#FORUMAutoMotive anno 11: Fabio Pressi (A2A E-Mobility)

#FORUMAutoMotive anno 11: Fabio Pressi (A2A E-Mobility)

Tra infrastrutture di ricarica, batterie e integrazione con le reti energetiche, il futuro della mobilità elettrica si gioca sulla competitività.

Dati, tecnologia e meno ideologia per costruire un sistema davvero efficiente e accessibile. Intervista a Fabio Pressi, Presidente e Amministratore Delegato A2A E–Mobility.

 

Green Deal UE e auto: occupazione a rischio, serve un cambio di rotta

OMR e CPC: due eccellenze italiane per la nuova mobilità

di Marco Bonometti, presidente del Gruppo OMR

L’attuazione del Green Deal europeo nel settore automotive sta evidenziando criticità strutturali sempre più rilevanti, con impatti concreti su industria e occupazione. Stiamo affrontando una transizione senza strumenti industriali adeguati e con costi energetici fuori controllo. In queste condizioni, la competitività delle imprese europee è seriamente compromessa”.

Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, inclusa la dinamica tra Iran, Stati Uniti e Paesi Arabi, stanno ulteriormente aumentando costi e incertezza per le imprese europee, aggravando un quadro già complesso.

Dall’approvazione del Green Deal oltre 100.000 posti di lavoro sono già stati persi nella filiera automotive europea, con la previsione di altri 400.000 nei prossimi mesi, in particolare nella componentistica.

Casi industriali come Volkswagen confermano un trend di progressivo indebolimento della base produttiva europea. “Non si tratta più di singoli casi, ma di un fenomeno strutturale che rischia di diventare irreversibile.

Alla radice del problema vi è l’assenza di una vera politica industriale europea. Questo poiché, a differenza di Stati Uniti e Cina che stanno sostenendo attivamente i propri sistemi produttivi, l’Europa continua a fare leva principalmente sulla regolazione, senza strumenti efficaci di tutela della produzione interna, incentivi alla localizzazione, politiche adeguate alla transizione della forza lavoro e un quadro energetico competitivo.

L’Europa non può limitarsi a imporre regole: deve creare le condizioni per produrre e investire. Senza una politica industriale e senza tutela del lavoro europeo, il rischio è quello di delocalizzare intere filiere.

È necessario un intervento urgente. Le istituzioni europee devono garantire certezza e semplificazione normativa, rafforzare una politica industriale capace di competere a livello globale, promuovere investimenti mirati in energia e manifattura e introdurre misure concrete a tutela del lavoro e delle filiere, anche attraverso meccanismi di localizzazione produttiva.

Servono unità, chiarezza e scelte coraggiose. La transizione ecologica deve essere anche economicamente e socialmente sostenibile. Senza industria non c’è occupazione e senza occupazione non c’è futuro per l’Europa.

 


Foto da ufficio stampa OMR

#FORUMAutoMotive, confronto importante: Europa senza scelte strategiche

Transizione automotive; si valorizzino eccellenze e competenze (molte sono italiane)

di Gianni Murano, presidente UNEM

 
Mai come in questo frangente #FORUMAutoMotivee assume rilevanza come momento di confronto tra gli operatori di una filiera che ha bisogno di risposte concrete e immediate, non c’è più tempo da perdere. Gli eventi delle ultime settimane hanno rafforzato la necessità di scelte europee che abbiano realmente al centro strategicità e pragmatismo.
 
L’industria della raffinazione dei carburanti rappresenta un asset strategico ai fini della sicurezza energetica, ma sinora si è sottovalutato l’impatto delle chiusure e della dipendenza da prodotto finito che arriva da altre regioni. In questa fase, e senza aver imparato nulla dalla crisi del 2022, si sta pagando pegno con il prezzo del gasolio che è raddoppiato in 3 settimane.
 
Si deve fare una valutazione seria sul futuro dell’industria europea e in particolare su quella strategica. L’Italia lo sta facendo ora tocca all’Europa.
 

Foto da ufficio stampa UNEM