I 174 anni della Polizia di Stato: ruolo fondamentale nella mobilità quotidiana

Sicurezza stradale: una strategia integrata per ridurre l'incidentalità

di Toni Purcaro, pesidente di DEKRA Italia

 
Il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato rappresenta un momento importante per riconoscere il valore del lavoro quotidiano svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia, e in particolare della Polizia Stradale, presidio imprescindibile per la sicurezza dei cittadini oltre che per il corretto funzionamento della mobilità nel nostro Paese.

La Polizia Stradale costituisce un punto di riferimento essenziale per la prevenzione, il controllo del territorio e la diffusione della cultura della sicurezza. Il suo lavoro contribuisce ogni giorno in modo concreto alla protezione degli utenti della strada e alla promozione di comportamenti responsabili. Ricorrenze come questa sono, quindi, un’opportunità per rinnovare l’attenzione collettiva su un tema che riguarda tutti

 
Per tale ragione desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Vittorio Pisani, per il lavoro quotidiano svolto da tutta la Polizia di Stato a garanzia della sicurezza del Paese, e ringraziare il Direttore del Servizio Polizia Stradale, Santo Puccia, per il suo continuo impegno, profuso per una mobilità sempre più attenta alla tutela della vita delle persone.
 

Toni Purcaro, Presidente e AD DEKRA Italia – Foto da ufficio stampa DEKRA

 

Italrent: Intergea entra nel noleggio a lungo termine

Italrent: Intergea entra nel noleggio a lungo termine

Il Gruppo Intergea amplia il proprio raggio d’azione e annuncia l’ingresso nel settore del noleggio a lungo termine con il lancio operativo di Italrent, società fondata a inizio 2025 con sede a Torino. Un passaggio strategico che conferma la volontà del gruppo di rafforzare la propria presenza nel mondo della mobilità, affiancando ai servizi tradizionali un’offerta sempre più integrata. Italrent si presenta come un operatore generalista e indipendente, non legato a specifici marchi automobilistici, con l’obiettivo di rivolgersi a una platea ampia che comprende aziende, PMI e clienti privati. Una scelta che punta a intercettare una domanda in evoluzione, sempre più orientata verso soluzioni flessibili e meno vincolanti rispetto alla proprietà dell’auto.

Alla guida del progetto c’è Lorenzo Sistino, amministratore delegato con una lunga esperienza nel settore automotive, affiancato da Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea. Una combinazione di competenze industriali e visione strategica che mira a posizionare Italrent come nuovo punto di riferimento nel mercato.

 

Tecnologia e rapidità al centro del modello

Dopo una prima fase dedicata allo sviluppo tecnologico, Italrent è oggi pienamente operativa. Il progetto nasce infatti con un’impostazione fortemente orientata all’innovazione, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare tutte le fasi del noleggio, dalla scelta del veicolo fino alla consegna. Come sottolineato dall’AD Lorenzo Sistino, «Italrent porta sul mercato un modello di noleggio semplice, realmente flessibile e orientato alle esigenze del cliente». Un approccio che si traduce in maggiore trasparenza, disponibilità immediata dei veicoli e tempi certi di consegna, elementi sempre più richiesti in un mercato competitivo. Tra i punti distintivi c’è l’impegno a consegnare il veicolo entro 20 giorni, con penali a carico della società in caso di ritardi. Una promessa forte, che evidenzia la volontà di costruire un rapporto di fiducia con il cliente.

 

La forza della rete Intergea

Uno dei principali vantaggi competitivi di Italrent è rappresentato dalla sinergia con la rete del Gruppo Intergea. La disponibilità di migliaia di veicoli, anche in pronta consegna, si combina con una struttura post-vendita capillare su tutto il territorio nazionale. La rete conta oltre 1.000 officine e circa 2.000 centri specializzati nel servizio pneumatici, garantendo un livello di assistenza elevato e diffuso. A questo si aggiungono servizi come la consegna a domicilio e il soccorso stradale attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in tutta Europa. Questa infrastruttura rappresenta un elemento chiave per sostenere la crescita della nuova società, offrendo un’esperienza completa che va oltre il semplice noleggio del veicolo.

 

Flexy Rent e la nuova idea di flessibilità

Tra le novità più interessanti introdotte da Italrent c’è Flexy Rent, una formula pensata per rispondere alle esigenze di flessibilità dei clienti. Il servizio consente di restituire il veicolo fino a tre mesi prima della scadenza contrattuale senza penali oppure di estendere il noleggio per ulteriori sei mesi, mantenendo invariato il canone. Si tratta di una proposta che riflette un cambiamento più ampio nel modo di vivere la mobilità. Sempre più utenti, infatti, cercano soluzioni adattabili nel tempo, capaci di seguire le esigenze personali e professionali senza vincoli rigidi.

 

Una strategia di crescita nel segno della mobilità

Il lancio di Italrent si inserisce in una strategia più ampia del Gruppo Intergea, orientata alla diversificazione e allo sviluppo di nuovi servizi. Come sottolineato dal presidente Alberto Di Tanno, l’obiettivo è creare un operatore indipendente, capace di dialogare con il mercato in modo aperto e competitivo. La direzione è chiara: costruire un ecosistema di mobilità in cui il cliente sia al centro, con soluzioni che integrano vendita, assistenza e noleggio. In un contesto in cui il settore automotive è chiamato a evolversi rapidamente, iniziative come questa dimostrano come anche i grandi gruppi italiani stiano cercando di anticipare i cambiamenti, piuttosto che subirli.

