Si è già futuro: l’auto sempre più una commodity

Volkswagen: 16 miliardi per diventare più piccoli
di Mario Verna, manager automotive
 
Come l’uovo e la gallina, può essere che i nuovi “sistemi” costruiscano nuovi “clienti” o, come ritengo più probabile, che i clienti siano già cambiati e per questo i produttori e fornitori dovranno diventare “altro”. Una commodity è ciò che il mercato smette di distinguere. Dobbiamo avere il coraggio, anche noi “automobilari”, di guardare la luna e non il dito.

Correva l’anno 2000, quando Jeremy Rifkin pubblicò “L’Era dell’Accesso”, libro illuminante e premonitore. Rifkin sosteneva che l’economia stesse cambiando paradigma, dalla proprietà a quello dell’accesso: non conta più tanto possedere beni, quanto poterli usare, noleggiare, abbonarsi o consumare dentro reti e piattaforme. In questa nuova fase, le imprese non vendono solo prodotti, ma esperienze, relazioni, contenuti e servizi personalizzati, trasformando il rapporto con il cliente in un legame continuo e di lungo periodo.

L’auto sta diventando “commodity”? 
La pressione maggiore arriva da elettrificazione, standardizzazione tecnologica, piattaforme condivise e confronto sempre più diretto sul prezzo. Quando autonomia, software, incentivi e costi di utilizzo diventano i criteri dominanti, molti modelli finiscono per assomigliarsi di più agli occhi del cliente.

Già, e i clienti? Probabilmente in molti sono già pronti, uovo e gallina, per questo il processo prenderà piede velocemente. Le ricerche più recenti convergono su un punto: l’auto non è più, per tutti, un status symbol allo stesso modo di prima. Per alcuni rimane ancora segno di immagine, ma per molti giovani pesa di più il budget, la flessibilità, il costo di gestione e il tipo di motorizzazione.

STATUS O GAMING? Baricco, in “The Game” descrive la rivoluzione digitale nasce come reazione al Novecento: guerra, complessità, autorità, fatica, specialismo. Il digitale promette l’opposto:leggerezza, immediatezza, partecipazione, gioco, accesso. Il mondo contemporaneo assomiglia sempre più a una partita, dove conta entrare nel flusso, non possedere regole assolute

Gli 80 anni di Vespa: mito italiano conosciuto ovunque

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Nel 2026 Vespa festeggia 80 anni di storia. Nata nel Dopoguerra come soluzione semplice, economica e geniale per rimettere in movimento l’Italia, è diventata nel tempo molto più di uno scooter: un simbolo di libertà, eleganza, design e stile di vita italiano.
 
Questo video ripercorre la sua evoluzione, dai primi modelli del 1946 alle versioni speciali per l’ottantesimo anniversario, raccontando come Vespa sia riuscita ad attraversare generazioni, mode e mercati senza perdere la propria identità.
 
Dalla mobilità quotidiana al cinema, dal turismo alla cultura pop, dalla Vespa 98 alla Primavera, dalla GTS alla 946, fino alle edizioni celebrative Vespa 80th: un viaggio tra tecnica, costume e memoria collettiva, per capire perché questo scooter continua a essere riconoscibile in tutto  continua a essere riconoscibile in tutto.