Stellantis e l’Italia: da Filosa fiducia, ma servono misure urgenti per la competitività

Stellantis e l'Italia: da Filosa fiducia, ma servono misure urgenti per la competitività

di Marco Bonometti, presidente di OMR Automotive

 

Dall’audizione dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, emerge una visione industriale che conferma la centralità dell’Italia e si inserisce nel solco degli insegnamenti di Sergio Marchionne e della strategia indicata dal Presidente John Elkann.
È positivo il forte impegno sugli investimenti, sull’innovazione, sui brand iconici e sulle nuove assunzioni di ingegneri e professionalità qualificate. Le persone devono continuare a essere al centro dello sviluppo industriale, insieme alla valorizzazione delle competenze e dei talenti. Fondamentali anche la differenziazione dei marchi e un migliore utilizzo della capacità produttiva degli stabilimenti, elementi indispensabili per aumentare la competitività del sistema automotive europeo.

Tuttavia, non si possono ignorare le difficoltà generate da politiche europee che hanno imposto al settore obiettivi e tempi spesso scollegati dalla realtà industriale. Il Green Deal ha finito per mettere in difficoltà l’automotive europeo, favorendo la concorrenza extraeuropea e indebolendo una filiera strategica per l’economia continentale.

Occorre restituire competitività alle imprese intervenendo sul costo dell’energia e aprendo una riflessione sul costo del lavoro, che deve essere maggiormente collegato alla produzione, alla produttività e all’andamento dei mercati. Servono inoltre regole che accompagnino uno sviluppo sostenibile senza compromettere investimenti, occupazione e capacità produttiva.

La situazione dell’automotive e dell’industria manifatturiera europea ha raggiunto un livello di gravità che non può essere affrontato dalle singole imprese. Le aziende stanno facendo la loro parte, ma non basta.

Sono necessarie risposte urgenti e straordinarie da parte delle istituzioni europee e nazionali. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile difendere la capacità industriale europea, sostenere la crescita e garantire il futuro dell’occupazione.

 


Foto da ufficio stampa OMR

Confcommercio Mobilità e Assomobilità: assegnati i “Dealer Awards”

Confcommercio Mobilità e Assomobilità: assegnati i "Dealer Awards"

Palazzo Bovara, sede storica di Confcommercio Milano, ha ospitato la terza edizione dei “Dealer Awards”, l’evento ideato e organizzato da BtheOne Automotive per riconoscere e valorizzare le eccellenze della distribuzione automobilistica italiana. La serata, patrocinata da Confcommercio Mobilità e Assomobilità Confcommercio Milano, ha riunito concessionari, rivenditori auto, aziende partner e protagonisti della filiera automotive in un appuntamento dedicato ai progetti, alle competenze e alle esperienze imprenditoriali che hanno saputo distinguersi nell’ultimo anno.

Dopo le prime due edizioni, i Dealer Awards sono approdati nel quadrilatero della moda di Milano, in una cornice istituzionale che ha confermato il legame tra il premio e il sistema della rappresentanza d’impresa. La scelta di Palazzo Bovara ha dato all’evento un valore anche simbolico: in un momento di forte trasformazione per il mercato dell’auto, la rete di vendita continua infatti a rappresentare un presidio fondamentale di servizio, relazione con il cliente, innovazione e sviluppo del territorio.

 “Iniziative come i Dealer Awards rappresentano un’occasione importante per fare il punto su un settore che sta attraversando una fase particolarmente delicata”, dichiara Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità e Assomobilità. “Il mercato ha mostrato negli ultimi mesi segnali di crescita evidenti, ma resta da capire se questa tendenza potrà consolidarsi. Intanto aumentano in modo significativo le vendite di vetture elettriche e ibride e, nello stesso tempo, il rallentamento del mercato cinese potrebbe portare a una presenza ancora più forte di prodotti provenienti dalla Cina sui mercati europei. Siamo davanti a un possibile punto di svolta: per questo è fondamentale valorizzare il ruolo dei dealer, che sono chiamati a interpretare questi cambiamenti e ad accompagnare cittadini e imprese nelle nuove scelte di mobilità. È questo l’obiettivo che ci prefissiamo ogni giorno in Confcommercio Mobilità”

 

 La serata si è aperta con la parte contenutistica affidata a Gabriele Maria Sada, che ha costruito la sua carriera attraversando ruoli molto diversi, dal customer care alle operations, fino alla guida di ScuolaZoo, la più grande community e tour operator per la GenZ in Italia. Il suo intervento ha proposto una riflessione sul rapporto tra imprese, linguaggi, nuove generazioni e capacità di costruire relazioni autentiche con comunità sempre più frammentate e in rapida evoluzione.

