 2025. Il cumulato gennaio-maggio registra una crescita delle immatricolazioni del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, facendo salire così la quota di mercato al 10,2% contro l’8,5% dei primi cinque mesi del 2025.

Il mese di maggio conferma quindi un mercato auto in ripresa con l’elettrificazione nel suo complesso come elemento principale di crescita e con le BEV come componente più dinamica. La transizione energetica avanza a ritmi diversi nei vari Paesi, ma il settore automotive nel suo insieme non ha ancora riguadagnato i volumi del 2019. La strada del recupero è ancora lunga e la velocità con cui si diffonderanno le motorizzazioni elettrificate sarà determinante per capire se e quando il mercato tornerà ai livelli pre-crisi.

 

 

Costacurta, auguri per i 60 anni: per lui una DR 6 Super Hybrid

Costacurta, auguri per i 60 anni: per lui una DR 6 Super Hybrid
Alessandro Costacurta e DR 6 Super Hybrid: l’incontro tra una figura simbolo del calcio italiano e il SUV ibrido del marchio molisano diventa un passaggio interessante anche per leggere l’evoluzione dell’automotive nazionale. Nel giorno del suo 60° compleanno, l’ex difensore del Milan e della Nazionale ha fatto visita a DR Automobiles per ritirare la propria vettura, entrando in contatto diretto con l’azienda e con la visione industriale che accompagna lo sviluppo della gamma. La notizia, comunicata dal gruppo con sede a Macchia d’Isernia, non riguarda soltanto una collaborazione di immagine: racconta anche la volontà di DR di rafforzare il proprio posizionamento nel mercato dei SUV ibridi, dove accessibilità, tecnologia e attenzione ai consumi sono diventati criteri sempre più decisivi.
 
Una scelta simbolica nel giorno dei 60 anni
 
Alessandro «Billy» Costacurta ha compiuto 60 anni il 24 aprile 2026, una ricorrenza celebrata anche dal mondo sportivo per una delle bandiere più riconoscibili del Milan e del calcio italiano. La visita in DR Automobiles è avvenuta proprio in questa cornice, con il ritiro della DR 6 Super Hybrid come gesto dal forte valore simbolico: da un lato il profilo di un atleta associato a rigore, affidabilità e continuità; dall’altro un marchio che punta a consolidarsi attraverso prodotti dal rapporto contenuto-prezzo competitivo.
 
Il comunicato dell’azienda sottolinea il legame tra i valori professionali di Costacurta e quelli rivendicati da DR: disciplina, visione strategica, affidabilità e attenzione all’evoluzione del mercato. Senza forzare il racconto in chiave celebrativa, il punto interessante è proprio questo: nel settore auto, l’immagine di un brand passa sempre più anche dalla capacità di intercettare figure credibili, non soltanto testimonial costruiti per operazioni commerciali.
 
Perché DR punta sulla Super Hybrid
 
La DR 6 Super Hybrid rappresenta uno dei modelli con cui il gruppo vuole presidiare il segmento dei SUV ibridi. Secondo quanto indicato dal marchio, il modello punta su efficienza energetica, design contemporaneo, tecnologie avanzate e un equilibrio tra prestazioni e accessibilità. La scheda ufficiale DR riporta per la DR 6 Super Hybrid una potenza massima di 279 CV, omologazione Euro 6EB, autonomia massima dichiarata di 1.200 km e prezzo da 33.900 euro.  
 
Sono dati che aiutano a collocare il modello in una fascia di mercato molto concreta: quella dei clienti che cercano un SUV moderno, con contenuti tecnologici riconoscibili, ma senza entrare nei listini più alti dei marchi premium. È qui che DR ha costruito negli ultimi anni parte della propria identità commerciale, puntando su vetture ben equipaggiate, una gamma ampia e una proposta pensata per intercettare chi vuole cambiare auto senza rinunciare a spazio, comfort e costi relativamente controllati.
 
L’automotive italiano ha bisogno di casi industriali concreti
 
La scelta di Costacurta offre anche lo spunto per una riflessione più ampia. Nel dibattito pubblico l’automotive viene spesso raccontato solo attraverso crisi, divieti, transizione complessa e difficoltà produttive. Tutti temi reali, naturalmente. Ma il settore resta vivo anche grazie a imprese che cercano spazi di crescita, investono sulla rete, ampliano la gamma e provano a rispondere a una domanda sempre più articolata.
 
