Mobilità connessa: auto centrale anche per la Gen Z

Mobilità connessa: auto centrale anche per la Gen Z
di Giovanni Passalacqua, Consulting Automotive Leader di EY Italia
 
La mobilità connessa è spinta da una pressione sempre più evidente sulle città e sulle abitudini di spostamento. Entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane; negli ultimi 20 anni il traffico automobilistico è cresciuto di circa il 20% e nelle grandi città si perdono fino a 70 ore l’anno nel traffico. Secondo l’EY Mobility Consumer Index 2025, l’auto resta centrale anche per la Gen Z: l’87% indica l’auto privata tra i mezzi utilizzati, ma cresce l’interesse per servizi connessi come l’assistenza alla guida e alla navigazione e intrattenimento. Oltre il 70% degli utenti è inoltre favorevole a condividere dati, se riceve valore in cambio e assicurazioni su trasparenza ed etica nella gestione.

Il futuro non sarà fatto solo da veicoli migliori: saranno gli ecosistemi intorno al veicolo a dover migliorare. I dati e l’impiego dell’AI costituiranno la nuova grammatica per il linguaggio della mobilità e saranno la base per lo sviluppo di nuovi servizi. Per gli operatori del settore sarà fondamentale lavorare su costituzione di partnership, ancor prima dello sviluppo di nuovi prodotti, in quanto la capacità di orchestrare un ecosistema è una competenza che si costruisce nel tempo.


Foto fornita da Giovanni Passalacqua

MIMO 2026: a Monza un fine settimana di passione ed emozioni

MIMO 2026: a Monza un fine settimana di passione ed emozioni
All’Autodromo Nazionale Monza torna dal 26 al 28 giugno il MIMO Milano Monza Motor Show, il festival motoristico open-air a ingresso gratuito che celebra la passione per l’automobile, l’innovazione e il motorsport.
 

Per tre giorni il Tempio della Velocità ospiterà supercar, hypercar, test drive, attività in pista e momenti di spettacolo, con la presenza di brand, aziende e realtà rappresentative del settore automotive. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 saranno presenti Tesla, Chery, OMODA, JAECOO, Lepas, Icaur, Changan e Mercedes-Benz attraverso Merbag, affiancati da realtà come ARES Atelier, RECARO Automotive, BRS Motorsport, MRNC12 Racing with Ferrari Team, Giamaro Automobili, SGT Automobili, GT-QUEENS, Hard Rock Cafe Milan che porterà food & beverage e dj set, e CYBEX che si occuperà della sicurezza dei bambini in auto, oltre all’Esercito Italiano e all’Aeronautica Militare.

Tra gli appuntamenti in programma la Parata Inaugurale di venerdì 26 giugno, e per tutti e tre i giorni la Supercar Parade sulle storiche Sopraelevate, gli show di drifting organizzati dal Campionato Italiano Drifting, i Track Day dedicati ai proprietari di supercar, i Trackday Open Pit-Lane di Truck4Fun e le competizioni ufficiali GT3isti Challenge e Speed Cup.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla mobilità elettrica con l’Electric Area by Plenitude, alle esperienze interattive per il pubblico, alla sicurezza stradale e alle attività di intrattenimento che animeranno il paddock durante tutta la manifestazione.


Foto da Ufficio Stampa MIMO

Giugiaro consulta la sfera di cristallo: tra 5 anni guideremo solo cinese

L'automotive e il futuro: c'è spazio per tutti? L'Europa rischia

di Valerio Berruti, giornalista de “L’Espresso”, opinionista di “Auto” e fondatore di Car&Frends

 
Hanno ragione Giorgetto Giugiaro e il figlio Fabrizio. Tra cinque anni guideremo solo auto cinesi. Non è una provocazione. Non è la solita frase a effetto. È semplicemente quello che accadrà se i costruttori europei non smetteranno di considerarsi intoccabili e immortali. “Bisogna guardare in faccia la realtà- ha detto Giugiaro a “Quattroruote” in un’intervista rilasciata in occasione di una serata per il settantesimo anniversario del mensile – in Europa ci consideriamo ancora detentori di un’intelligenza automotive che non abbiamo più. Prima i giapponesi, poi i coreani, ora i cinesi hanno mostrato una velocità impressionante nell’imparare da noi e poi nel superarci. In Cina non interessa il valore dei brand: non hanno questo patrimonio, ma neppure questo vincolo. Spostano il focus sul prodotto e realizzano auto ben fatte. Il baricentro della storia si è ormai spostato altrove. O ci svegliamo o siamo destinati a sparire”.
Ecco, proprio quest’ultima frase mi ha fatto tornare in mente quella di Fujio Cho, presidente di Toyota Motor Corporation, pronunciata nei primi anni Duemila: “L’auto deve cambiare o non sopravviverà al Ventunesimo secolo”. Parole che hanno anticipato l’evoluzione della mobilità su quattro ruote. Parole che la casa giapponese ha trasformato in fatti con l’alimentazione ibrida, l’elettrificazione dell’automobile che oggi tutti adottano ma che alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, sembrava quasi una follia. Perché tutti i costruttori pensavano a ben altro, con la crescita a tutti i costi come primo obiettivo.
Guideremo solo auto cinesi fra cinque anni? Come si stanno mettendo le cose è più che probabile.
 
 
FOTO FORNITA DA VALERIO BERRUTI