Nel corso dell’evento è intervenuto anche Alessandro Negrini de “Il Luogo Aimo e Nadia”, ristorante milanese insignito di una stella Michelin. Il suo contributo ha portato all’interno della serata una prospettiva diversa sul concetto di eccellenza: metodo, cura del dettaglio, cultura del servizio, formazione delle persone e capacità di innovare restando fedeli alla propria identità.

 Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto sul mercato auto, con un panel istituzionale moderato da Alberto Vita, Vice Direttore di Fleet Magazine e Dealer Link. Alla tavola rotonda hanno partecipato Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità, Marco Faragi, Business Development & Strategic Partnership di Generali Italia, e Mattia Vanini, Presidente di ATFlow. Il confronto ha permesso di mettere a fuoco alcune delle principali sfide per il settore: trasformazione dei modelli distributivi, evoluzione della domanda, sostenibilità economica della rete, digitalizzazione dei processi e centralità del cliente.

Il momento centrale della serata è stato rappresentato dalla cerimonia di premiazione, articolata in sei categorie, ciascuna dedicata a un ambito strategico per l’evoluzione della distribuzione automotive. 

 

I premiati

Eccellenza nel sociale – promossa da Air

Sono stati premiati Theorema e Logica, Cascioli e Iveco Orecchia. La categoria ha valorizzato le realtà che hanno saputo interpretare il ruolo dell’impresa anche come soggetto attivo nella comunità, attraverso iniziative capaci di generare ricadute positive sul territorio e sulle persone.

 Eccellenza nei processi – promossa da Aufinity

I riconoscimenti sono stati assegnati ad Autoingros, Ninicar e Gruppo Autoscala. La categoria ha messo in evidenza i progetti orientati al miglioramento dell’organizzazione aziendale, dell’efficienza operativa e della qualità dei processi interni, elementi sempre più centrali nella competitività delle reti di vendita.

 Eccellenza nel business dell’usato – promossa da BCA Italia

Sono stati premiati Spazio Group, Ghedini e Pasquarelli Auto – Secondlife. In un mercato nel quale l’usato rappresenta una componente sempre più rilevante del business, la categoria ha riconosciuto le realtà che hanno sviluppato modelli efficaci di gestione, valorizzazione e proposta al cliente.

 Eccellenza nella visione strategica – promossa da I.CAR

I premi sono andati a SVA Dakar, Cascioli e Frattin. La categoria ha premiato le imprese che hanno dimostrato capacità di pianificazione, visione imprenditoriale e attitudine a interpretare i cambiamenti del mercato con scelte coerenti e orientate al futuro.

 Eccellenza nella crescita – promossa da Opteven

Sono stati premiati Tomasi Auto, Ceccato Automobili e Comer Sud. La categoria ha valorizzato i percorsi di sviluppo più significativi, riconoscendo le aziende che hanno saputo consolidare o ampliare la propria presenza attraverso risultati concreti, investimenti e capacità organizzativa.

 Eccellenza nell’innovazione digitale – promossa da Web Industry

I riconoscimenti sono stati assegnati a Trivellato, Bossoni e Car Lovers. La categoria ha acceso i riflettori sulle realtà che hanno saputo utilizzare strumenti digitali, nuove piattaforme e soluzioni tecnologiche per migliorare processi, comunicazione, relazione con il cliente e performance commerciali.

Nel corso della serata è stato inoltre assegnato un riconoscimento speciale Confcommercio a Gruppo Lario | mobility.it, storica attività milanese e punto di riferimento per Assomobilità. Il premio ha valorizzato una realtà imprenditoriale che ha costruito nel tempo un rapporto profondo con il territorio lombardo e con il sistema della rappresentanza.

“Essere qui a Palazzo Bovara, nella casa di Confcommercio Mobilità, dà ulteriore valore alla terza edizione dei Dealer Awards”, commenta Matteo Cimegotto, Founder di BtheOne Automotive. “Questo format è nato per premiare l’eccellenza tra gli imprenditori e le concessionarie auto e continua a crescere in termini di prestigio e di partecipazione. Quest’anno abbiamo raccolto oltre quaranta candidature da aziende che hanno scelto di raccontare le proprie best practice nelle sei categorie in gara. La partnership con Confcommercio Mobilità rafforza il significato del premio e conferma la volontà di creare un appuntamento capace di favorire networking, confronto e condivisione tra i principali protagonisti dell’ecosistema automotive italiano.”

 Accanto ai riconoscimenti dedicati alle concessionarie candidate, BtheOne Automotive ha confermato anche i premi speciali introdotti dalla precedente edizione e riservati a figure manageriali che hanno lasciato un segno nell’ecosistema automotive italiano. I riconoscimenti 2026 sono stati assegnati a Umberto Seletto e Fabio Uglietti di “Quattroruote Professional”.