DR Automobiles è uno degli esempi più particolari del panorama italiano: un gruppo nato lontano dai tradizionali poli dell’industria automobilistica nazionale, con sede a Macchia d’Isernia, che ha scelto una strada industriale e commerciale diversa rispetto ai costruttori storici. Il suo percorso dimostra che il mercato non è fatto solo di grandi volumi globali, ma anche di posizionamenti intermedi, strategie di accessibilità e capacità di leggere con rapidità i bisogni degli automobilisti.
In questo senso, la mobilità ibrida resta una delle aree più sensibili. Molti clienti non sono ancora pronti al passaggio totale all’elettrico, per ragioni di infrastruttura, abitudini d’uso, percorrenze o budget. Le soluzioni ibride, se proposte con equilibrio, possono quindi rappresentare una risposta pragmatica: ridurre consumi ed emissioni, mantenendo al tempo stesso una fruibilità vicina a quella dell’auto tradizionale.
 
Un SUV tra immagine, tecnologia e mercato
 
La DR 6 Super Hybrid non viene presentata come un semplice modello di rappresentanza, ma come un SUV pensato per un pubblico ampio. Il richiamo all’efficienza e all’accessibilità è centrale, così come quello a un design moderno e a contenuti tecnologici capaci di rendere l’esperienza di guida più completa. L’infotainment da 26 pollici indicato nella scheda ufficiale del modello conferma la volontà di puntare su un abitacolo digitale e su una percezione di prodotto aggiornata.
 
Il legame con Costacurta funziona proprio perché non forza un parallelismo tecnico impossibile, ma lavora su un terreno di coerenza narrativa: un ex campione associato a solidità e intelligenza tattica sceglie un modello che il marchio descrive come equilibrato, efficiente e accessibile. Nell’automotive contemporaneo, dove i clienti cercano sempre più razionalità senza rinunciare all’immagine, questa combinazione può diventare un messaggio efficace.
 
La collaborazione come segnale di posizionamento
 
Per DR Automobiles, la collaborazione con Costacurta è anche un segnale di posizionamento. Non basta produrre o commercializzare un’auto: bisogna costruire fiducia. E la fiducia passa da prodotto, assistenza, rete, comunicazione e reputazione. Associare il marchio a una personalità riconosciuta per autorevolezza e credibilità può aiutare a rafforzare questo percorso, soprattutto in una fase in cui il mercato italiano guarda con attenzione ai marchi emergenti e alle alternative ai costruttori tradizionali.
 
La notizia del ritiro della vettura non cambia da sola gli equilibri del settore, ma racconta bene una tendenza: i brand automobilistici cercano sempre più storie capaci di unire prodotto e identità. Nel caso di DR, la DR 6 Super Hybrid diventa il punto di incontro tra un’offerta concreta e un racconto fondato su valori di affidabilità, disciplina e continuità.
 
Per il settore automotive, è un segnale da leggere con equilibrio. La transizione non sarà fatta soltanto da tecnologie radicali o da annunci futuristici, ma anche da modelli capaci di accompagnare gli automobilisti verso soluzioni più efficienti senza rompere il rapporto con le loro esigenze quotidiane. E proprio qui si gioca una parte importante della credibilità dell’auto nei prossimi anni.
 
 

Foto da ufficio stampa DR

 

Tecnologie automotive: dibattuto e Talent Talk con ANFIA e SAE Torino

Tecnologie automotive: dibattuto e Talent Talk con ANFIA e SAE Torino
 Sesta edizione del convegno internazionale “CO2 Reduction for Transportation Systems”, organizzato da ANFIA e da SAE International Torino Section presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, con la partnership tecnica di Iveco Group e di Stellantis Europe e la partnership istituzionale del Dipartimento Energia (DENERG) del Politecnico di Torino, della Camera di commercio di Torino e del Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte (Ceipiemonte).
Focus dell’evento – rivolto a tutti gli stakeholder della filiera automotive (produttori di veicoli, fornitori di componenti e sistemi), enti pubblici, manager, ingegneri e
ricercatori
– è tracciare lo stato dell’arte delle tecnologie di riduzione della CO2 per i sistemi di trasporto sostenibile – sia in termini di miglioramento dell’efficienza del
sistema di propulsione, sia in termini di riduzione del fabbisogno energetico del veicolo – nonché discutere dei trend futuri, promuovendo il dialogo fra imprese, università e
centri di ricerca di diversi Paesi e creando opportunità di networking.
Tra le principali tematiche trattate: una panoramica sull’attuale normativa di riferimento e sugli scenari futuri; l’analisi Well To Wheel e del ciclo di vita; i nuovi
sviluppi dei sistemi powertrain; l’impiego di carburanti alternativi (inclusi e-fuel e idrogeno) e le tecnologie di elettrificazione e ibridizzazione
; le tecnologie di riduzione della domanda di energia dei veicoli, inclusi: aerodinamica, miglioramento della gestione dell’energia a bordo, gestione termica; resistenza al rotolamento e riduzione
degli attriti; tecnologie di alleggerimento pesi; infrastrutture di ricarica e rifornimento.
Il programma delle sessioni convegnistiche ha visto la partecipazione di oltre 90 qualificati relatori provenienti da prestigiose associazioni, università, centri di ricerca e imprese sia italiani sia stranieri, coinvolti in singoli interventi e tavole rotonde in sessioni parallele, che hanno animato un interessante confronto sui temi tecnici all’ordine del giorno. Complessivamente, i partecipanti sono stati oltre 250.
Grazie all’alto profilo degli interventi, l’evento ha quindi offerto a tutte le aziende che vi hanno preso parte eccellenti opportunità di interazione con un panel di esperti e con
un’ampia platea di stakeholders. Inoltre, si sono svolte le visite tecniche presso Dana, Stellantis Battery Technology Center nel comprensorio di Mirafiori, Dumarey e
Politecnico di Torino Labs.

