#FORUMAutoMotive anno 11: settore in depressione, norme e caos UE responsabili

#FORUMAutoMotive anno 11: settore in depressione, norme e caos UE responsabili

Nel video potrete rivedere la sessione di lavori introduttiva dell’edizione 2026 di #FORUMAutoMotive dal titolo“Automotive 2026. La svolta è adesso. Non c’è più tempo!”, promosso a Milano il 23 marzo.

L’evento ha visto l’intervento inziale di Emanuele Cordone, Partner di AlixPartners, nel corso quale ha presentato un aggiornamento del Global Automotive Outlook di AlixPartners, seguito da un talk sugli “Impatti diretti sull’industria, indotto e occupati. Le pressioni italiane per una soluzione basata sul buon senso”, moderato da Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, con interventi dei giornalisti Marco Marelli e Umberto Zapelloni

A intervenire sono stati Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia e Membro dell’Alleanza tra le 40 Regioni Automotive Europee; Marco Bonometti, Presidente e Amministratore Delegato di OMR Automotive ed ex Presidente di Confindustria Lombardia; Ferdinando Uliano, Segretario Generale FIM-CISL.

Poi, spazio al confronto dei rappresentanti della filiera della mobilità, affiancati da esperti e dealer, con alcuni europarlamentari, con interventi di Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione ITRE; Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia – ECR e membro Commissione TRAN (Trasporti e Turismo); Massimo Artusi, Presidente di Federauto; Maria Rosa Baroni, Presidente di NGV; Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma; Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità e di Federmotorizzazione; Matteo Cimenti, Presidente di Assogasliquidi-Federchimica; Italo Folonari, Presidente di ANIASA; Gianni Murano, Presidente di UNEM; Fabrizia Vigo, Direttore Relazioni Istituzionali e Affari Legali di ANFIA; Attilio Pogliani, Presidente della Associazione Italiana Concessionari Moto; Fabio Pressi, Presidente di Motus-E; Marco Seimandi, Vice President di Westport Fuel Systems Italia; Andrea Taschini, Advisor e Manager Automotive; Mario Verna, Manager Automotive.

Moto e ciclomotori: fino a 4mila euro di incentivi

Moto e ciclomotori: fino a 4mila euro di incentivi

Dal 18 marzo è tornato operativo il canale degli incentivi per chi sceglie di acquistare un ciclomotore o un motociclo a ridotto impatto ambientale. A muoversi, però, non saranno direttamente gli acquirenti, bensì i concessionari, chiamati a prenotare il contributo previsto per i veicoli della categoria Le. La misura si inserisce nel filone delle politiche pubbliche che puntano a favorire una mobilità più sostenibile e, allo stesso tempo, a sostenere il rinnovo di mezzi ormai superati. Sul piano economico, il beneficio può alleggerire in modo significativo il prezzo finale: fino a 3mila euro senza rottamazione e fino al 40% del costo di acquisto in presenza di un vecchio veicolo da demolire.

L’agevolazione riguarda l’acquisto di mezzi nuovi appartenenti alle categorie comprese tra L1e e L7e, quindi motocicli e ciclomotori a due, tre o quattro ruote. Il perimetro della misura include veicoli elettrici e ibridi, ma anche modelli non elettrici, a condizione che rispettino standard ambientali elevati e siano almeno Euro 5. L’intervento, promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, rientra in una strategia più ampia collegata agli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Agenda 2030. Possono beneficiarne sia i privati sia le persone giuridiche, con un vincolo preciso: il veicolo acquistato dovrà restare di proprietà dell’intestatario per almeno dodici mesi.

 

La procedura scattata dalle ore 12 del 18 marzo 2026 passa attraverso la piattaforma Invitalia. È il rivenditore autorizzato a dover effettuare tutti i passaggi: dalla registrazione iniziale all’attivazione dell’utenza, fino all’inserimento della domanda di prenotazione, che viene identificata da un numero di protocollo. Solo in un secondo momento, dopo l’immatricolazione e la consegna del nuovo mezzo, la pratica può essere chiusa definitivamente con l’inserimento dei dati richiesti e della targa. Quando l’acquisto è accompagnato dalla rottamazione, alla documentazione del nuovo veicolo si aggiunge anche quella relativa al mezzo da dismettere. In sostanza, lo sconto viene anticipato in fattura dal concessionario, che poi recupera il contributo secondo le modalità previste.

L’ecobonus può contare su uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro, distribuito su più annualità, con una quota di 30 milioni per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. L’incentivo copre il 30% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 3mila euro, per chi compra senza consegnare un vecchio mezzo. La percentuale sale invece al 40%, fino a un massimo di 4mila euro, se l’operazione avviene con rottamazione.

 


Foto da archivio LULOP

Sistema auto: gli errori commessi dall’Europa

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata

di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia

 
A #ForumAutomotive il confronto sul presente e futuro prossimo dell’auto in Europa. Con il contributo del sottoscritto insieme a Gianluca Di Loreto, Partner e Responsabile Italiano Automotive di Bain & Company e Dario Duse, Managing Director, Country Head Italy ed EMEA Leader Automotive and Industrials di AlixPartners.

L’Europa ha utilizzato la leva del cambiamento climatico – tema reale e non discutibile – per imporre all’automotive il salto regolatorio più duro della sua storia, senza una corretta proporzione tra costi industriali e benefici climatici globali. L’auto europea pesa circa l’1% delle emissioni mondiali: anche azzerandole, l’impatto sul clima sarebbe marginale, mentre il costo è interamente sostenuto dall’industria europea e dai consumatori.

Da noi non esistevano e non esistono le condizioni abilitanti: energia competitiva, filiera delle batterie sotto controllo europeo, infrastrutture adeguate e domanda di mercato sufficiente.L’Europa ha invertito la sequenza della transizione, regolando prima di avere competitività, domanda e scala industriale.

 
Una transizione che indebolisce la capacità produttiva senza costruire prima le basi della nuova economia si è trasformata in un processo di deindustrializzazione. Il risultato è stato un mix di compressione dei margini, tagli occupazionali, perdita di volumi e vantaggio competitivo ceduto ai concorrenti extraeuropei