No: non è SOLO colpa delle “elettriche”

Volkswagen: 16 miliardi per diventare più piccoli
di Mario Verna, manager automotive

Il lento (nemmeno tanto) implodere del sistema automotive nostrano ha molte cause e concause. Eppure… Eppure quella spina attaccata a una presa ha raccontato, negli ultimi anni, in modo implicito, un nuovo cambio di paradigma filosofico. Già, né tecnico né innovativo nel senso stretto del termine – le auto elettriche hanno una storia antica – ma profondamente antropologico e ideologico.

Le radici affondano in quelle teorie dell’ecologismo “profondo” che hanno spesso messo l’uomo in una condizione marginale, relegandolo spesso a intruso del sistema terra, la “deep ecology” del filosofo norvegese Arne Næss nel 1973, in condimento “decrescita felice” di Serge Latouche, con una spruzzata di catastrofismo ambientalista, di neo-pauperismo socialista e di nuove teorie della liberazione anticapitalista.

Insomma, questioni già trattate nel secolo scorso, rese più contemporanee da social engagement gret&pop. L’auto era la vittima perfetta, sporca e inquinante, liberale e libertaria, in qualche modo veicolo di indipendenza e di passione. Sganciarla dall’emozione e farla diventare una “commodity” più che una comodità, beh, è stra-cool, e poi, tutti questi Paesi nordici che hanno avuto la pretesa di insegnarci a vivere bene, a toglierci dall’imbarazzo delle nostre manchevolezze, ora sì che possono davvero essere l’avanguardia della nuova Europa.

Insomma, sensazioni lievi, piccole emozioni distopiche, delle città in quindici minuti, del benessere e della leggerezza, dei monopattini e dei tram in orario, ciascuno nel suo quartiere e nel suo condominio, dove tutto inizia e tutto finisce. E così, il sogno di una fogliolina verde con cui apparire “moderni” è stato uno straordinario momento di narrazione, come quel cavallo di legno lasciato sulla spiaggia, già, sarà un dono degli dèi, vale la pena festeggiare, bollicine per tutti.

No, non è tutta colpa delle elettriche. A volte confondere i fini con i mezzi, la realtà con l’illusione, la vanità con l’efficacia può portare fuori tema.
Come un grado di errore sulla rotta: dopo ore di navigazione senza correzioni si resta in mare aperto.

Come on! Iniziamo a raccontarci la verità.

 

Foto da archivio Mario Verna

#FORUMAutoMotive anno 11: è tempo di tirare le somme

#FORUMAutoMotive anno 11: è tempo di tirare le somme
Conclusa la nutrita e sempre ricca di spunti edizione 2026 di #FORUMAutoMotive, ecco il punto su quanto è stato dibattuto nelle due giornate del 23 e 24 marzo scorsi a Milano. Con il sottoscritto, Pierluigi Bonora, a commentare la tavola rotonda tra i vertici delle associazioni del settore, la politica europea e con gli interventi dell’industriale bresciano Marco Bonometti, presidente della multinazionale OMR, e del leader del sindacato FIM-CISL, Ferdinando Uliano, erano i colleghi Marco Marelli, responsabile Focus ESG, Overmobility Reporting e Umberto Zapelloni, responsabile delle pagine Mobilità de “Il Foglio”.

David Giudici, direttore de “L’Automobile”, è invece intervenuto nella giornata aperta al pubblico, e sempre trasmesso in diretta sulla pagina facebook di #FORUMAutiMotive, intervistando insieme a Pierluigi Bonora, il presidente di ACI, Geronimo La Russa, e alternandosi con Marco Marelli, i partecipanti ai due talk in programma: un confronto tra Europa e Cina su innovazione e design.