“Ogni due anni, l’appuntamento con la CO2 Reduction for Transportation Systems Conference offre l’interessante opportunità di fare il punto sugli avanzamenti
tecnologici e di ricerca della filiera automotive europea e globale su un tema centrale per il futuro del settore”, ha affermato Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA


Quest’anno, la kermesse si è svolta in un contesto normativo in evoluzione dal punto di vista degli obiettivi europei di decarbonizzazione della mobilità su strada di persone e
merci. Infatti, con la pubblicazione, lo scorso dicembre, dell’Automotive Package, la Commissione UE ha avviato l’iter di revisione del regolamento CO2 per gli autoveicoli leggeri, attualmente all’esame della Commissione Ambiente del Parlamento europeo.

L’auspicio è che i prossimi step procedano senza intoppi e rapidamente – per porre fine all’incertezza normativa nemica delle strategie di investimento delle imprese – nella
direzione da noi indicata, ovvero nel segno della differenziazione tra auto e veicoli commerciali leggeri, di un’effettiva e immediatamente applicabile neutralità tecnologica – con una piena apertura ai carburanti rinnovabili, compresa la creazione di una nuova categoria di veicoli da considerarsi a zero emissioni qualora alimentati
esclusivamente con carburanti rinnovabili
– della flessibilità sui target e sulle sanzioni per i produttori non-compliant, su base quinquennale anziché triennale. È importante
mantenere obiettivi ambiziosi, ma lo è altrettanto rendere il percorso per raggiungerli più compatibile con la realtà industriale europea e con la libertà di scelta dei cittadini,
ovvero del mercato.
Anche il regolamento europeo sulla riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli industriali necessita di una rapida revisione, finalizzata, nell’immediato, a prevedere
una maggiore flessibilità delle sanzioni che già gravano sui Costruttori, e in generale, ad aprirsi ad una molteplicità di soluzioni tecnologiche – che valorizzino anche i
carburanti rinnovabili – in grado di rispondere alle variegate esigenze dei player dell’autotrasporto. Per questo specifico comparto, un TCO prevedibile, una rete
infrastrutturale adeguata ed efficiente e un approccio che abbracci tutto l’ecosistema del trasporto merci sono condizioni abilitanti irrinunciabili
per avviare un cambiamento tangibile nel mercato”.

L’evento si è svolto con il sostegno di autorevoli sponsor: Converge CFD Software, Dana e Dumarey in qualità di platinum sponsor; Bosch, Eldor, EvoMisure, FEV, Gamma
Technologies, H2ICE, IHI Charging Systems and Meccanotecnica Umbra in qualità di gold sponsor. Alcune di queste aziende sono anche state protagoniste del programma di talent talk online dedicati agli studenti di ingegneria di tutto il mondo, una bella occasione, per i giovani talenti, per entrare in contatto con alcune delle più importanti realtà dell’automotive, che hanno presentato la loro vision e mission, le loro strategie di recruitment e le opportunità di lavoro e di stage.

 
Foto da ufficio stampa ANFIA


Gli 80 anni della Vespa: il mito celebrato anche dal premier Meloni

Gli 80 anni della Vespa: il mito celebrato anche dal premier Meloni

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto brevemente a Palazzo Chigi il Presidente Esecutivo e l’Amministratore delegato del Gruppo Piaggio, Matteo e Michele Colaninno, in occasione dell’80° anniversario del brevetto e dell’inizio della produzione della Vespa. 

Nella Sala dei Galeoni sono stati esposti tre esemplari storici del 1949, del 1964 e del 1976, oltre ad alcuni mezzi più moderni, di colori diversi, per comporre il Tricolore.

“La Vespa non è solo una eccellenza industriale, ma è anche una delle icone italiane più amate nel mondo, simbolo della creatività e dello stile italiano. Celebrare i suoi ottant’anni anni significa rendere omaggio a una delle storie più affascinanti e di successo del Made in Italy: un marchio che ha contribuito a costruire l’immaginario tricolore nel mondo e che alimenta tutt’oggi il soft power che la nostra Nazione esercita a livello globale”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
 

Giorgia Meloni – Colaninno Matteo e Michele – Vespa 80 – Immagini e video da ufficio stampa PIAGGIO