 


Foto da Confcommercio Mobilità

OMR e CPC: due eccellenze italiane per la nuova mobilità

OMR e CPC: due eccellenze italiane per la nuova mobilità
Innovazione, competenze ingegneristiche e visione industriale condivisa. Sono questi gli elementi che caratterizzano la collaborazione tra OMR Automotive e CPC, due eccellenze del Made in Italy impegnate nello sviluppo di soluzioni avanzate per la nuova mobilità. Nell’ambito di questa partnership, OMR Automotive realizza componenti strutturali ad alta complessità destinati a progetti innovativi sviluppati da CPC per il settore della mobilità sostenibile. Si tratta di componenti che richiedono elevati standard di qualità, precisione costruttiva e affidabilità, contribuendo in modo determinante alle prestazioni, alla sicurezza e all’efficienza delle nuove piattaforme tecnologiche.

La crescente evoluzione verso sistemi di mobilità sempre più efficienti, leggeri e sostenibili richiede soluzioni tecnologiche in grado di coniugare elevate prestazioni, sicurezza e ottimizzazione dei processi produttivi. In questo scenario, la collaborazione tra OMR Automotive e CPC rappresenta un esempio concreto della capacità della filiera industriale italiana di innovare e competere sui mercati internazionali, valorizzando competenze complementari e know-how altamente specializzati.

«La transizione verso la mobilità elettrica e sostenibile rappresenta una delle sfide industriali più importanti del nostro tempo. Affrontarla richiede competenze multidisciplinari, investimenti continui in innovazione e la capacità di creare sinergie tra aziende che condividono gli stessi valori di eccellenza – dichiara il Cav. Marco Bonometti, Presidente del Gruppo OMR -. La collaborazione con CPC dimostra come il Made in Italy possa esprimere il meglio della propria tradizione manifatturiera e ingegneristica, trasformando know-how, ricerca e capacità produttiva in soluzioni concrete per il futuro della mobilità».

«La collaborazione con OMR Automotive conferma il valore delle partnership tra eccellenze italiane capaci di unire innovazione, competenze e visione industriale – afferma l’Ing. Sebastiano Rio, amministratore delegato CPC -. Insieme sviluppiamo soluzioni tecnologiche avanzate per la mobilità sostenibile, valorizzando il know-how delle nostre aziende e contribuendo a rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali»

Una partnership che conferma il valore strategico delle collaborazioni industriali nello sviluppo delle tecnologie che accompagneranno la transizione energetica del settore automotive. Un percorso che vede le imprese italiane protagoniste nella progettazione e realizzazione di componenti ad alto contenuto tecnologico destinati ai mercati internazionali, contribuendo alla crescita di una mobilità sempre più efficiente, sostenibile e innovativa.

 


Foto da ufficio stampa OMR

Strategie sbagliate e dannose: perché solo adesso si denunciano gli errori?

Bene difendere il clima: al tempo stesso si tuteli la capacità produttiva

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
Mi pongo una domanda che, da imprenditore, non riesco a smettere di farmi. Perché soltanto oggi, dopo tanti, troppi anni, una parte così autorevole della rappresentanza industriale italiana arriva finalmente a denunciare l’errore strategico rappresentato dall’imposizione ideologica della mobilità elettrica?

Perché si è atteso così tanto prima di affermare con chiarezza ciò che molti imprenditori avevano già compreso da tempo, ossia che questa impostazione avrebbe prodotto conseguenze profondamente dannose per il tessuto produttivo europeo?

L’Unione Europea ha progressivamente sostituito il pragmatismo industriale con il dogmatismo ideologico, imponendo dall’alto una transizione costruita senza tenere conto della realtà economica, della competitività delle imprese, della tenuta delle filiere produttive e del lavoro di milioni di cittadini europei.

Il risultato è ormai sotto gli occhi di tutti. Abbiamo aumentato la dipendenza strategica dall’estero,favorito l’industria cinese, indebolito quella europea e trasferito fuori dai nostri confini ricchezza, investimenti, competenze e capacità produttiva.

La cosiddetta transizione ecologica, così concepita, si è trasformata in un autentico cavallo di Troia, diventando uno strumento di pianificazione centralizzata che ha preteso di decidere per decreto vincitori e vinti. Il compito delle istituzioni avrebbe dovuto essere un altro.

Creare le condizioni affinché innovazione, ricerca e mercato potessero competere liberamente, nel rispetto della neutralità tecnologica, lasciando che fossero il merito, l’efficienza e la capacità industriale a determinare il futuro.

Non imporre una sola tecnologia come unica strada possibile. Quando le scelte ideologiche vengono scaricate sulla pelle dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie, non si sta più perseguendo la sostenibilità. Si sta mettendo seriamente a rischio la sovranità industriale, economica e sociale di un intero continente.

La vera domanda, allora, non è se sia stato commesso un errore. La vera domanda è perché si sia aspettato così tanto tempo prima di trovare il coraggio di dirlo.

 

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group