Oltre 8 italiani su 10 si dichiarano favorevoli all’introduzione di un sistema di identificazione per le E-bike, che permetta di contrastare i furti e il mercato nero, facilitare il recupero dei mezzi rubati e garantire maggiore sicurezza e responsabilità sulla strada, rendendo più semplice identificare i veicoli coinvolti in incidenti o comportamenti irregolari.
È questo il quadro che emerge dalla ricerca nazionale “E-bike tra mobilità e sicurezza”, realizzata da Format Research, in collaborazione con UNASCA – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistici e presentata alla Camera dei Deputati. La ricerca ha evidenziato come la mobilità elettrica leggera stia trasformando il modo di spostarsi nelle città italiane, ma la sua diffusione pone anche nuove sfide in termini di sicurezza, regole e convivenza tra gli utenti della strada.
All’iniziativa hanno partecipato l’on. Annarita Patriarca, della VIII Commissione Ambiente della Camera, l’on. Gaetana Russo, e l’on. Antonino Iaria della IX Commissione Trasporti: Stefano Riazzola, Capo Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Giuseppe Guarino, Segretario Nazionale Studi di Consulenza Automobilistica UNASCA; Alfredo Boenzi, Segretario Nazionale Autoscuole UNASCA; Maria Francesca Atzeni, Direttore di Ricerca di Format Research, e Luigi Menna, della FIAB-Federazione italiana Ambiente e Bicicletta.
La diffusione
L’indagine fotografa un fenomeno in forte crescita. Oggi una bicicletta su cinque vendute nel nostro Paese è elettrica: nel corso dell’ultimo decennio, infatti, la quota di mercato delle E-bike sul totale delle biciclette vendute in Italia è passata dal 3% nel 2014 al 20,2% nel 2024, segno di una diffusione sempre più ampia della mobilità elettrica leggera.
Parallelamente cresce anche l’utilizzo quotidiano di questi mezzi: circa un terzo degli italiani che guidano utilizza una E-bike, spesso con grande frequenza e non solo per il tempo libero. Nel 50% dei casi, infatti, il mezzo viene impiegato per attività lavorative, soprattutto nei grandi centri urbani, dove rappresenta una soluzione sempre più diffusa per gli spostamenti quotidiani.
Tra i principali punti di forza riconosciuti dagli utenti emergono il risparmio sui costi di carburante e manutenzione, l’ecologicità e la maggiore praticità negli spostamenti urbani. Tra le criticità, invece, vengono segnalati soprattutto il costo di acquisto dei mezzi e la carenza di infrastrutture ciclabili adeguate, elementi che secondo molti intervistati rappresentano un limite alla piena diffusione della mobilità elettrica leggera. Per questo, vengono indicate come soluzioni l’introduzione di politiche pubbliche di incentivazione all’acquisto e lo sviluppo di piste ciclabili.
Secondo il Codice della Strada, una E-bike è considerata un velocipede, alla stregua di una bici normale, se ha potenza massima pari o inferiore a 250W, il motore assiste la pedalata, interrompendosi a 25km/h o quando si smette di pedalare e non dispone di acceleratore che la renda utilizzabile senza pedalare. L’E-bike è considerata, invece, un ciclomotore se la sua potenza è oltre 250W, la velocità è superiore ai 25km/h e può muoversi senza pedalare. Secondo il Codice, i ciclomotori devono essere omologati, immatricolati, assicurati e guidati con casco e patente.
La sicurezza
Sul fronte della sicurezza, la ricerca evidenzia un quadro articolato. Da un lato, il 79% degli utilizzatori di E-bike dichiara di sentirsi sicuro quando guida ma, dall’altro lato, il 16,3% degli intervistati racconta di essere stato coinvolto in un incidente che ha implicato una E-bike, con cause spesso legate alle condizioni delle strade o alla congestione del traffico.
Un tema particolarmente rilevante riguarda inoltre la percezione della diffusione di E-bike modificate o “truccate”, con alterazioni che aumentano velocità o potenza del motore, trasformandole in veri e propri ciclomotori. Secondo la ricerca, circa il 60% degli intervistati ritiene che questa pratica sia diffusa, un fenomeno che rischia di generare problemi di sicurezza, trasformando di fatto una bicicletta a pedalata assistita in un veicolo assimilabile a un ciclomotore. Accanto alla sicurezza emerge anche il tema dei furti: il 16,5% degli intervistati ha subito direttamente o conosce qualcuno che ha subito il furto di una E-bike, e la maggior parte ha avuto difficoltà nel ritrovare il mezzo rubato.
Il sistema di identificazione
La ricerca evidenzia come gli utenti siano generalmente consapevoli delle regole che disciplinano l’utilizzo di questi mezzi: l’87% dei rispondenti dichiara infatti di essere a conoscenza della conformità della propria E-bike alle normative italiane ed europee, spesso garantita direttamente dal venditore al momento dell’acquisto. In questo contesto, l’indagine riporta una forte apertura dell’opinione pubblica verso strumenti di maggiore tracciabilità e responsabilizzazione: l’84% degli italianisi dichiara favorevole all’introduzione di un sistema di identificazione per le E-bike, in particolare per quelle con potenza superiore a 250W, velocità superiore a 25km/h e senza pedalata e con acceleratore indipendente.
Regole più chiare e maggiori strumenti di controllopermetterebbero di avere più sicurezza e legalità, contrastando furti, mercato nero e modifica delle E-bike per aumentare la velocità, agevolerebbero il recupero delle bici rubate, la gestione degli incidenti, l’identificazione e la sanzione dei comportamenti scorretti. Accanto a questo ampio consenso emerge tuttavia anche una quota di intervistati contrari, pari al 15,6% del campione, tra i quali prevalgono gli utilizzatori abituali di E-bike, che riportano perplessità come il timore maggiore burocrazia e costi aggiuntivi, che andrebbero a disincentivare soprattutto le fasce più deboli della popolazione.
“La crescita della mobilità elettrica leggera rappresenta una grande opportunità per rendere gli spostamenti urbani più sostenibili ed efficienti, contribuendo in modo concreto alla riduzione delle emissioni e del traffico delle nostre città. Questa trasformazione richiede tuttavia un quadro normativo chiaro e adeguato a un fenomeno che sta vedendo una forte crescita. Servono strumenti semplici e proporzionati, così come un sistema di controlli efficace, che si potrebbero inserire nel Codice della Strada, per consentire di distinguere i mezzi conformi da quelli modificati, contrastare i furti e garantire maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada. L’indagine presentata oggi evidenzia la diffusione delle E-bike e la crescita sempre più forte di una cultura favorevole alla mobilità sostenibile. Al tempo stesso, emerge come la quasi totalità degli utenti chieda ’introduzione di un sistema di regole chiare per l’identificazione delle E-bike, a dimostrazione del fatto che innovazione e sostenibilità devono procedere insieme a responsabilità e chiarezza normativa”, ha dichiarato Giuseppe Guarino, Segretario Nazionale Studi di Consulenza Automobilistica UNASCA.
Foto Foto di G-FORCE Bike FdFJELDlUjw-unsplash – da ufficio stampa