 


Foto: Lorenzo Sistino da ufficio stampa Intergea

L’auto europea pesa solo per l’1% delle emissioni mondiali di CO2: eppure…

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata

di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia

L’argomento delle multe che verranno calcolate per il triennio 2025-2027 merita un approfondimento a parte. È imbarazzante come ancora queste sanzioni restino sospese, pronte a essere applicate agli OEM per fargli pagare il conto di un divario che non dipende solo dall’industria, ma anche da un mercato e da consumatori che non stanno tenendo il passo con gli obiettivi imposti dall’Europa.

L’assurda complessità di calcolo, un mercato dei crediti di CO2 che finisce per penalizzare proprio l’industria europea, la necessità di sviluppare prodotti specifici per l’Europa e diversi per il resto del mondo, i componenti essenziali tutti in mano a filiere strategiche esterne: tutti questi elementi delineano un quadro estremamente critico.

E tutto per correggere l’1% di emissioni di CO2 mondiali: perché l’auto europea pesa solo l’1% delle emissioni mondiali! Anche azzerandole, l’impatto sul clima sarebbe marginale, mentre il costo è interamente sostenuto dall’industria europea e dai consumatori. Nell’approfondimento dedicato alle multe Cafe presenteremo dati concreti, con l’auspicio che queste sanzioni non debbano mai essere effettivamente applicate.

 


Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia – Foto da ufficio stampa Dataforce Italia 

Auto usate e incidenti: i modelli più a rischio in Italia

Auto usate e incidenti: i modelli più a rischio in Italia

L’acquisto di un’auto usata continua a rappresentare una scelta strategica per milioni di italiani, ma dietro il prezzo competitivo si nasconde spesso una variabile sottovalutata: la storia del veicolo. Secondo uno studio condotto da carVertical, nel 2025 circa la metà delle auto usate più ricercate in Europa presentava precedenti di incidenti. Un dato che impone una riflessione più ampia sul mercato e sulle sue dinamiche, senza demonizzare il settore ma evidenziandone le criticità.

 

Auto usate incidentate: perché i marchi premium sono più colpiti

Entrando nel dettaglio del mercato italiano, emergono dati interessanti. Le vetture più frequentemente coinvolte in sinistri appartengono principalmente alla fascia alta. In testa troviamo Porsche, con il 38,2% dei modelli analizzati che presenta almeno un danno registrato. Seguono BMW (35,3%), Smart (23,9%), Mini (20,6%) e Audi (15,5%).

Il dato può sorprendere solo in apparenza. Le auto premium, infatti, sono spesso più performanti, percorrono più chilometri e sono soggette a un utilizzo più intenso, anche su lunghe tratte o contesti urbani complessi. Inoltre, il loro valore elevato le rende più appetibili sul mercato dell’usato, alimentando un ciclo di rivendita che può includere anche vetture riparate dopo incidenti. Questo non significa che il segmento sia meno affidabile, ma evidenzia come sia necessario un approccio più consapevole da parte degli acquirenti.

 

Il costo dei danni e il peso delle riparazioni

Un altro elemento chiave riguarda il valore economico dei danni. Sempre secondo lo studio di carVertical, le Porsche registrano anche il costo medio di riparazione più elevato: circa 12.400 euro per veicolo, con una media di 2,2 sinistri per auto nei report storici. A seguire troviamo Jaguar (12.100 euro) e Toyota (11.600 euro). Si tratta di cifre che riflettono non solo il valore del veicolo, ma anche la complessità tecnologica delle componenti. All’opposto, marchi come Škoda, Mazda e Dacia registrano costi medi significativamente inferiori, a conferma di una diversa struttura di mercato e di un posizionamento più orientato alla praticità.

 

Mercato auto usate: rischio reale o percezione?

Uno dei passaggi più interessanti dello studio riguarda la percezione del rischio. In Italia, il 12,8% delle auto controllate presenta danni registrati, con un costo medio dei sinistri stimato in circa 7.500 euro. Tuttavia, è importante contestualizzare: un’auto può subire piccoli incidenti senza compromettere sicurezza e affidabilità. Il problema nasce quando le informazioni non vengono dichiarate o quando le riparazioni non sono eseguite a regola d’arte. In questo senso, il mercato dell’usato resta fondamentalmente sano, ma necessita di maggiore trasparenza e di strumenti di verifica più accessibili. Una quota significativa di veicoli, infatti, proviene dall’estero: auto incidentate, riparate e reimmesse sul mercato. Una pratica che, pur non essendo illegale, richiede controlli accurati.

 

Dati europei: una tendenza che va oltre l’Italia

Il fenomeno non è limitato al mercato italiano. A livello europeo, i marchi più frequentemente coinvolti in incidenti risultano ancora BMW (65,2%), Hyundai (59,3%) e Subaru (58%). Tra i modelli più colpiti spiccano la BMW Serie 7, l’Audi A8 e la BMW X6. Anche in questo caso si tratta di vetture di fascia alta, spesso utilizzate per lunghi viaggi o in contesti ad alto traffico.

 

Una riflessione per chi acquista

Il dato più importante che emerge da questa analisi non è tanto la percentuale di auto danneggiate, quanto il comportamento degli acquirenti. Spesso, nel tentativo di accedere a un modello superiore rispetto al proprio budget, si tende a trascurare controlli fondamentali. Eppure, acquistare un’auto usata non è necessariamente un rischio, se affrontato con gli strumenti giusti. Verificare la cronologia del veicolo, affidarsi a professionisti e richiedere controlli approfonditi in officina sono passaggi essenziali.

In un mercato sempre più dinamico, la trasparenza diventa un valore competitivo, non un ostacolo. E per il settore automotive, spesso messo sotto pressione da transizioni tecnologiche e normative, questo rappresenta un punto da cui ripartire. L’usato resta una risorsa fondamentale per la mobilità, ma richiede consapevolezza. Perché dietro ogni auto c’è una storia, e conoscerla può fare la differenza.

 


Foto da ufficio stampa CarVertical